<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620</id><updated>2012-01-28T03:07:03.570+01:00</updated><category term='Sicilia'/><category term='Lavoro'/><category term='Sport'/><category term='Mafia e Politica'/><category term='Ambiente'/><category term='Politica e Lavoro'/><category term='Mafia'/><category term='Sanità'/><category term='Eventi'/><category term='Rubrica Numeri'/><category term='Chiesa'/><category term='Turismo'/><category term='Cronaca'/><category term='Associazioni'/><category term='Politica Regionale'/><category term='Interviste'/><category term='Volontariato'/><category term='Antimafia'/><category term='Politica Palermo'/><category term='Politica e Giustizia'/><category term='Scuola'/><category term='Scuola e società'/><category term='Mafia Antimafia'/><category term='Cultura'/><category term='Beni Culturali e Ambientali'/><category term='Costume'/><category term='Religione e società'/><category term='Palermo'/><category term='Società'/><category term='Regione Siciliana'/><category term='Miei interventi'/><category term='Politica'/><category term='Economia e politica'/><category term='Numeri'/><title type='text'>LEGGENDO E RILEGGENDO</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>316</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3904566818310515213</id><published>2012-01-27T09:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-27T09:44:49.881+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro'/><title type='text'>Il professore e la pensione impossibile.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 3 del 27 gennaio 2012 - Pag. 47&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Se la pensione diventa un rebus&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Entrare nel mondo della scuola è difficile. Tra tagli, precari messi all'angolo e stipendi non certo da favola, è diventata una delle professioni meno appetibili. Talvolta, però, è complicato pure uscirne. Prendete il professore palermitano Mario Gottuso, che insegna chimica presso l'Istituto Tecnico Industriale Vittorio Emanuele del capoluogo. Lui vorrebbe andare in pensione. Neanche Monti avrebbe niente da ridire. Con 44 anni di contributi è arrivato il suo turno. Ma il punto è che non riesce a capire, prima di andare via, quanto sarà il suo mensile da pensionato. Particolare non da poco. Per 12 anni e 7 mesi ha lavorato presso un'industria chimica. Tra lavoro, cassa integrazione e riscatto della laurea, ha totalizzato con l'INPS 19 anni, 8 mesi e 9 giorni di anzianità. Nel 1987 vince il concorso a cattedra e comincia a insegnare. Al 31 dicembre ha cumulato 24 &lt;span style="background: none transparent scroll repeat 0% 0%;"&gt;anni&lt;/span&gt; e 4 mesi di servizio e di versamenti all'INPDAP (Istituto Nazionale di previdenza per i dipendenti della pubblica amministrazione). Per un totale di 44 anni e 9 giorni. Nel 1998 inoltra al provveditorato la domanda di ricongiunzione all'INPDAP di tutta la sua carriera di lavoratore. &lt;span style="background: none transparent scroll repeat 0% 0%;"&gt;Ma, per sua sfortuna, dopo 7 anni si accorge che della richiesta non c'è traccia nel suo fascicolo al provveditorato. Non ha nemmeno la lettera inoltrata con il numero del protocollo in entrata, perché al momento della presentazione la fotocopiatrice non funzionava. Piccolo rilievo. Ciò che nel 1998 era gratuito, ora è a titolo oneroso. Nel 2005 fa la nuova richiesta di ricongiunzione, stavolta direttamente all'INPDAP. Trova una fotocopiatrice funzionante e conserva gelosamente il documento. Dopo vari solleciti, nell'aprile del 2011, cioè dopo sei anni, gli comunicano che la cosa si può fare, ma deve mollare 45.946,86 euro. &lt;/span&gt;Scomputabili con trattenuta mensile di € 218,79 per 210 rate, sino alla giovane età di 82 anni. L'insegnante chiede all'INPDAP a quanto ammonterebbe il mensile scorporata la “comoda” rata. Ma non ottiene risposta. Dopo di che rinuncia a mettersi sul groppone quella somma e cerca di capire quale è la strada più conveniente. Le soluzioni sono tre: due pensioni, una INPS e una INPDAP; ricongiungimento all'INPS, oppure, gli prospettano all'INPS, può optare per la pensione determinata con il calcolo della totalizzazione. Che il nostro aspirante al meritato riposo non capisce che diamine sia. Ma non si è scoraggiato. Ha fatto fare diversi conteggi a una miriade di patronati e Caf. Ne escono fuori diverse cifre ufficiose. A questo punto si rivolge ai due enti per avere delle cifre definitive. Dall'INPDAP, al quale ha chiesto di determinare le condizioni più vantaggiose evitando di pagare quella somma esorbitante, gli rispondono che non sono in grado di aiutarlo. Nel luglio 2011 l'INPS gli comunica che tocca all'INPDAP fare i conti perché occorre conoscere alcuni parametri che l'INPS non ha. Nel frattempo, a metà 2011, avendo compiuto il 65° anno di età, l'insegnante di chimica Gottuso chiede di restare altri due anni in servizio per chiarire meglio la vicenda. Ma un'altra beffa lo attende. Entro il 2010 il passaggio all'INPS, da un altro ente di previdenza, era gratuito, ora non lo è più. Ma la domanda di ricongiunzione all'INPS non l'ha potuta fare in tempo giusto perché nel frattempo dall'INPDAP stavano facendo i calcoli per determinare la maxirata di cui sopra. Sei mesi di tempo per completarli dopo l'ultimo estenuante sollecito, pare che il programma informatico fosse nuovo e c'era qualche problema a utilizzarlo. Allo stato attuale il professore Mario Gottuso da Palermo, 65 anni e 8 mesi di età e 44 anni di contributi, è ancora fermo al palo. Intanto, si chiede. Come mai, in occasione della ricostruzione della carriera a fini pensionistici, non è automatico il conteggio dei contributi versati e si deve percorrere questa specie di girone infernale? Già, come mai? Eppure con l'informatica si fanno miracoli, altro che semplici calcoli con pochi parametri da tenere in considerazione. Riuscirà il nostro professore ad andare in quiescenza? Chi salverà il soldato Gottuso? E', il suo, un caso isolato? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3904566818310515213?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3904566818310515213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3904566818310515213&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3904566818310515213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3904566818310515213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2012/01/il-professore-e-la-pensione-impossibile.html' title='Il professore e la pensione impossibile.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7290693603261277491</id><published>2012-01-20T10:48:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T10:49:28.021+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Le famiglie di due vescovi siciliani.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 20 GENNAIO 2012&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina I &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;La lezione civile del vescovo di Ragusa &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche all'interno della chiesa, in Sicilia, c´è chi riesce a fare distinzione tra il pronunciamento confessionale e l´azione legislativa delle pubbliche istituzioni. Apprendiamo, infatti, che Paolo Urso, vescovo di Ragusa, in un´intervista, non smentita, dica una cosa semplice semplice. "Quando due persone decidono, anche se sono dello stesso sesso, di vivere insieme, è importante che lo Stato riconosca questo dato di fatto e definisca diritti e doveri dei partner". Sarebbe il fondamento della laicità delle pubbliche istituzioni nei confronti degli approcci confessionali. Niente di sconvolgente, per carità. Dovrebbe essere un punto di vista ormai assodato per tutti. Ma abbiamo visto recentemente che il concetto non è del tutto chiaro, ad esempio, all'Assemblea regionale siciliana. Dove il disegno di legge sulle unioni civili ha scatenato le reazioni dei difensori ad oltranza della famiglia tradizionale ed è stato rimandato indietro in commissione. Per uscirne chissà quando e chissà come. Sia chiaro. All'interno della chiesa cattolica, soprattutto se parliamo di vescovi, la posizione di Urso è sostanzialmente isolata. Non per questo, però, proprio perché proveniente dal capo di una importante diocesi, non deve essere segnalata con interesse e sorpresa. E magari messa in controluce con quella, sempre recente, del primate di Sicilia, Paolo Romeo, cardinale e arcivescovo di Palermo. Il quale, in occasione della tradizionale celebrazione liturgica d´inizio anno a Palazzo delle Aquile, sede del Consiglio comunale di Palermo, ha sostenuto una cosa molto diversa dal vescovo ragusano. Anzi, diametralmente opposta. Ha, infatti, in maniera molto diretta, esortato i pubblici amministratori a porre in essere tutte le azioni per salvaguardare la famiglia, intesa esclusivamente come l´unione tra un uomo e una donna. "La legge della famiglia - ha concluso Romeo - non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell´uomo stesso". Il riferimento era alla mozione approvata dal consiglio comunale alcuni mesi addietro, che istituisce un´anagrafe in cui tutte le coppie conviventi, sia etero che omosessuali, possono iscriversi. Pare che qualche pubblico amministratore presente si sia affrettato a scusarsi. Siamo, qui, alla radice di due concezioni del rapporto tra Chiesa e Stato molto diverse tra loro, potremmo dire inconciliabili. Quella di Urso, pur non sottraendosi nel pronunciare il legittimo giudizio morale di parte su questa o quella circostanza, riconosce alle assemblee legislative il diritto di porre in essere delle norme che siano a garanzia di tutti. Senza esclusioni. Quella di Romeo, almeno nel caso di cui parliamo, intende ricondurre, piegare, ed è storia vecchia, l´azione decidente dei pubblici poteri verso ciò che più sta a cuore alla teologia e alla prassi cattolica. Non è la prima volta che il vescovo Urso, che non è un giovane rivoluzionario ma un maturo settantenne, prende posizioni di questo tipo. Nel 2005, si doveva celebrare il referendum sulla fecondazione assistita, il vescovo dichiarò che, contrariamente a quanto sostenuto dalle gerarchie cattoliche romane, che avevano imposto l´astensione, sarebbe andato a votare e avrebbe lasciato libertà di coscienza ai fedeli. "Oggi rifarei quella scelta - afferma nell´intervista rilasciata a quotidiano.net e leggibile anche nel sito d´informazione della Diocesi di Ragusa insieme.ragusa.it - perché sono stato educato alla laicità dello stato e al rispetto delle leggi. Il compito della chiesa è quello di fornire degli strumenti ai fedeli, che li pongano in condizione di agire con consapevolezza". Monsignor Urso prefigura una "chiesa dalle porte aperte per tutti. Per gli immigrati che sbarcano sulle coste di Pozzallo, per le donne in fuga da mariti violenti, per chi è omosessuale e si sente escluso". E non lo fa soltanto a parole. Ha, infatti, messo a capo dei molteplici uffici della curia ragusana dei laici. Insomma, da una realtà ecclesiale siciliana meno battuta dai riflettori ci giunge una lezione di normale, umana, laicità. Rivolta a tutti coloro che sono disposti ad ascoltarla. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7290693603261277491?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7290693603261277491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7290693603261277491&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7290693603261277491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7290693603261277491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2012/01/le-famiglie-di-due-vescovi-siciliani.html' title='Le famiglie di due vescovi siciliani.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7954710490835524504</id><published>2012-01-20T09:48:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T09:49:19.465+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>Quando è vietato vietare mafia e omertà.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;20 gennaio 2012 - Pag. 46&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Divieto di mafia multato&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Divieto di mafia e omertà. A parole si può dire. Ormai lo dicono tutti. Tanto non si paga niente. Ma se provate a mettere dei cartelli segnaletici per la via, potete trovarvi sul groppone una salata multa di quasi quattrocento euro. In tempi di crisi, mica sono bruscolini. Soprattutto se siete ragazzi. Parliamo della contravvenzione elevata ad alcuni giovani dai vigili urbani di Catania. Colpevoli, i giovani non i vigili, street artist si fanno chiamare, per chi vuole parlare difficile, di avere messo sui pali vacanti della via Etnea, il salotto della città, dei cartelli di interdizione per mafia e omertà. Sia chiaro. Non vogliamo buttarla in babbio. Siamo strasicuri che ci sarà nel codice di vattelapesca qualcosa che prevede, per un gravissimo fatto del genere, a quell'articolo quella tale infrazione seguita da una sanzione pecuniaria precisa. Che so, anarchica e perniciosa creazione dal nulla di nuovi divieti stradali antimafiosi. Un bel problema. Che fa, appunto, trecentoottantanove euro. Precisi precisi. Né uno di più, né uno di meno. Se gli dai quattro carte da cento, ti danno pure il resto di undici e la chiudi li. Perché, perbacco, la legge, quando scatta il momento giusto, va applicata con inflessibilità e rigore. Senza chiacchiere. E neanche distintivo. Voi magari, ingenui come siete, la fate facile. Vogliamo, però, mettere le difficoltà create agli ignari, inconsapevoli e innocenti automobilisti e motociclisti catanesi? Uno fa quella tal curva, che ormai la conosce come le sue tasche, magari non proprio a velocità consentita, e si trova di fronte, così, senza avviso, a scoppolone, come dicono a Padova, il divieto di mafiare. Come minimo pianta i freni a tipo tavoletta. E come finisci si cunta. Tamponamenti a raffica. Una montagna di lamiera. Un'ecatombe. Che manco l'Etna, quando è bello gonfio da par suo, può reggere minimamente il confronto. E dire che i giovani in questione l'hanno pure spiegato. Perché in Sicilia, per certe cose, ci vuole ancora la didascalia illustrativa tipo scuola elementare. Il loro voleva solo essere un modo creativo per lanciare un messaggio in una città dove ancora tanti negano l'esistenza di mafia e pizzo. Niente da fare. Il prezzo dell'operazione segnaletica, abusiva selvaggia e fraudolenta, anche con tali nobili finalità, è sempre trecentoottantanove euro. Peccato che siano subito scattate le rimozioni. Il gesto mi pare molto più che una semplice provocazione. Già m'immagino nei quartieri periferici delle grandi città siciliane e nei piccoli paesi che impatto potrebbe avere un'iniziativa di tal genere. Il capomafia che proprio nella strada che lo conduce a casa trova, papale papale, il divieto di fare il suo mestiere. Almeno speriamo che vi siano altri artisti da strada che vogliano replicare, oltre che a Catania, in altri luoghi la cosa. La prossima volta, se possiamo permetterci di dare un consiglio non richiesto, è più indicato agire nelle ore dedicate a Morfeo. Perché meglio è finita a quei giovani, era il giugno 2004, che a Palermo, di notte e notte, su luoghi certo inappropriati, e chissà che multe sono previste per quest'altro ignobile reato, appiccicarono quegli adesivi con un messaggio che ormai sta per passare dalla cronaca alla storia dell'antimafia. Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità. Se lo facevano a mezzogiorno e incocciavano i vigili, finiva a schfiu anche allora. E ci saremmo persi tanto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7954710490835524504?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7954710490835524504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7954710490835524504&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7954710490835524504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7954710490835524504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2012/01/quando-e-vietato-vietare-mafie-e-o.html' title='Quando è vietato vietare mafia e omertà.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-9150817971659776073</id><published>2012-01-13T09:47:00.001+01:00</published><updated>2012-01-13T09:47:14.209+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Botti di fine anno. Le ordinaze scritte e quelle applicate.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Centonove&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;12/1/2012&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 46&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Botti, si può fallire in modi diversi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Era chiaro che le ordinanze antibotti, emanate da circa duemila comuni italiani per la notte di capodanno, non potevano certo modificare più di tanto una pratica tanto lunga ancorché incivile e pericolosa. E' stata soltanto un inizio. Il prossimo anno bisognerà cominciare molto prima e mettere in campo campagne di comunicazione efficaci. Anche Palermo, pur in presenza di una ordinanza molto restrittiva, l'abbiamo letto e visto, non è sfuggita alla diffusa imbecillità dei dinamitardi. Ma da questo mal comune a non fare nessun controllo, neanche in centro città, come appunto accaduto nel capoluogo, ce ne corre. In altre grandi metropoli sono state elevate le multe previste. A Milano ne sono state comminate 200, e tante altre saranno recapitate ai soggetti segnalati nella notte di San Silvestro, a Venezia sono state 46, a Torino 10. Insomma, vi sono stati dei luoghi dove si è tentato un deciso controllo del territorio da parte delle rispettive polizie municipali. I sindaci, altrove, ci hanno messo direttamente a faccia, anche affrontando direttamente la piazza, come accaduto a Bari. A Palermo, non ci è parso di vedere in giro alcun rappresentante del governo della città quella notte. Né, per la verità, alcun consigliere comunale e nessuno dei tanti, troppi, candidati a sindaco per le prossime amministrative di primavera. L'impressione di una politica che ha abbandonato, da tempo, la città era più che evidente. Percorrendo a piedi, dalle dieci del 31 dicembre, l'asse viario centrale della città, la prima macchina dei vigili l'abbiamo vista intorno alle 23, impegnata a chiudere l'accesso alla piazza principale della metropoli. Piazza dove già si spara a volontà dalla prima serata. Chiediamo se sono a conoscenza dell'ordinanza e chi deve farla rispettare. Uno dei due agenti, molto gentile e comprensivo, risponde che ce l'hanno in macchina, l'hanno letta bene, ma proprio non è possibile neppure tentare un qualche contrasto agli sparatori. Sono troppo pochi per poter solo pensare di arginare il fenomeno. Anzi, ci dice, sono arrivati di gran corsa a sbarrare la strada da pochi minuti (che doveva essere chiusa dalle 20, ma sino alle 22 e 30 si circolava liberamente), altrimenti il concerto in piazza rischiava di saltare.. Che i numeri messi in capo erano al ribasso, già lo sapevamo. Avevamo letto con stupore, la vigilia del 31, una dichiarazione proveniente dal comando dei vigili urbani di Palermo. Parlava di una trentina di addetti impiegati in tutto il perimetro cittadino. Assicuravano che sarebbero bastati. Non sappiamo quanti siano stati destinati all'ampia area pedonale del centro. Ne abbiamo avvistati solo quattro o poco più. Ma sul numero in se, ammesso che la trentina sia scesa davvero in campo, non possiamo che appendere un bel punto interrogativo. Se c'è da controllare un'ampia area pedonale con migliaia di persone in strada, oltre che tutti il resto di Palermo, in una notte molto particolare, se c'è da applicare un'ordinanza antibotti molto restrittiva, e si dispone di un corpo di circa 1500 agenti, tre decine di guardie messe su strada ci pare una quantità davvero esigua. In una serata, l'ultimo dell'anno, in cui, al contrario, i numeri si dovrebbero decuplicare rispetto alla quotidiana gestione ordinaria, perché aumenta a dismisura la domanda di sicurezza da parte della popolazione. Tutto questo per dire che le disposizioni di un'ordinanza possono anche essere disattese dalla cittadinanza e fallire clamorosamente, al nord come al sud, soprattutto se ci si pensa all'ultimo istante. Ma nelle comunità dove c'è una guida politica si tenta di governare i processi, facendo magari un buco nell'acqua la prima volta, proponendosi di recuperare successivamente e comunque applicando le sanzioni pecuniarie decise. Dove la politica non c'è più, come a Palermo, si firma distrattamente un pezzo di carta e poi si lascia tutto al caso.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-9150817971659776073?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/9150817971659776073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=9150817971659776073&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9150817971659776073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9150817971659776073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2012/01/botti-di-fine-anno-le-ordinaze-scritte.html' title='Botti di fine anno. Le ordinaze scritte e quelle applicate.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-294525878232835731</id><published>2012-01-06T11:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T11:22:23.392+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rubrica Numeri'/><title type='text'>In Sicilia mercato in catene.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 06 GENNAIO 2012 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIX&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;NUMERI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LA LIBERTÀ D´IMPRESA &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Libertà economica e d´impresa nelle regioni italiane: Trentino Alto Adige 100 punti, Sicilia 26,4. Media italiana: 54,4. Posizione della Sicilia nella classifica nazionale: penultima. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-294525878232835731?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/294525878232835731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=294525878232835731&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/294525878232835731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/294525878232835731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2012/01/in-sicilia-mercato-in-catene.html' title='In Sicilia mercato in catene.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-737841782199788854</id><published>2011-12-24T11:45:00.000+01:00</published><updated>2011-12-24T11:45:56.450+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Transenne o non transenne. That is the question.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;REPUBBLICA PALERMO - SABATO 24 DICEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Pagina XXIII &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NELL´ISOLA PEDONALE SENZA VIGILI IL COMUNE ALZA BANDIERA BIANCA &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Transenne o non transenne? E, soprattutto, chi le porta? I commercianti o il Comune? Non siamo all'altezza dell'essere o non essere scespiriano, ma il dilemma della chiusura pomeridiana di un piccolo tratto di strada, decisa dall'associazione Centro commerciale naturale Politeama, Ruggero Settimo &amp;amp; dintorni, che va da piazza Ruggero Settimo all'incrocio di via Cavour, ci ha messo di fronte a questa assurda domanda. Mica parliamo di tempi eterni. Dal 17 al 23 dicembre e dal 2 al 7 gennaio. Undici giorni, se togliamo quelli festivi. E non undici giorni di ventiquattrore, ma di quattro ore. In tutto 44 giri d´orologio. Che gettano nel panico il Comune. Un giorno mette le transenne, un altro si appella alla carta scritta, il giorno successivo recupera per il rotto della cuffia. Adesso si cerca di porre rimedio. Vedremo se si arriverà sino al 7 gennaio senza altre sorprese. Per anni abbiamo detto, e scritto, che i commercianti della zona centrale della città sono restii a qualsiasi forma di limitazione del traffico. E, in effetti, abbiamo dovuto registrare parecchi irrigidimenti sull'argomento, in tempi anche recenti. Tanti buoni propositi, l´ultimo nell'ottobre del 2009, da parte del Comune si sono infranti come neve al sole sul niet dei commercianti. Le macchine prima di tutto. E adesso che loro si convincono, e ci hanno messo davvero tanto, e forniscono pure mezzi di trasporto per portare i palermitani nel salotto della città e un ticket per posteggiare gratuitamente, cosa fa il Comune? Invece di coinvolgere tutte le forze di cui dispone per incoraggiare questo deciso segnale di apertura di chi vive di commercio, scrive un´ordinanza che ha dell´incredibile. Un´ordinanza che, anche se verrà sostituita da nuove disposizioni ma solo sull´onda della protesta, è un esempio di come la burocrazia, invece di fare ponti d´oro all´iniziativa privata che non chiede stavolta finanziamenti, e quindi sperpero di risorse pubbliche, alza il muro della norma che disorienta e stupisce. Secondo quanto scritto dal Comune nell´ordinanza del 16 dicembre, l´organizzazione dei commercianti avrebbe avuto l´obbligo di curare a propria cura e spese il transennamento del tratto di strada interessato, quando basterebbero due vigili, a piedi, in moto, a cavallo, messi da un capo all'altro del breve spazio interessato. E non si dica che sono carenti gli addetti della polizia municipale. Perché, quando si vuole, il personale c´è. Ogni mattina vedo due vigili intenti a presidiare con cura strisce pedonali lunghe non più di cinque metri. Consentono di accedere a una scuola elementare in un quartiere residenziale di Palermo. Quando passo da lì, mi chiedo se per caso ogni giorno mettono due agenti nei pressi di ogni scuola elementare palermitana. Perché, se così è, non si capisce il motivo per cui, sempre nell'ordinanza, si chiedeva ai commercianti di vigilare con proprio personale i varchi di accesso della zona chiusa al traffico. Non solo. Il personale doveva essere costantemente visibile agli utenti, utilizzando abiti ad alta visibilità retroriflettente e rispettare tutte le disposizioni di legge, allo scopo di assicurare la salvaguardia della pubblica incolumità. Insomma, si chiedeva agli esercenti di mettere in piedi una squadra di vigilanza privata, fatta di volontari con gli occhi bene aperti. Perché qualsiasi danno arrecato a cose e persone sarebbe stato a loro carico. E non è finita. I commercianti dovevano pure consentire l´uscita dei veicoli «a passo d´uomo» dai passi carrabili autorizzati. Ma, a parte la pantomima sulle transenne, è questo un modo per incentivare in futuro simili iniziative? No, di certo. Già questo gruppo di imprenditori aveva pensato di esportare l´iniziativa anche in altri periodi dell'anno, tanto da far diventare la chiusura al traffico permanente. Ma forse hanno capito che si imbarcherebbero in un´avventura surreale. Bella e impossibile. Almeno sino a quando l´amministrazione comunale avrà una gestione politica così approssimativa. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-737841782199788854?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/737841782199788854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=737841782199788854&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/737841782199788854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/737841782199788854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/12/transenne-o-non-transenne-that-is.html' title='Transenne o non transenne. That is the question.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5313057969630622329</id><published>2011-12-23T14:07:00.001+01:00</published><updated>2011-12-23T14:09:28.529+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>IL BUON NATALE DELLA SICILIA DIPENDE DA NOI.