giovedì 27 novembre 2008

Sanità in Sicilia: conti in rosso e riforme bloccate


LA REPUBBLICA PALERMO - GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2008
Pagina I
La polemica
Conti della sanità una riforma bloccata
FRANCESCO PALAZZO

A leggere le dichiarazioni degli stessi protagonisti, pare che la grande battaglia sulla sanità siciliana - con roboanti dichiarazioni in nome del risparmio e della moralizzazione - sia stata vinta da due partiti: l´Udc e il Pdl. I quali, dentro la coalizione vincente alle ultime elezioni, avevano dissotterrato l´ascia di guerra, riponendola per il momento, visto che hanno ottenuto ciò che volevano. Sintetizzando: il cosiddetto piano di rientro e la riforma della sanità siciliana andranno ognuno per proprio conto, su due strade parallele. Che, ovviamente, come sappiamo sin dalla più tenera età, mai s´incontrano, se non, forse, all´infinito. Ma la sanità siciliana avrebbe bisogno, più che di infinità, leopardiane o geometriche fate voi, di provvedimenti concreti e attuali. E gli ultimi due assessori destinati alla sanità, due tecnici, hanno mostrato di volere imprimere una svolta al sistema. Tuttavia, evidentemente, il sistema ha equilibri da rispettare, dinamiche che noi comuni mortali non riusciremmo a intravedere neanche se ci dotassimo della più potente tra le lenti d´ingrandimento. Il bello è che al danno dell´immobilismo di un settore spendaccione e cruciale per tutti noi, malati e potenziali tali, si aggiunge la beffa di sentirsi quasi coccolati, da chi si oppone a qualsiasi cambiamento, con affermazioni che giustificano certe scelte in nome e per conto della salute dei cittadini. Anche l´attuale schieramento dell´opposizione all´Assemblea regionale si trova d´accordo sulle strade parallele e quindi, di fatto, dà forza al fuoco amico diretto all´attuale assessore regionale per la Sanità. Eppure, ma forse ricordiamo male, in un incontro pubblico il Partito democratico aveva solennemente sostenuto, per bocca di un suo autorevole rappresentante, se rammentiamo bene di fronte al presidente della Regione, che avrebbe sostenuto in aula il piano complessivo di riforme che metteva insieme, «perché non può che essere così», piano di rientro e riforma del comparto in un´unica soluzione. Il piano di rientro, lo intendiamo anche se non siamo esperti della materia, è la possibilità di mettere una pezza finanziaria, fatta di sacrifici e tagli, agli enormi errori di gestione del passato. Vista però solo in questo modo tutta la questione si riduce, ammesso che riesca, a una mera partita contabile e temporanea. Destinata nuovamente a farsi critica se non s´interviene sul presente e non si pianifica, modificandolo radicalmente, il futuro. Ecco perché è giusto che in un ambito strategico e costoso come la sanità si operi agendo simultaneamente sui due assi, quello del debito e quello della pianificazione. Se si sganciano questi due aspetti, si avrà sempre il fiato sul collo, è sin troppo facile intuirlo. Lo sa bene qualsiasi padre di famiglia che deve fra quadrare i conti della propria piccola comunità domestica. Se si sta sempre sull´emergenza, senza apportare mutamenti profondi a tutto l´insieme, un piano di rientro seguirà a un altro. Non ci sarà mai, all´infinito, soluzione di continuità. Si proseguirà nel solco del già visto: la sanità tutta nelle mani della politica, che sposterà le pedine dirigenziali per far quadrare gli appetiti delle varie «sensibilità» (bella parola) politiche e i conti andranno sempre più in rosso. Forse, a questo punto, occorrerebbe un qualche gesto di chiarezza, in modo che la finta unanimità indistinta di questo momento, utile a nessuno, si trasformi in una chiara e trasparente collocazione di tutti i soggetti in campo. Un esempio ci viene da fuori. Non dalla lontanissima Norvegia, ma dalla vicinissima Sardegna. Il presidente del governo regionale si è appena dimesso. Il motivo è che un suo emendamento, che riteneva discriminante, sulla nuova legge urbanistica, è stato impallinato dalla sua stessa maggioranza. Adesso le posizioni si chiariranno e saranno visibili a tutti i sardi. È impossibile, in Sicilia, procedere con una simile operazione di nitidezza politica sulla sanità? I cittadini, in nome dei quali tutti dicono di spendersi, hanno il diritto, oltre che alla salute, a comprendere, come si deve, ciò che accade nei palazzi del potere.

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