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Economia, Cultura&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 49 del 23 12 2011 - Pag. 2&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;BUON NATALE SICILIA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I&lt;span style="font-size: small;"&gt;l Natale è una festa che ha caratteri eminentemente religiosi, ma che tutti ci coinvolge. Forse perché Gesù era solo un uomo di buona volontà, che solo dopo, senza che ciò coincidesse col suo volere, è diventato il fondatore di chiese che in lui si riconoscono. In Sicilia, tanti uomini e donne di questo tipo hanno profuso il loro impegno permettendoci di riempire di calore e speranza il futuro. Tanti nomi potremmo inserire nel nostro presepe. Da Pippo Fava, giornalista e scrittore che lottò con estro a Catania contro le mafie, a Rosario Livatino, magistrato silenzioso e coraggioso interprete della legge. Da Danilo Dolci, intellettuale uomo del nord che volle capire e combattere dal basso, a Placido Rizzotto sindacalista uomo del sud che si batteva per dare dignità ai lavoratori senza diritti. Da Pio La Torre, comunista, che seppe colpire concretamente la mafia, a Piersanti Mattarella, uomo politico cattolico che, dalle stanze del potere, volle costruire una Sicilia dignitosa e pulita. Da Beppe Francesce a Mauro De Mauro, giornalisti che non vollero cambiare una virgola dei loro pezzi. Da Giovanni Falcone a Paolo Borsellino, da Nino Caponnetto a Rocco Chinnici, da Gaetano Costa a Cesare Terranova, magistrati che vollero dare dignità quotidiana alle toghe che indossavano. Da Leonardo Sciascia a Giuliana Saladino, autori che ci regalarono pagine che ancora ci accompagnano. Da Pino Puglisi a Peppino Impastato, sacerdote il primo, militante politico il secondo che, con fedi diverse, in tempi diversi, interpretarono un impegno comune. Da Graziella Campagna a Rita Atria, uccise in modo diverso dalla violenza mafiosa. Tante biografie, facce, vite, tanti natali. La lista potrebbe essere molto più lunga, lo sappiamo. Non sarebbe, però, completo il presepe, o risulterebbe di troppo facile e retorica composizione, se non guardassimo anche all’oggi. Cioè ai natali quotidiani di quanti vorrebbero una Sicilia più bella e di coloro che ancora la vogliono trattenere in mezzo al guado, a motori spenti in mezzo alla storia che corre veloce. Nel presepe secolarizzato senza stelle comete del nostro presente di siciliani, troviamo entrambi le tipologie, in un miscuglio che appare confuso ma che può anche presentare ambiti d’impegno su cui misurarsi e orientarsi. Partendo da un dato preliminare. Che vede la nostra Regione, ancora, inchiodata tra gli ultimi posti in importanti indicatori che misurano la qualità della vita. Non è e non sarà facile invertire questi numeri. Ci sono gli indigenti con i quali costruire percorsi di affrancamento ma anche la borghesia di grandi e piccole città con cui dialogare. La cultura e le pratiche mafiose da combattere, ma anche la necessità che s’individuino linee di sviluppo economico e sociale che non crescano soltanto nell’ambito della contrapposizione alla criminalità organizzata. Le poche oasi di civiltà da custodire ma anche il raggiungimento di un patto di regole che possa rendere tutte le città siciliane non giungle ma aggregati di vivibilità. La critica, puntuale, coraggiosa, laica, alle istituzioni rappresentative e ai partiti, ma anche una cittadinanza attiva che sappia misurarsi con le difficoltà del governo delle cose e con le dinamiche partitiche, che spesso sono meno viziose, anche se più plateali, di quelle sommerse che si registrano nella società civile che agisce fuori dai partiti. Tutto ciò per continuare e cominciare, per donare e costruire natali ed epifanie di giustizia e sviluppo. Per mettersi sempre più su un terreno che non sappia cantare solo la nenia della speranza, ma anche la prosa di un faticoso quotidiano operare. Occorrerebbe uno sforzo supplementare, che quasi tutte le biografie prima citate hanno svolto sino in fondo, entrando nelle dinamiche, soprattutto quelle istituzionali. Vivendo, con radicale pazienza, la fatica e il coraggio di “sporcarsi le mani”. Il bambino che era nato in una mangiatoia aveva poche possibilità di sopravvivere, era affamato, senza fissa dimora, escluso, povero. Solo le cure di coloro che in quel di Betlemme vollero partecipare a un percorso collettivo, lasciando le proprie incombenze, permisero che un pargolo nato in una stalla avesse futuro e con lui il suo progetto. Buon natale a loro che ci hanno indicato la via e a noi che, oggi, abbiamo il compito di proseguirla fattivamente con creatività, coerenza, dignità e concretezza. Buon Natale alla Sicilia. Nella speranza che lasci presto la palude del particolarismo e si senta, e agisca, sempre più, in una prospettiva moderna, europea, con forti radici mediterranee. Ma che questo accada o meno, lo sappiamo, dipende da tutti noi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5313057969630622329?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5313057969630622329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5313057969630622329&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5313057969630622329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5313057969630622329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/12/il-buon-natale-della-sicilia-dipende-da.html' title='IL BUON NATALE DELLA SICILIA DIPENDE DA NOI.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2057554601470321182</id><published>2011-12-14T11:33:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T11:33:18.987+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Unioni civili all'ARS: quelli che proteggono la "famigghia" non ci stanno.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - MERCOLEDÌ 14 DICEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XXIII &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;UNIONI CIVILI, UN PICCOLO PASSO SULLA STRADA DELLA CIVILTÀ &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c´è dubbio che la famiglia, quella naturale s´intende, in Sicilia abbia una forte rilevanza. Sarà per questo che il disegno di legge sulle unioni civili, presentato all'ARS, ha fatto nascere un fuoco di sbarramento trasversale. Le motivazioni sembrano essere tre. In primo luogo, si afferma che il disegno di legge è discriminatorio nei confronti della famiglia tradizionale, quella tutelata dalla Costituzione. Ma nei quattro articoli della legge non c´è traccia di tale attentato. Poi c´è la classica opposizione di chi sostiene che di altro la Sicilia ha bisogno. E figuriamoci se non lo sappiamo. Sarà per questo che all'ordine del giorno della seduta dell'Assemblea Regionale di ieri è stato inserito un ddl sul «riconoscimento e la valorizzazione della funzione educativa e sociale svolta dalle parrocchie e dagli enti ecclesiastici della Chiesa cattolica». Tematica di sicuro interesse, ma non si può dire che costituisca esattamente la principale preoccupazione dei siciliani. Specialmente in questo momento. Dunque, perché si utilizza l´argomento del "benaltrismo", giusto sul provvedimento che riguarda le unioni civili, che riguarda credenti e non credenti, e invece nulla si obietta circa un ambito che presenta un segno spiccatamente confessionale? Vai a capirlo. La terza critica giunge da sinistra. E forse è quella di cui vale la pena discutere. La tesi è che questo testo sarebbe vuoto, pura propaganda e niente concretezza. Ma è proprio così? Possiamo capirlo leggendo meglio gli articoli (1, 2 e 3) che contengono le disposizioni effettive. All'articolo 1 troviamo l´istituzione di un elenco regionale delle unioni civili presso l´assessorato regionale per la Famiglia, le politiche sociali e il lavoro. Sulla stessa scia si è mosso il consiglio comunale di Palermo, votando, l´8 novembre, l´istituzione di tale omologo registro cittadino. Che, per essere operativo, attende il pronunciamento della Regione. All'articolo 2 il disegno di legge prevede un´adeguata formazione del personale regionale, al fine di eliminare qualsiasi discriminazione nell'ambito dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Chi non ha mai sentito negli uffici, non solo regionali è ovvio, i risolini e i commenti più che sarcastici, travestiti di bonarietà, ma in realtà spietati, che escono dalle bocche dei sessualmente "normali", può ritenere questo aspetto secondario. Ma non lo è affatto. L´articolo 3 contiene quello che è forse l´ambito più delicato e importante. Tante volte abbiamo letto di persone che non sono state ammesse ad assistere congiunti, con i quali hanno vissuto nella stessa casa per decenni, perché non avevano un vincolo ufficiale da esibire. Ebbene, con questa norma si stabilisce che chiunque abbia raggiunto la maggiore età può designare, se vuole, la persona che può avere accesso presso le strutture sanitarie, pubbliche e private, al fine di portare assistenza e ricevere le informazioni da parte del personale sanitario. A tale riguardo, peraltro, ci si è rifatti ad un´analoga legge della Regione Liguria del novembre 2009. Che era stata impugnata dal governo, ma è stata riconosciuta valida da una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 94 del marzo scorso. Anche la critica sulla scarsità dei contenuti, alla luce di quanto scritto nella legge, ci pare dunque francamente non fondata. Per carità, si può discutere di tutto. Ma sulle norme basilari di civiltà, a prescindere dalle posizioni religiose e politiche di ciascuno, si dovrebbe concordare senza alzare inutili e infondati polveroni. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2057554601470321182?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2057554601470321182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2057554601470321182&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2057554601470321182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2057554601470321182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/12/unioni-civili-allars-quelli-che.html' title='Unioni civili all&apos;ARS: quelli che proteggono la &quot;famigghia&quot; non ci stanno.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4732464248688223872</id><published>2011-12-09T13:30:00.000+01:00</published><updated>2011-12-09T13:30:58.787+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Samuele e la città che si sveglia un attimo dal torpore.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDI' 9 DICEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina I&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La pietà per Samuele il silenzio per gli altri &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sì che è facile dare solidarietà al piccolo Samuele. Di più, amore disinteressato da parte di chiunque si avvicini a questa storia di sofferenza. Ed è, allo stesso, modo, automatico esprimere disprezzo per chiunque abbia ridotto il suo corpicino in quello stato. Ricordate quella madre che anni fa lasciò una bambina appena nata in un cassonetto di un quartiere periferico di Palermo? Centro storico ora e un quartiere marginale allora. Come si vive in questi posti? Male. E quelli che ne pagano il prezzo più alto sono i bambini. No, non penso a Samuele. Forse lui si salverà. La violenza estrema che ha subito è riuscita a squarciare il velo del silenzio e la pietà dei tanti è accorsa al suo capezzale. Perché una città che non è più, da tempo, una vera comunità, ha bisogno di questi episodi per risvegliarsi un attimo dal torpore. E poi tornare a dormire. Perché se questa metropoli fosse quello che da tanti anni non è, appunto una città che si riconosce in se stesa e sa curare in tempo i propri mali, o che almeno ci tenta, saprebbe che tanti Samuele vivono, più o meno, così. Questi, la città che non è più città, non li vede. Se gliene capita qualcuno soffocante tra i piedi, allora spuntano i peluche. Siamo pure vicini a Natale. Il quadretto è completo. Cinicamente, Palermo risolve tutto in maniera scontata. Non vedendo gli altri Samuele, prima che abbiano i fegati distrutti o le faccine tumefatte. E non vedendo neanche i loro genitori. Sì, perché ci sono anche loro. Vittime e carnefici nello stesso tempo. Non si tratta, qui, di fare del pietismo o del sociologismo a buon mercato. Le colpe sono sempre individuali, nelle comunità che sono tali. Ma in una città che non è più una città, chi può scagliare la prima pietra? Onestamente, nessuno lo può fare. In primo luogo non ne ha titolo una moltitudine di cittadini che si è ridotta a vivere la propria casa come il massimo della vivibilità e a depredare tutto quello che può per sé dal territorio e dalle relazioni che in esso s´instaurano. Non può dire niente la politica. Quella che in questi ultimi dieci anni non ha amato neanche se stessa, quel minimo di dignità che tutti dovremmo sentire verso le cose che facciamo. E non può dire niente quella che scalda i motori per conquistare il palazzo del potere. A volte, abbiamo l´impressione, il potere per se stesso. Basta vedere cosa è diventata, da una parte e dall´altra, la corsa per ricoprire la poltrona di primo cittadino: una specie di concorso tra prime donne a lame sguainate. Ma cosa può dire o dare questa politica ai Samuele di Palermo? Se proprio si presentano moribondi, un peluche e retorica a tonnellate non si negano a nessuno. Fanno fare bella figura e sono politicamente corretti. Cosa può dire e dare ai loro padri e alle loro madri, prima che alzino il braccio più del solito e diventino mostri della cattiva coscienza altrui? Niente di niente. Li ha persi di vista da tempo. In una città come questa, dove ormai sopravvivi se hai i mezzi per farlo, se appartieni alla tribù giusta, dove si è persa la dimensione di una collettività che abbia qualche scopo comune, a qualche Samuele può toccare per caso di riemergere fortunosamente dal buio. Per gli altri niente da fare. Almeno sino a quando non toccherà al prossimo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4732464248688223872?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4732464248688223872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4732464248688223872&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4732464248688223872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4732464248688223872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/12/samuele-e-la-citta-che-si-sveglia-un.html' title='Samuele e la città che si sveglia un attimo dal torpore.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5158497895910375068</id><published>2011-12-03T13:56:00.000+01:00</published><updated>2011-12-03T13:56:42.491+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>Scuola, democrazia e lotta alla mafia.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – SABATO 03 DICEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XXIII &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LA RIINA ELETTA A SCUOLA PUO' ESSERE UNA BUONA NOTIZIA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L´elezione della figlia di Totò Riina nel Consiglio di circolo di una scuola elementare di Corleone, in rappresentanza dei genitori, ha suscitato, come prevedibile, molto scalpore. Per il sindaco di Corleone è una candidatura inopportuna. Il preside della scuola Finocchiaro Aprile, Mario Zabbia, la prende con più moderazione: «Si è trattato - dice - di una regolare elezione gestita nell´assoluta normalità». Aggiunge che «sarebbe opportuno spegnere i riflettori». Sì, forse gli abbaglianti accecanti è giusto attenuarli. Almeno in questo caso. Basta tenere accesa una luce modesta, per dire alcune cose. Intanto, il fatto che la signora abbia chiesto di essere inserita, non attraverso una cooptazione di qualche oscuro potentato, ma chiedendo di essere votata in un organismo democratico, è una buona notizia. Si confronterà con altri sette genitori e vedremo cosa ne verrà fuori. Peccato che nessuno abbia notato tale aspetto. Sulla vicenda registriamo, tra gli altri, pronunciamenti più che perplessi da parte di Antonio Ingroia e Giuseppe Lumia. Il magistrato dice che fa pensare che un nome come quello di Riina riscuota consenso a Corleone. Mica tanto, però, se guardiamo i numeri. La signora Riina ha avuto appena 36 voti su 270. Se vogliamo prendere i 270 genitori votanti per il Consiglio di circolo della scuola come rappresentativi dell´intera popolazione corleonese, il cognome Riina sembra avere un peso molto limitato, appena il 13,3 per cento dei consensi. E la signora è arrivata sesta su dieci persone che concorrevano a occupare gli otto posti disponibili nell´organismo scolastico. Non sembra affatto un plebiscito imbarazzante. Né pare, visti i risultati, ci sia stato dal corpo elettorale un qualche timore riverenziale nel momento in cui ha espresso il proprio gradimento per i candidati nel segreto dell´urna. Dietro l´atteggiamento, abbastanza sereno, degli altri genitori e del dirigente scolastico possiamo scorgere un comportamento che dovrebbe indurre tutti noi alla riflessione. Piuttosto che tentare di mandare via i figli di coloro che si sono macchiati di gravi reati, gesti che fanno raggiungere le prime pagine e conferiscono un´evanescente notorietà, ma non spostano più di tanto la realtà delle cose, occorre confrontarsi con essi e far prevalere un´altra Corleone e un´altra Sicilia. Con le armi della democrazia e della partecipazione. Soprattutto dentro le dinamiche scolastiche. A tal proposito, leggiamo che ci sarà da stipulare una convenzione tra la scuola corleonese in questione e Addiopizzo, con conseguenti lezioni sulla cultura antimafia. Benissimo. Quelle lezioni le ascolteranno tutti, sia i ragazzi e le famiglie che hanno fatto una precisa e ragionata scelta antimafia, e sono tanti anche a Corleone, sia quelli che ancora non l´hanno maturata o stanno ancora sull´altro versante. Dovremmo ormai aver capito, da tempo, che impartire ammaestramenti legalitari e antimafia a coloro che già sono d´accordo con noi può forse gratificarci, ma è come sfondare una porta aperta, peraltro in un ambito spesso molto ristretto di popolazione. Infine c´è l´appunto sollevato dal senatore Lumia. Se la signora Riina vuole dare un contributo alla società, deve prima dire no a Cosa nostra e poi convincere i suoi familiari a collaborare con la giustizia. Altrimenti, ritiene l´esponente democratico, questo è solo un modo per ribadire una presenza, che va respinta e isolata. Non sappiamo se questa sia la reazione giusta nel caso specifico. Probabilmente leggere continuamente il mondo con lo stesso cannocchiale non sempre aiuta. Forse, molto più semplicemente, il figlio della Riina ha chiesto alla madre un coinvolgimento più diretto nella sua vita scolastica. Come fanno tanti figli. In ogni caso. Siamo così sicuri che rapportandosi con altri genitori la signora non arrivi a interrogarsi sul passato e il presente della sua famiglia e sul suo futuro? Altrimenti, e questo sarebbe un vero fallimento, dovremmo candidamente ammettere che genitori e figli escono dagli ambienti scolastici così come ci sono entrati. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5158497895910375068?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5158497895910375068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5158497895910375068&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5158497895910375068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5158497895910375068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/12/scuola-democrazia-e-lotta-alla-mafia.html' title='Scuola, democrazia e lotta alla mafia.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-9151692864912021885</id><published>2011-12-02T10:50:00.002+01:00</published><updated>2011-12-11T12:33:30.740+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Palermo'/><title type='text'>Primarie a Palermo: dentro i gazebo non c'è pace. E neanche fuori.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;2&amp;nbsp;Dicembre 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Perchè è importante il 29&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sembra abbastanza ragionevole la proposta del tavolo che sta organizzando&amp;nbsp;le primarie a Palermo. Si mantenga la consultazione nell'alveo del centrosinistra ma si dia agli elettori la possibilità di scegliere non solo tra i nomi, ma anche tra le diverse proposte politiche che questi incarnano. Siamo già arrivati a cinque candidati. Non sappiamo quando sarà dato lo stop per la presentazione delle candidature. Ogni elezione che si rispetti ce l'ha. Altrimenti si trasforma in un inutile gioco di società. Ciascun soggetto della cinquina rappresenta un ampio ventaglio di proposte politiche. Si va dalla sinistra dura e pura alla totale apertura ad ipotesi terzopoliste. Il votante ai gazebo del 29 gennaio, avrà dunque di che scegliere. Questa potrebbe risultare una soluzione più che sensata anche per il PD. Lasci perdere gli ultimatum alla Borsellino, che peraltro sembra aver modificato sensibilmente la propria posizione. Ha al suo interno ben tre candidature abbastanza eterogenee tra loro, l'eurodeputata, Davide Faraone e Ninni Terminelli. Ciò dovrebbe bastare ai democratici per finirla con i viaggi romani verso la segreteria nazionale, alla quale si chiede lo scioglimento di chissà quale rebus. Se si crede davvero alle primarie come strumento di scelta, l'ultima parola la deve dire il corpo elettorale che farà le file, e pagherà, per esprimere il proprio parere. Se qualcuno dei big sponsor democratici di Lombardo alla regione, ritiene che tre candidature in un partito sono poche, o poco rappresentative, la smetta di fare melina. Prenda il coraggio a quattro mani e aggiunga il suo nome ai cinque già in lizza. Sottoporsi al voto popolare è il miglior modo per trovare conferma, o meno, alle proprie idee e prospettive politiche. Questa ipotesi di percorso proposta da Palermo è ora, per scongiurare qualsiasi messa in soffitta dell'elezione primaria, dovrebbe sembrare più che giudiziosa pure a Italia dei Valori. O, se dobbiamo dirla senza giri di parole, a Leoluca Orlando. Non è mettendo pregiudiziali che si costruisce la politica, così si edifica soltanto il deserto. E ci pare che una parte dell'eredità lasciata dalla primavera di Palermo e dalle due legislature degli anni novanta, insieme a tanti aspetti positivi, è consistita proprio nel fare terra bruciata nel vicino di casa. Regalando a questa città dieci lunghi anni di un pessimo centrodestra. Se l'ex sindaco ritiene che le sue ragioni politiche siano maggioritarie tra i simpatizzanti del centrosinistra palermitano, non deve fare altro che sottoporle al vaglio delle primarie. Che, così concepite, dovrebbero andare bene anche al terzopolo, che continua a lanciare ultime condizioni al PD da una parte e alla Borsellino dall'altra. Attenda con rispetto che il popolo del centrosinistra si pronunci a fine gennaio, senza far intendere di avere chissà quanti candidati pronti a scendere in campo a Palermo. Per la verità, di tutta questa folla pronta a correre sotto le insegne di autonomisti e company nel capoluogo, per la poltrona di primo cittadino, sinora non ne abbiamo avuto sentore. Ci risultano, al contrario, prese di distanza e gentili dinieghi. Se avessero avuto l'asso nella manica, il nome a cui non si può dire di no, quello fortemente rappresentativo e in grado di vincere, l'avrebbero già tirato fuori. Stessa cosa poteva fare il PD prima di proporre la candidatura a Rita Borsellino, una persona che è sempre stata più che chiara circa il matrimonio tra i democratici e Lombardo. Il PD poteva, cioè, semplicemente, trovare un nome che fosse il rappresentante della maggioranza che al momento governa (?) l'ARS. Se non l'ha fatto, un motivo ci sarà stato. Non sono del tutto convinti, loro stessi, di quanto teorizzano? Oppure hanno paura di portare alle urne, in un appuntamento più che significativo, come le elezioni nella quinta città d'Italia, il loro progetto politico? Tornando alle primarie, si deve ricordare che dovrebbero essere uno strumento in mano agli elettori, non una clava in mano ai partiti per picchiarsi meglio. E non possono costituire nemmeno, al contrario, quando il mare non è agitato, il giro di giostra che i notabili di partito, giovani o anziani che siano, concedono ai votanti, tanto tutto è già deciso. Se i partiti del centrosinistra palermitano, allargato, ristretto, con o senza panna, non riescono a trovare una strada percorribile e unitaria circa il perimetro della coalizione, ed è sotto gli occhi di tutti, e pensare che hanno avuto dieci anni per allenarsi, lascino agli elettori la decisione ultima scegliendo una delle cinque, sei o sette proposte politiche, provenienti tutte dal centrosinistra, che però propongono soluzioni diverse. Si ha forse paura di ciò? Lo comprendiamo. E' più semplice essere quattro amici al bar e sfinirsi con polemiche al vetriolo e veti oltranzisti. O si ritiene che quanto sono in grado di decidere una decina di persone sia più importante e significativo di quanto possono fare ventimila e più votanti ai gazebo? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-9151692864912021885?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/9151692864912021885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=9151692864912021885&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9151692864912021885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9151692864912021885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/12/primarie-palermo-sotto-i-gazebo-non-ce.html' title='Primarie a Palermo: dentro i gazebo non c&apos;è pace. E neanche fuori.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4156129415564260014</id><published>2011-11-23T16:32:00.000+01:00</published><updated>2011-11-23T16:32:21.315+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costume'/><title type='text'>Spremuta libera.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;REPUBBLICA PALERMO – MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XV &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;BEVIAMO SUCCO D´ARANCIA PURCHÉ NON SIA UN ORDINE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto si poteva aspettare un commissario dello Stato in Sicilia. Ma impugnare una norma sulla Coca-Cola, no. E pare che all´Ars vogliano stare sul punto. Riscriveranno il testo e se la vedranno con la Costituzione. Che, all´articolo 120, dice chiaramente che le Regioni non possono ostacolare la libera circolazione delle cose. Sarebbe l´abc dei sostenitori del libero mercato e della concorrenza, concetti di cui è pieno il dibattito politico. Soprattutto dalle parti dei liberali, liberisti e riformisti. O sedicenti tali. Sulla norma in sé, che al fine di lottare l´obesità giovanile vorrebbe vietare la somministrazione di bevande gassate nei distributori delle scuole siciliane, a favore dei prodotti siciliani, in primis il succo di arancia - potremmo chiamarlo riformismo naturale o sgasato - alcune considerazioni si possono fare. Intanto c´è un problema pedagogico. Ne ha fatto cenno Fabrizio Lentini, in una sua "Bussola". Chi conosce bambini e adolescenti sa che c´è un solo modo per stimolarne la trasgressione: impedirgli categoricamente qualcosa. Che puntualmente faranno. Tanto che questa campagna anticoca (Cola), con l´aggiunta mediatica della doverosa impugnativa, rischia di far innamorare della famosa bevanda anche i pargoli che sino a oggi l´hanno tenuta a debita distanza. Passiamo al metodo comunicativo. Nei media basta parlare di qualcosa per indurre un effetto contrario a quello che si vuole perseguire. La multinazionale, più che prendersela, dovrebbe ringraziare l´Ars per la legge su agricoltura e pesca che contiene l´emendamento antigas impugnato, visto che si tratta di un enorme spottone gratis. Andando oltre, a parte il problema costituzionale, non si può non notare un errore di strategia, di marketing, nel voler piazzare gli alimenti siciliani nei distributori facendo sparire gli altri. Si intravede, in questo atteggiamento protezionistico, una conoscenza quanto meno problematica di quelle che sono le leggi di un mercato globalizzato. Un produttore acquisisce fette di compratori mettendo sullo stesso scaffale il suo bene accanto a quello che vuole sostituire. Se lo supera per prezzo e qualità, allora il secondo scomparirà dalle priorità dei consumatori. Ma non basta ciò. Occorre assicurare anche la continuità. Non si può, senza prima avere sperimentato sul campo un´alternativa valida e duratura, procedere con una specie di pianificazione commerciale regionale forzata, proveniente da un Parlamento. Roba che neanche nell´Unione Sovietica dei tempi migliori (o peggiori, a seconda dei punti di vista). Peraltro c´è pure un certo disorientamento per ciò che riguarda l´aspetto medico. Secondo gli esperti in dietologia, non ci sono alimenti di per sé nocivi, ma abitudini alimentari giuste o sbagliate. L´acqua fa bene, ma provate a berne cinque litri di seguito. Allora, più che terrorizzare in maniera non giustificata i ragazzi, provocando l´effetto contrario, si introducano corsi di educazione alimentare nelle scuole. Poi ciascuno, ben informato, deciderà in piena libertà se continuare ad aprire lattine o passare ad altro. Se si seguita a puntare sulla pericolosità dei singoli alimenti, che dire delle merendine, delle patatine fritte, del pane e panelle, specialità tutta locale, e di altra roba simile? Infine c´è l´argomento politico, sicilianista, che così arriva sino a tavola, speriamo che almeno rimanga fuori dalle camere da letto. La somministrazione di succo d´arancia e frutta fresca tagliata, attraverso i distributori automatici, dovrebbe indurre a mangiare e bere siculo. Non solo nelle scuole, ma in ogni luogo pubblico. Una sorta di dieta monotematica ideologica, proprio adesso che le ideologie sembrano passate a miglior vita. Commissario o non commissario, attendiamo di vedere tutto questo ben di Dio aggiungersi negli erogatori alle bevande gassate e agli altri snack. Ma, chissà perché, il tutto ci sembra una di quelle cose che durano da Natale a Santo Stefano, ossia il tempo dell´inutile polemica. Intanto, nell´attesa di sapere se la Regione insisterà nel proposito, beviamoci pure un salutare succo d´arancia. Senza però far diventare la nostra pratica l´undicesimo comandamento. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4156129415564260014?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4156129415564260014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4156129415564260014&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4156129415564260014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4156129415564260014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/11/spremuta-libera.html' title='Spremuta libera.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-9089835112111613053</id><published>2011-11-17T20:54:00.000+01:00</published><updated>2011-11-17T20:54:15.014+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Miei interventi'/><title type='text'>Il Comune che abbiamo.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-24ye543Rb-Y/TsVmFAcjC3I/AAAAAAAAAIY/ig-NO27WSzA/s1600/Se+il+comune+va+in+default.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="320px" src="http://3.bp.blogspot.com/-24ye543Rb-Y/TsVmFAcjC3I/AAAAAAAAAIY/ig-NO27WSzA/s320/Se+il+comune+va+in+default.jpg" width="240px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-9089835112111613053?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/9089835112111613053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=9089835112111613053&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9089835112111613053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9089835112111613053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/11/il-comune-che-abbiamo.html' title='Il Comune che abbiamo.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-24ye543Rb-Y/TsVmFAcjC3I/AAAAAAAAAIY/ig-NO27WSzA/s72-c/Se+il+comune+va+in+default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-6565110850209360434</id><published>2011-11-17T20:49:00.002+01:00</published><updated>2011-11-17T20:49:55.529+01:00</updated><title type='text'>La politica è bella.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-1aUsf5ffGS4/TsVlN6Tdd5I/AAAAAAAAAIQ/NbmeRlnTptM/s1600/locandina+libro+augusto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="320px" src="http://3.bp.blogspot.com/-1aUsf5ffGS4/TsVlN6Tdd5I/AAAAAAAAAIQ/NbmeRlnTptM/s320/locandina+libro+augusto.jpg" width="226px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-6565110850209360434?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/6565110850209360434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=6565110850209360434&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6565110850209360434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6565110850209360434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/11/la-politica-e-bella.html' title='La politica è bella.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-1aUsf5ffGS4/TsVlN6Tdd5I/AAAAAAAAAIQ/NbmeRlnTptM/s72-c/locandina+libro+augusto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-6265091849150882994</id><published>2011-11-11T11:29:00.001+01:00</published><updated>2011-11-11T11:31:20.569+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia e politica'/><title type='text'>La crisi secondo l'arcivescovo. E secondo noi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 11 NOVEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. I&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ristoranti pieni? No, cervelli in fuga e negozi chiusi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il cardinale di Palermo, Paolo Romeo, sposando quanto detto dal premier a un summit internazionale, dove si parlava della nostra sopravvivenza come paese, ha affermato che è vero, la crisi, anche da noi, non si vede poi mica tanto, visto che la gente affolla le pizzerie, si muove in aereo e in auto senza pensare ai costi che deve sostenere, affolla gli autogrill spendendo denaro per cose futili. Certamente l´analisi dell´arcivescovo è stata più complessa e, del resto, egli stesso ha avuto modo di rettificarla, nei giorni successivi calibrando meglio il suo intervento e sfrondandolo di quelli che potevano apparire come giudizi assolutamente in linea con la tesi del presidente del Consiglio. Tuttavia, appare fuorviante attribuire, di fronte a dati oggettivi più che evidenti, al comportamento dei consumatori una sorta di corresponsabilità circa il grave momento finanziario che stiamo vivendo. Soprattutto se guardiamo alla Sicilia. Un primo dato palese l´ha fornito lo stesso cardinale quando ha ricordato, contestualmente alle dichiarazioni sopra riportate, il cospicuo numero di giovani costretti ad andare via negli ultimi anni per provare a cercare lavoro da qualche altra parte. Perché tante intelligenze fuggono? Delle due l´una. O la crisi è impalpabile, una specie di leggenda metropolitana, (ma, a parte Berlusconi, non lo pensano più neanche a Roma non si capisce perché si deve iniziare a dirle proprio in Sicilia certe cose) o questi giovani varcano lo stretto perché la toccano, e non da oggi, drammaticamente con mano. Certo, magari la sera prima, ciascuno di loro avrà "festeggiato" la partenza, più o meno definitiva, proprio in pizzeria, visto che non si potevano permettere altro. Ma davvero andare a prendere una pizza, recarsi al ristorante, o addirittura fermarsi a una stazione di servizio, dà il segno di una crisi di cui non si vuole prendere irresponsabilmente atto? Difficile sostenerlo. Tanto più che proprio queste abitudini, basta farsi un giro d´orizzonte tra le proprie conoscenze più strette, vengono sempre più diradate nel tempo dalle famiglie con redditi non proprio da sopravvivenza. Che in realtà, spesso, hanno quasi eliminato, o rivisto drasticamente, altre inveterate, e non per questo irresponsabili, abitudini, come l´andare al cinema o, in molti casi, partire per le vacanze estive. Senza contare che un certo stile di vita è (o era) proprio solo di una piccola parte, molto ristretta, di società siciliana. Mentre, se ci trasferiamo negli affollati quartieri popolari, questa presunta frenesia consumistica è difficile registrarla. Del resto, che ci sia stata una modifica nelle priorità di spesa, vista l´impossibilità, nella maggior parte dei casi, di arrivare alla quarta settimana, in alcuni casi alla terza, del mese, è dimostrato da altre circostanze abbastanza visibili. Di cui le cronache ci danno, ogni giorno, notizia. Tante aziende chiudono i battenti perché non ce la fanno a sostenere i costi di gestione, tanti padri e madri di famiglia perdono il lavoro a cinquanta anni, ogni volta che facciamo una passeggiata in centro, anche a due passi dal Palazzo Arcivescovile, vediamo sempre più saracinesche tristemente abbassate. Anche la grande distribuzione ha qualche problema. Tanti ipermercati, in giro per la Sicilia, nati nella speranza di un mercato in continua e inarrestabile espansione, sono in forte crisi. Perché le imprese, piccole e grandi, gettano la spugna in numero sempre maggiore, se la gente continua a spendere in maniera scriteriata? Evidentemente, al contrario, dai bilanci familiari le non faraoniche risorse disponibili vengono destinate sempre più alle poche cose importanti e necessarie per cercare di vivere una vita dignitosa. Per il resto si è chiuso il rubinetto o quasi. Almeno questa è la nostra impressione. Temiamo, quindi, che il ritenere l´ansia consumistica al centro dei pensieri del compratore siciliano, volutamente sordo alle sirene devastanti della crisi economica, non tenga sino in fondo conto del quadro che abbiamo, purtroppo, e non da oggi, davanti. Soprattutto in Sicilia e nel meridione. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-6265091849150882994?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/6265091849150882994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=6265091849150882994&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6265091849150882994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6265091849150882994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/11/la-crisi-secondo-larcivescovo-e-secondo.html' title='La crisi secondo l&apos;arcivescovo. E secondo noi.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5815924998926388749</id><published>2011-11-04T09:56:00.002+01:00</published><updated>2011-11-04T10:10:54.424+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Palermo'/><title type='text'>La coerenza del PD siciliano.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/goog_1782353394"&gt;LIVESICILIA &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/"&gt;Quotidiano online&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;4 Novembre 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/11/04/rita-e-il-pasticcio-del-pd/"&gt;Rita e il pasticcio del PD&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Alle regionali del 2006 la subirono. Nel 2008, quando si andò al voto dopo le dimissioni di Cuffaro, la scartarono per dar vita a una delle esperienze elettorali più umilianti del centrosinistra siciliano. Per la primavera del 2012, quando si andrà al voto nel capoluogo siciliano, l'hanno pregata di scendere in pista e risolvere un bel po’ di problemi interni ed esterni al centrosinistra. Insomma, la storia del PD e della Borsellino conosce un altro capitolo. Che era già scritto nelle cose e nell’incapacità palese del centrosinistra di trovare, nel corso di un’intera legislatura, il bandolo della matassa e preparare il ricambio a Palermo dopo la disastrosa e decennale performance del centrodestra. Ma questa volta tutta l'operazione, per il PD, dall'inizio alla fine, è così controversa e ingarbugliata da apparire incomprensibile. Almeno, ragionando con gli schemi usuali della politica. La cosa è presto detta. I democratici sono così, evidentemente, poco convinti della loro esperienza alla regione, che quando si presenta la prima occasione importante, anzi importantissima, come il rinnovo dell'amministrazione nella quinta città d'Italia, invece di prendere il coraggio a quattro mani e dare una prosecuzione logica e conclusiva al loro ragionamento, propongono la candidatura alla persona che, più di tutte, ha avversato l'appoggio del PD a Lombardo. Misteri della politica. E il bello è che sono stati in religiosa attesa dello scioglimento dell'arcano, sperando chissà cosa. Che risposta si aspettavano? Che l'eurodeputata facesse clamorosamente un'inversione a U e imbarcasse allegramente il terzo polo con annessi e connessi? Ma i democratici sono ingenui sino all'inverosimile, oppure hanno perso la bussola? Ci sono o ci fanno. Il punto è che adesso, al netto di tutti i dettagli secondari, questa nomination, offerta su un piatto d'argento alla fondatrice di Un'Altra Storia, si sta rivelando un boomerang per i bersaniani di Sicilia. Che arriveranno alle primarie ancora più divisi e lacerati di come si presentano adesso. Teoricamente, hanno tre candidati, Faraone, Terminelli e la stessa Borsellino. Di fatto, è come se non ne avessero nessuno, considerato che ciascuno dei tre nomi in campo giocherà in proprio, attingendo da questo o da quel leader democratico una parte dei voti che racimolerà ai gazebo. Mentre, invece, coloro che hanno più soffiato per lo sganciamento dal terzo polo, SEL, sinistre, IDV, Movimenti, si trovano serviti dallo stesso PD una scala reale senza neanche aver faticato più di tanto. Se la situazione è quella descritta, non si capiscono più le remore dell'ex sindaco della primavera Leoluca Orlando. Che attende chiarimenti dal PD in ordine all'alleanza con MPA e compagnia. E non si rende conto che la risposta l'ha già avuta, e nel modo più chiaro, avendo il PD, proprio con la candidatura Borsellino, sconfessato, nella sostanza e nella forma, la propria politica alla regione dell'ultimo anno e mezzo. Che ha dato vita al quarto governo regionale, cosiddetto tecnico, e che si preparava a sentire i primi vagiti del governo politico. E non c'è soltanto quest’aspetto da tenere presente in quanto a contraddizioni dei democratici. In risposta alla loro prima candidatura interna, quella di Davide Faraone, da tempo in campo, hanno sempre posto il problema del progetto da anteporre al nome. Ipotesi di lavoro gettata alle ortiche, senza neanche pensarci, nel giro di niente. Contrordine. Prima la faccia, il nome, importante e autorevole, quello dell'eurodeputata appunto, e poi s’inizia a parlare di cosa fare a Palermo e per Palermo. I due aspetti evidenziati, candidatura offerta a una persona che si è mossa proprio in direzione opposta a quella auspicata dalla maggioranza degli esponenti democratici e abbandono del metodo di scelta, che prevedeva prima le cose da fare e poi i nomi, sono il segno di un partito davvero in stato confusionale. Forse Santa Rita salverà Palermo. Ma per questo PD siciliano, ci vuole direttamente l'intervento dell'Altissimo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5815924998926388749?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5815924998926388749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5815924998926388749&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5815924998926388749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5815924998926388749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/11/la-coerenza-del-pd-siciliano.html' title='La coerenza del PD siciliano.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1417956883945832932</id><published>2011-10-28T09:01:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T09:01:51.876+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>Lotta alla mafia. Fatti e parole.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;28 10 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 47&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La mafia ringrazia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Si fa presto a dire lotta alla mafia. Ma se dalla retorica si passa alla concretezza quotidiana, quella che importa in una simile secolare battaglia, ci si imbatte in una casistica che lascia stupefatti. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Un bar palermitano, Ciro's Spritz, a due passi dal porto, ha dovuto chiudere, licenziando otto impiegati, perché il fondo di solidarietà per le vittime del racket tarda ad attivarsi. Dietro ci saranno tutte le giustificazioni che volete. Ma che i mafiosi, a un anno e mezzo dall'attentato, vedano chiuso un locale che non si è piegato alle richieste estorsive, è una sconfitta per tutti. Inutile catturare latitanti, se poi non si azionano velocemente le leve dello sviluppo e dell'imprenditoria libera. Altro esempio. La certificazione antimafia. A parte la boutade di Brunetta, detta attestazione, per giudizio unanime, giunge, anch'essa, con notevole ritardo. Penalizzando, ancora una volta, gli onesti. Possibile che in tempi di informatizzazione avanzata, non si riesca a fare più velocemente? Possibile. Proseguiamo. I collaboratori di giustizia si sentono abbandonati. Alcuni di loro hanno attuato la decisione più drammatica, suicidandosi. La loro parabola discendente è iniziata negli anni novanta. A un certo punto si decise che erano troppi. Invece di rallegrarsi di avere tante voci provenienti dall'interno, le uniche che possono tracciare scenari e raccontare responsabilità, anche esterne all'organizzazione, si mise in quel meccanismo il bastone tra le ruote. Imponendo pure un tempo limite entro il quale il collaborante deve dire tutto. Risultato: è di molto diminuita la qualità, oltre che la quantità, delle collaborazioni. Sullo stesso filone, uguale riflessione si può fare sui testimoni di giustizia, persone che non hanno commesso reati, ma hanno visto, o sanno comunque qualcosa, su dinamiche criminali. Il loro numero si è quasi completamente azzerato. Ad agosto, una testimone di Rosarno, di 31 anni, si è suicidata. Ma anche se non si arriva a gesti estremi, la vita dei testimoni è comunque un inferno. Come quello di un ragazzo, allievo di padre Puglisi a Brancaccio, che a metà degli anni novanta decise di raccontare ai magistrati quanto sapeva della cosca del rione. La sua vita è stata, è, molto difficile, per usare un eufemismo. Quanti, in queste condizioni, si sentiranno di fare un gesto di civiltà, raccontando alla Stato fatti e nomi? La mafia allegramente ringrazia. Altra storia. Antonio Ingroia, in un'intervista del 28 settembre, afferma che se davvero si vogliono aiutare gli uffici giudiziari, si dia loro la connessione con le banche dati del sistema bancario e finanziario. Non è incredibile che, in tempi di mafia finanziaria, le toghe non abbiano questo strumento? Incredibile, ma vero. Le imprese criminali si spostano col jet e noi le inseguiamo col carretto. Anche in questo fondamentale ambito di contrasto, la mafia sentitamente ringrazia. L'elenco è abbastanza corposo. Comprende le procure con pochi magistrati. Oppure la circostanza che a Catania cinque cancellieri vanno in pensione e non vengono sostituiti. E che dire delle forze dell'ordine a cui spesso mancano benzina e altri elementari presidi. Per non parlare della legge sulle intercettazioni. A molti misfatti di mafia, dicono gli esperti, si arriva attraverso altri reati, cosiddetti satelliti, che sarebbe difficile perseguire se il provvedimento sulle intercettazioni divenisse legge dello stato. Da una norma, invece, già pubblicata, il “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione”, nasce la novità della confisca da attuare entro due anni e mezzo dal sequestro. Pena la riconsegna dei beni ai possessori originari. Non c'è dubbio che c'è chi non mancherà di apprezzare questa chicca. Che arriva direttamente dalle aule parlamentari. E qui siamo al cuore del problema. Perché non si può tralasciare un nodo che non viene ancora sciolto, i rapporti mafia-politica. Pare di essere tornati a decenni addietro. Se un esponente istituzionale viene investito da pesanti sospetti di rapporti con mafiosi, o perché ha chiesto loro voti o in quanto ha fatto con loro affari, situazioni avallate da indagini, intercettazioni e da richieste di rinvii a giudizio, non si prendono provvedimenti di allontanamento. In alcuni casi si festeggia. State certi che la mafia, insieme agli altri, non mancherà di cogliere questo segnale, forse il più dirompente. Ed anche in tal caso, silenziosamente, ringrazierà. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1417956883945832932?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1417956883945832932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1417956883945832932&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1417956883945832932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1417956883945832932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/10/lotta-alla-mafia-fatti-e-parole.html' title='Lotta alla mafia. Fatti e parole.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1276384134319318319</id><published>2011-10-22T11:12:00.000+02:00</published><updated>2011-10-22T11:12:17.274+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sanità'/><title type='text'>Autonomismi e sanità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO 22 OTTOBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il costo della sanità&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Incidenza della spesa sanitaria nelle regioni a statuto speciale: in Sicilia il 60,60 per cento, in Val D'Aosta il 24,90. Media delle regioni autonome: 51,30 per cento. Posizione della Sicilia: prima. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1276384134319318319?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1276384134319318319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1276384134319318319&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1276384134319318319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1276384134319318319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/10/autonomismi-e-sanita.html' title='Autonomismi e sanità'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8819852580600729146</id><published>2011-10-14T08:55:00.000+02:00</published><updated>2011-10-14T08:55:26.205+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Palermo, il PD torna al passato</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Economia, Cultura&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 39 del 14/10/2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 2&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Se il PD gioca la carta Borsellino&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che qualcuno abbia messo un segno sul calendario, il 29 gennaio del 2012, per la celebrazione delle primarie del centrosinistra a Palermo è già un, faticoso per i tempi di gestazione, passo in avanti. Un punto fermo nel tempo e nello spazio. Restano da risolvere i nodi politici della questione. In primo luogo, ovviamente, i rapporti con il PD di questa area comprendente IDV, SEL, Sinistre e Movimenti vari. Va detto che la galassia democratica, più che un partito, è ormai un insieme di fazioni e ci ha messo molto di suo per arrivare disorientata a questa fase. Il problema che pone, in una città come Palermo, e in una Sicilia dove il centrosinistra ha sempre perso di brutto nell'ultimo decennio, è reale. Senza un allargamento della base elettorale, difficilmente alle prossime amministrative, a Palermo e altrove, il centrosinistra potrà raccogliere risultati soddisfacenti e favorire il ricambio. Come questa nuova messe di voti vada cercata, se mettendo dentro parti di ceto dirigente di altri partiti, come sembra voler fare il PD, oppure cercando di parlare alle città, è il punto della questione. Su tutto il ragionamento pesa come un macigno il modo con il quale i democratici, da una direzione all'altra, stanno gestendo gli equilibri politici alla regione. Ora che il terzo polo dice sì al governo politico, la frantumazione di questo partito è ancora più evidente. Ma anche negli enti locali, questo accordo con il terzo polo per la tornata amministrativa non si capisce bene cos'è. Quando ne parlano, i democratici non citano un solo abboccamento su Palermo, che è la posta in gioco più importante, con queste forze che vorrebbero fare entrare nel recinto. Come si fa a proporre agli altri qualcosa che neanche si conosce nella sua reale portata? Detto questo, le primarie di gennaio, senza il PD, costituirebbero la conta interna a una minoranza che non avrebbe i numeri per arrivare lontano. E' appena il caso di ricordare che questa area, alle regionali del 2008, complessivamente, non ha superato in tutta la Sicilia l'otto per cento. Diciamo in tutta la regione, perché va ricordato che si voterà non solo a Palermo, che come al solito sta fagocitando tutte le attenzioni, ma in 150 enti locali. Si dirà che dal 2008 i contorni politici locali, regionali e nazionali sono molto mutati. E questo è vero. Quel consenso sarà di certo aumentato. Ma è molto difficile, per non dire impossibile, che quella percentuale si sia moltiplicata in maniera miracolosa. Con tutti i movimenti, che però sono una caratteristica soltanto palermitana, da non spalmare su tutta la regione, questo raggruppamento politico, anch'esso abbastanza diviso ed eterogeneo al suo interno, anche volendo attribuire ai partiti più strutturati, IDV e SEL, il massimo di quanto ipotizzato su tutto il territorio nazionale dagli ultimi sondaggi, e sappiamo che è una forzatura quasi inammissibile, perché in Sicilia i numeri sono ben altri, non andrebbe oltre il 20 per cento. Con questa percentuale non si vincono le elezioni, persino banale scriverlo. Ora, molto dipende dalle prossime mosse dei democratici su Palermo. Se riescono a dare un segnale meno confuso, cercando di costruire un percorso unitario con questo schieramento alla sua sinistra, che intanto esiste, possono, eventualmente, porre le condizioni non già per includere il terzo polo, che appare poco interessato a primarie e quant'altro, ma per proporre un cammino che potrebbe, casomai, in un secondo momento, per esempio nell'eventuale molto possibile ballottaggio, attrarre fette di elettorato esterne. E contemporaneamente, perché no, qualche forza politica. A cominciare dai finiani. La kermesse organizzata sabato 8 ottobre, in occasione della visita del presidente della camera nel capoluogo,si è caratterizzata, almeno a parole, per un chiaro messaggio di legalità e rinnovamento. Non c'è motivo per non raccoglierlo da parte di forze che aspirano al cambiamento. Pare che negli ultimi giorni, con l'ipotesi della candidatura Borsellino a sindaco di Palermo, il PD, o una sua parte, stia imprimendo una svolta alla discussione. A meno che ciò non significhi anestetizzare o mandare a monte le primarie, (cosa già attuata con risultati fallimentari per le regionali del 2008, quando il PD impose la Finocchiaro), potrebbe questa soluzione favorire un confronto aperto con quanti, magari di un'altra generazione rispetto all'eurodeputata (o allo stesso Leoluca Orlando), volessero cimentarsi dentro i gazebo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8819852580600729146?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8819852580600729146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8819852580600729146&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8819852580600729146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8819852580600729146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/10/palermo-il-pd-torna-al-passato.html' title='Palermo, il PD torna al passato'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5560148516965936741</id><published>2011-09-23T08:31:00.000+02:00</published><updated>2011-09-23T08:31:33.691+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Elezioni a Palermo, si decidano i percorsi e si discuta della città.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultuta, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;23 settembre 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Quel responso tradito (e l'altro che viene chiesto agli elettori)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'apertura al PD del terzo polo in vista delle amministrative del 2012, seppure avvenuta dopo tanti tira e molla, e ammesso che non vi siano marce indietro, a cui siamo ormai abituati, costituisce un fatto nuovo. Rispetto al quale le altre forze politiche del centrosinistra dovrebbero confrontarsi. IDV e SEL hanno già detto che non se ne può fare niente e si riferiscono soprattutto a Palermo. Tuttavia, la Sicilia non è solo Palermo, la prossima primavera si voterà in tanti altri enti locali. E' chiaro che comunque, quanto avverrà nel capoluogo, finirà per influenzare tutte le decisioni che verranno prese negli altri centri. C'è da dire che questo accordo a livello regionale, da spalmare come la marmellata su tutto il territorio siciliano, sconta tutti i limiti del centralismo. Bisognerà vedere, caso per caso, cosa ne pensano e quali sintonie troveranno le classi dirigenti locali. Perché altrimenti si rischia di imporre ovunque un modello che può andare bene per una città e meno per un'altra. Prima di dire si o no, occorre dunque discutere. Sono comprensibili le titubanze di vendoliani e dipietristi. La vicenda regionale, per come si è sviluppata, e per le fortissime ambiguità che ancora presenta, vedi l'ultima infuocata direzione regionale del PD sull'argomento, non è certo un buon viatico per un confronto sereno. Dobbiamo ricordare che la (giusta) critica che si è rivolta a questa esperienza è quella di non essere nata dalle urne. Passaggio fondamentale in democrazia. Da una parte il PDL, che aveva sostenuto Lombardo contro il PD e la propria candidata, e dall'altra IDV e SEL, che si erano spesi con i propri voti per la Finocchiaro contro Lombardo, hanno sempre sostenuto il tradimento del risultato uscito dalle urne nel 2008. C'è poco da aggiungere. Ora che, però, questa alleanza chiede, tra pochi mesi, il riscontro delle urne, cade la motivazione principale e dovrebbe subentrare il ragionamento politico, non pregiudiziale o ideologico. IDV e SEL, sono così sicuri che, ad esempio su Palermo, non si possa proprio discutere con autonomisti, casiniani e finiani? Può essere che abbiano ragione. Ma come fanno a dirlo prima ancora di avere verificato un qualsiasi abboccamento e organizzato un serio tavolo di discussione e confronto sul futuro della città? Occorre, prima di qualsiasi discorso, capire se davvero MPA, UDC e FLI, sono disponibili, e in quali tempi, alle primarie, che ci auguriamo più aperte e partecipate possibili. Metodo di scelta irrinunciabile per il PD, IDV e SEL. Da questo punto di vista, non sembra fuori luogo l'esortazione di Vladimiro Crisafulli ad individuare una data per le primarie, altrimenti, afferma il senatore “ci troveremmo di fronte alla solita manfrina”. Non gli si può dare torto. Peraltro, una data per le primarie, metterebbe un po' tutti di fronte a qualcosa di ineludibile e non spostabile nel tempo. Poi IDV, SEL, sinistre e movimenti vari potrebbero sempre mantenere il punto e differenziarsi da questa prospettiva, organizzando, se vorranno, la conta ai gazebo in maniera autonoma. Del resto, avrebbero dovuto farlo già il 27 febbraio scorso. Non cascherebbe il mondo. Si arriverebbe comunque ad avere delle coordinate certe nel tempo e nello spazio, sperando che nello stesso tempo anche il centrodestra arrivi a chiarirsi sui nomi e sul percorso. Magari celebrando anch'esso le primarie lo stesso giorno in cui lo farà l'altro schieramento, come si ventila. In modo che si possa, finalmente, cominciare a parlare di Palermo. Che è la grande e sofferente assente, eppure dovrebbe essere la protagonista, da questo dibattito, sinora svoltosi soltanto sui sui nomi che vanno e vengono e sulle alleanze. Che i cittadini, elettori ed elettrici, possano iniziare a capire, con poche e semplici parole, evitando inutili enciclopedie, cosa li attende nella prossima legislatura, per quanto riguarda immondizia, periferie, viabilità, servizi, stato sociale e via discorrendo, non sarebbe male. In fondo, la politica, se non ricordiamo male, serve proprio a questo. Dare risposte, più o meno immediate, ai problemi delle comunità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5560148516965936741?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5560148516965936741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5560148516965936741&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5560148516965936741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5560148516965936741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/09/elezioni-palermo-si-decidano-i-percorsi.html' title='Elezioni a Palermo, si decidano i percorsi e si discuta della città.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-875430168595516155</id><published>2011-09-18T14:44:00.000+02:00</published><updated>2011-09-18T14:44:06.254+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>Antimafia: le verità sepolte e le giovani generazioni.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – DOMENICA 18 SETTEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LE PAGINE BUIE DELL´ANTIMAFIA &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dalla mafia che spara abbiamo imparato negli ultimi decenni a difenderci. Dalla politica che la fa ingrassare, attraverso voti richiesti in cambio di favori e appalti pubblici, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, quasi mai dei partiti, possiamo prendere le distanze con il voto e comunque siamo in grado di capire personaggi e comportamenti. Anche quando non c´è un pronunciamento dei giudici. Ma come si fa a cautelarsi di fronte agli sviamenti provenienti dagli stessi apparati statali che dovrebbero indagare, sanzionare e valutare per tutti noi? Quando si fa educazione alla legalità nelle scuole, e si dice ai ragazzi che devono combattere i mafiosi nella quotidianità e non possono svendere il loro voto, una volta adulti, si dovrebbe aggiungere un altro capitolo. Dicendo loro di non fidarsi troppo, almeno non sempre, delle azioni di chi la mafia è preposto a combatterla con investigazioni e sentenze. Di quanto sta avvenendo, da tempo, intorno alla strage di via D´Amelio è difficile trovare una definizione che possa descrivere lo sconforto. Si dirà che non è la prima volta che accade. Per citare solo due casi, distanti tra loro nel tempo, avvenne qualcosa di simile per la strage di Portella della Ginestra e per l´omicidio a Cinisi di Peppino Impastato. Ma la cosa più scoraggiante è che mai al pozzo della verità si viene condotti dagli uomini delle istituzioni che si fossero resi colpevoli e che poi maturino un ripensamento pubblico sul loro operato. Prendete, appunto, la strage in cui morirono il giudice Borsellino e la sua scorta. Undici processi, sentenze passate in giudicato e sette persone in carcere. La Procura di Caltanissetta lo definisce, pare con carte molto robuste alla mano, un colossale depistaggio e chiede la revisione dei procedimenti. Vedremo il seguito della vicenda. Il punto è che a farci da guida, novello Virgilio, non sono gli apparati istituzionali, ma un collaboratore di giustizia. Forse che ci sia più moralità in un mafioso che torna sui suoi passi criminali, prendendo un´altra strada, che in soggetti che teoricamente, vestendo gli abiti della democrazia repubblicana, dovrebbero essere più inclini ai sensi di colpa che ai tombali ed eterni silenzi? E qui le cose si fanno ancora, se è possibile, più oscure e sconcertanti. È lecito chiedersi, infatti, se depistaggi di questo tipo, beninteso, ci furono, se si possano essere fermati soltanto a livello operativo, locale, e non abbiano avuto coperture politiche ad alto livello? Un punto di domanda che riguarda tanti capitoli dolorosi e che forse non conoscerà mai la luce del sole. Troppi «non ricordo», memorie che riaffiorano dopo decenni, mezze frasi, ambiguità da parte di soggetti che hanno rivestito (ancora rivestono?) ruoli importanti nello scacchiere politico del nostro Paese. Quest´oblio istituzionale della memoria riguarda, soprattutto, la famosa trattativa, o le trattative, tra Cosa nostra e pezzi dello Stato. Questi accordi inconfessabili, proprio per la reticenza del secondo soggetto, lo Stato, a collaborare, mentre i mafiosi, se cambiano vita, lo fanno, difficilmente potranno essere dimostrati una volta per tutte. Possono esserci alcuni indizi, tuttavia. Ad esempio: se per caso fosse vero che su via D´Amelio vi fu ammoina, e il garantismo ci impone di aspettare i nuovi eventuali gradi di giudizio, sarebbe sbagliato ipotizzare che ci troveremmo di fronte a una tessera, non secondaria, dell'entente cordiale tra cosche e Stato? È un dettaglio rispondere al quesito? Pensiamo di no. Ulteriori risposte, su altre pagine buie, dobbiamo darle alle giovani generazioni. Altrimenti, con questi pesanti scheletri nell'armadio, sarà meglio che per un po' non parliamo loro di antimafia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-875430168595516155?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/875430168595516155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=875430168595516155&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/875430168595516155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/875430168595516155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/09/antimafia-le-verita-sepolte-e-le.html' title='Antimafia: le verità sepolte e le giovani generazioni.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3113537241957821869</id><published>2011-09-11T17:00:00.000+02:00</published><updated>2011-09-11T17:00:48.478+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regione Siciliana'/><title type='text'>E se provassimo a essere molto meno speciali e un po' più normali?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - DOMENICA 11 SETTEMBRE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina I&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L´analisi&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;La democrazia bloccata dallo Statuto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La visita del presidente della Repubblica a Palermo ha evidenziato, con coro di voci unanimi, l´occasione perduta dell´autonomismo regionale e la necessità di una sua futura attuazione per garantire sviluppo alla Sicilia. Non è la prima occasione solenne, anzi è l´ennesima, in cui si ascoltano simili parole. Ogni volta è un piagnisteo irrefrenabile e, francamente, non più sostenibile. Interpretato, in primo luogo, dai massimi rappresentati pro tempore della politica siciliana e dai siciliani che siedono nei due rami del parlamento. Mai che qualcuno di loro, fosse ministro, presidente di commissione parlamentare, presidente dell´Ars o governatore, ci dicesse dove è stato sino a questo momento e cosa ha fatto lui affinché lo statuto non fosse soltanto un pezzo di carta stropicciato, dentro il quale nascondere le incapacità della classe dirigente locale e di chi, di volta in volta, l´ha votata. Mai che ci fosse un´assunzione di responsabilità circoscritta, un mea culpa specifico e soggettivo, quanto meno riguardante il partito che si rappresenta. L´autonomia non ha funzionato e la colpa è di nessuno, perché pare sia di tutti e quindi la prossima volta, in occasione di un altro evento ai massimi livelli, risentiremo le stesse stanche e abusate frasi buttate al vento. L´altra teoria di parole che ci tocca ascoltare è che per far funzionare il regime autonomistico ci volevano, e ci vorrebbero, le riforme. L´unica vera riforma, adatta non a far funzionare un assetto istituzionale speciale, ma la normale democrazia rappresentativa e decidente, coincide con il «correggere profondamente la gestione dei poteri regionali e degli enti locali». Sono parole di Napolitano, riprese da Sebastiano Messina nell´editoriale di ieri. Quello che ci vorrebbe, e che non abbiamo, è far funzionare correttamente le assemblee rappresentative e gli organi di governo negli enti locali e alla Regione. Siccome, al contrario, la gestione del potere politico in questi decenni è stata dissennata, ecco il motivo per cui non lo statuto siciliano inattuato, ma la politica in Sicilia ha creato sottosviluppo, clientele, malaffare e, quando è andata bene, qualche leggero passo in avanti. Travestito subito, però, da propaganda sfrenata e populismo di bassa lega. Queste prerogative statutarie regionali, delle quali si favoleggia la completa applicazione, questo continuare a dirsi che Roma e il Nord non hanno fatto quanto era necessario per la Sicilia, sono solo degli appigli che tentano, miseramente, di nascondere che volevamo essere speciali e non siamo riusciti nemmeno a essere normali. E poi c´è lo strumento in sé da considerare. Se qualcosa non funziona per più di 65 anni, oltre i limiti della classe dirigente e di chi l´ha eletta, sopra accennati, vuol dire che quella cosa non è buona, non serve. Per dirla con una frase molto eloquente, utilizzata da Gianni Puglisi davanti al Capo dello Stato, il privilegio si è trasformato in castigo. E forse lo era sin dall´inizio. Era una sberla ed è sembrata una carezza. Un castigo per tutti i siciliani e un´opportunità di nascondersi, ancora chissà per quanto tempo, per coloro che ancora tracciano non credibili disegni di rilancio della particolarità sicula. Senza contare che lo statuto autonomistico è stato il propulsore che ha determinato in Sicilia, dal dopoguerra a oggi, una sorta di democrazia bloccata. Sino all´inizio degli anni Novanta ha governato la Dc, nel ventennio successivo ha sempre vinto il centrodestra. Tanto che l´alternanza, e vale anche per la maggioranza che oggi sostiene il governo cosiddetto tecnico, si è sempre raggiunta, quelle poche volte in cui è stato possibile, attraverso colpi di palazzo, manfrine e trasformismi di varia natura. E mai come conseguenza di libere elezioni. Noi vi diamo lo statuto bello infiocchettato, questo l´implicito patto, e voi ci garantite lo status quo, tranne qualche variazione sul tema. Se questo è vero, inutile chiedersi perché il Trentino ha un rating finanziario da tre A e la Sicilia no. La risposta è semplice. Lì lo sviluppo è venuto prima del particolarismo, quando già avevano imparato ad essere efficienti. Da noi si è pensato, al contrario, che siccome non ce la facevamo da soli a raggiungere, non diciamo la sufficienza, ma la mediocrità, ecco che un pezzo di carta, avente rango costituzionale, con scritto dentro tutto e di più, potesse servire alla bisogna. Così non poteva essere e così non è stato. Come si dice, non è l´abito che fa il monaco. Ma, oggi, nel 2011, quel sontuoso vestito pieno di inutili medaglie va messo in soffitta. Provando, appunto, ma a quanto pare è una fatica immane, ad essere un po´ più normali e molto meno speciali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3113537241957821869?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3113537241957821869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3113537241957821869&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3113537241957821869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3113537241957821869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/09/e-se-provassimo-essere-molto-meno.html' title='E se provassimo a essere molto meno speciali e un po&apos; più normali?'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1524471038817518074</id><published>2011-09-09T08:30:00.000+02:00</published><updated>2011-09-09T08:30:51.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Elezioni a Palermo, il centrosinistra pensa.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;9 settembre 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 10&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Se il PDL spiazza il PD&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il centrodestra, con il consueto metodo democratico, che è una fotocopia di quello che portò dieci anni addietro alla scelta del sindaco di Palermo in carica, sta cercando di chiudere la quadra sul nome da proporre per la poltrona più alta dell'amministrazione cittadina. Sul nome del rettore Lagalla, in pochi giorni si è passati dal lancio della candidatura, all'accettazione dell'interessato, all'accoglimento dei partiti che dovranno sostenerne la corsa, ad una specie di marcia indietro. C'è, tuttavia, da ritenere che l'operazione sia riuscita. Non è il massimo della partecipazione, veramente neanche il minimo, ma almeno non si può dire che abbiano perso tempo a mettere in soffitta, in un sol colpo, l'era Cammarata e il toto candidato che impazzava da mesi. Il profilo proposto è di peso ed è verosimile che farà suonare più di una sirena nel fronte opposto, leggasi terzo polo. Il centrodestra è partito e ha lasciato il centrosinistra sul posto. Uno a zero e palla al centro. Anche se, vista la caratura della candidatura di cui parliamo, potrebbe già essere un tre a zero difficilmente recuperabile. Era del tutto logico attendersi che, dopo dieci anni di riscaldamento dei motori, fosse proprio l'opposizione, in primo luogo il PD, a scattare per prima dai blocchi di partenza. Ma i democratici, siccome sono impegnati a salvare la Sicilia e non avendo ancora deciso se rompere il fidanzamento con Lombardo, oppure arrivare a un molto tardivo matrimonio d'interesse, hanno scelto proprio la tornata elettorale a Palermo come location per il viaggio di nozze. Perciò, per rispondere ad Alfano che ha incoronato il rettore, una parte del PD cerca qualche nome di peso che possa zittire tutti, trovare una condivisione del terzo polo e mandare in soffitta le primarie. Visto che UDC, MPA e FLI non ne vogliono sapere della conta ai gazebo. Non si capisce bene come possa coesistere questo epilogo con il fatto che il PD conferma che le primarie di coalizione, con dentro IDV, SEL, Federazione delle sinistre e la mitica società civile, si faranno. Pare, tra dicembre e gennaio. Ma IDV, SEL e company le vogliono pure. Niente terzo polo. Quindi il PD rischia di farsele da solo. Ma, ammesso che alla fine riesca a trovare qualcuno con cui farle, ha già posto un altro piccolo problema. I democratici devono avere un solo candidato, per cui si dovrebbe prima procedere alle preprimarie o primarine interne, chiamatele come volete, per stabilire il nome unico del partito. Intanto, la segreteria provinciale, seguendo una consolidata tradizione, ha già provveduto a spostare dal 12 al 23 settembre la riunione della direzione in cui si dovrebbe attivare l'iter per indire le primarie. Insomma, un bel programmino. Agile e, soprattutto, veloce. Non è che le cose vadano meglio nello spezzone di centrosinistra comprendente IDV, SEL sinistre e movimenti vari. A dire il vero, loro, le primarie le avevano pure convocate nel corso di un'infuocata assemblea svoltasi sul finire del 2010. Dovevano svolgersi il 27 febbraio di quest'anno. Ma sfortuna ha voluto che quel giorno passasse senza che nessuno si accorgesse di niente. Ma non si sono arresi. Ora è prevista un'altra assemblea al calor bianco, che si terrà a fine settembre, per decidere una prossima data nella quale svolgere le primarie. Anche qui, dunque, si va celeri e determinati verso l'obiettivo. Come se non bastasse questo travaglio interiore, che ben conosciamo, giunge anche la candidatura di Leoluca Orlando. Ma non da subito, se ne riparlerà il 21 marzo del 2012, se per caso le primarie fallissero. Al momento, dunque, per giocare la partita che avrà il suo culmine tra otto mesi, che al centrosinistra evidentemente sembrano un'eternità, solo una parte politica, quella che teoricamente avrebbe dovuto avere più difficoltà, ha impresso la propria zampata, forse quella decisiva, sul confronto elettorale. IDV, SEL, sinistre e movimenti navigano a vista. Nel PD, azionista di maggioranza dello schieramento, il pallino dell'immobilismo è al momento nella mani di coloro che hanno consentito al governatore di stravincere le regionali del 2008. Il rettore, insomma, ammesso che alla fine, come crediamo, sarà lui il candidato del centrodestra, può dormire sonni tranquilli. Si guardi più dagli amici, che i nemici sinora giocano per lui. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1524471038817518074?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1524471038817518074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1524471038817518074&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1524471038817518074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1524471038817518074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/09/elezioni-palermo-il-centrosinistra.html' title='Elezioni a Palermo, il centrosinistra pensa.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-9107616597454574062</id><published>2011-08-31T11:52:00.001+02:00</published><updated>2011-08-31T15:04:29.196+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rubrica Numeri'/><title type='text'>Soldi a palate e sottosviluppo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - MERCOLEDÌ 31 AGOSTO&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;PAG. VIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;NUMERI &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quanto ci da' lo Stato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Spesa statale nelle regioni nel 2009: nel Lazio 30 miliardi 481 milioni. In Sicilia 24 miliardi 26 milioni. Posizione della Sicilia nella classifica nazionale: seconda. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-9107616597454574062?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/9107616597454574062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=9107616597454574062&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9107616597454574062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9107616597454574062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/soldi-palate-e-sottosviluppo.html' title='Soldi a palate e sottosviluppo'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8852506945553682089</id><published>2011-08-26T13:07:00.000+02:00</published><updated>2011-08-26T13:07:34.914+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rubrica Numeri'/><title type='text'>FUGA PER LA VITTORIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 26 AGOSTO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;CERVELLI IN FUGA &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Saldo migratorio intellettuale nelle regioni tra il 2004 e il 2007: in Emilia Romagna più 31 per cento di giovani laureati, in Sicilia meno 21 per cento. Posizione della Sicilia nella classifica: sedicesima. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8852506945553682089?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8852506945553682089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8852506945553682089&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8852506945553682089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8852506945553682089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/fuga-per-la-vittoria.html' title='FUGA PER LA VITTORIA'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2838271411533164246</id><published>2011-08-14T10:01:00.000+02:00</published><updated>2011-08-14T10:01:22.201+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regione Siciliana'/><title type='text'>Province cancellate, anzi defunte.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - DOMENICA 14 AGOSTO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIX &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;IL PASTICCIO SICILIANO DELL´ABOLIZIONE DELLE PROVINCE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La rivoluzione della cancellazione delle Province che doveva partire dalla Sicilia, non si farà. La Costituzione non lo permette. La notizia è stata diffusa dal governo regionale come un passo in avanti. Una specie di rilancio. Per il momento al buio. Delle Province siciliane si annuncia, infatti, addirittura la morte. Non subito, si faranno fuori spontaneamente, per lenta consunzione, si tratterà quasi di eutanasia istituzionale. Parallelamente vengono battezzati, come realtà antagoniste delle Province, ma vedremo meglio la proposta che verrà licenziata dalla giunta, i liberi consorzi dei Comuni. Che la legge, del 1986, istitutiva dell´ente territoriale intermedio tra Regione e Comuni, voleva promuovere chiamandoli Province. I consorzi sono previsti dall´articolo 15 dello Statuto siciliano, che comanda la soppressione delle circoscrizioni provinciali e delle propaggini pubbliche collegate. Questa parte dello Statuto, scritto da gente che aveva una qualche idea della Sicilia, ha una sua coerenza. Prima si sopprime un ente e successivamente se ne crea un altro. Invece, nel 1986 si è fatto una sorta di pasticcio lessicale e normativo, mischiando insieme ciò che lo Statuto divideva, ossia i consorzi e le Province. Il riformismo siculo odierno ci va al contrario. E rischia di peggiorare la situazione. Vorrebbe separare quanto la legge del 1986 aveva unito, senza abrogare però le Province, facendo semplicemente spazio, se si passerà dalle parole ai fatti, ai consorzi. Ciò pone, intanto, problemi di natura finanziaria, visto che lo Stato trasferisce finanziamenti alle Province e non ai consorzi. Ci vuol poco a immaginare la guerra istituzionale e l´impasse amministrativa che ne seguiranno, se davvero i due enti dovessero coesistere per un tempo indeterminato. Ci chiediamo, poi, come si fa ad affermare che un´istituzione passerà a miglior vita da sola. Voi ci riuscite a immaginare le sedi amministrative e istituzionali delle Province che, pian piano, visto che nessuno più busserà alle loro porte, abbandonano lentamente e inesorabilmente il campo? E se non lo facessero, si dovrà arrivare pure al punto di convincere, ad uno ad uno, gli elettori e le elettrici, dissuadendoli dal recarsi ai seggi quando, ogni cinque anni, verranno regolarmente convocati per rinnovare le amministrazioni provinciali? Inoltre, vanno segnalati due aspetti non secondari. Primo. Si dice che questi consorzi saranno a costo zero in quanto a personale, visto che dovrebbero usufruire di trasferimenti da altri enti, in primis le Province attuali. Ma, a parte il fatto che le nove Province avrebbero comunque sempre bisogno di addetti, qualcuno crede davvero che in Sicilia i liberi consorzi di comuni non diverrebbero altri carrozzoni catalizzatori di precariato poi da stabilizzare? Basterebbe citare l´esperienza degli Ato rifiuti, dove si è proceduto all´assunzione clientelare di un numero spropositato di operatori, i cui costi hanno reso ancora più disperati i bilanci di molti comuni. Secondo aspetto. Gli enti provinciali, attualmente, quando devono assegnare e realizzare un appalto per una strada, lo fanno secondo procedure già consolidate. Ma se domani un Comune, appartenente a un consorzio, non onorasse finanziariamente la propria partecipazione, cosa si farebbe? Si annullerebbe l´opera pubblica magari fondamentale per quel territorio? Si escluderebbe quel comune dal percorso della strada? Sia chiaro, l´idea di trasferire ai Comuni, e alle loro aggregazioni, sempre più competenze e risorse, è condivisibile. Ma è una riforma che va iniziata, rispettando forma e sostanza dell´ordinamento esistente e affrontando con gli attori interessati i problemi, all´inizio della legislatura, non quando è già suonata la campanella dell´ultimo giro. Perché se si vuole trovare una scorciatoia di questo tipo, ossia creare dal nulla i consorzi e tenere in vita le Province, più che un atto di vero decentramento verso le comunità locali, questa operazione rischia di apparire come un´azione dirigista di un potere centralistico. Con le idee piuttosto confuse. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2838271411533164246?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2838271411533164246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2838271411533164246&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2838271411533164246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2838271411533164246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/province-cancellate-anzi-defunte.html' title='Province cancellate, anzi defunte.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7402892756325264354</id><published>2011-08-13T09:23:00.000+02:00</published><updated>2011-08-13T09:23:11.100+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rubrica Numeri'/><title type='text'>Putìn e picciriddi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – VENERDÌ 12 AGOSTO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIX &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Gli asili fantasma &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Presa in carico negli asili nido pubblici ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni: in Emilia Romagna il 29,5%, in Sicilia il 5,2. Media italiana: 13,6%. Posizione Sicilia nella classifica: diciassettesima. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7402892756325264354?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7402892756325264354/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7402892756325264354&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7402892756325264354'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7402892756325264354'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/putin-e-picciriddi.html' title='Putìn e picciriddi.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7381117446995694767</id><published>2011-08-08T08:10:00.000+02:00</published><updated>2011-08-08T08:10:01.715+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ambiente'/><title type='text'>Noi siciliani ci differenziamo. Sempre.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – DOMENICA 07 AGOSTO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIX&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;LE CIFRE DEL BIDONE &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Raccolta differenziata rifiuti nel 2010: in Sicilia 7,7%, in Piemonte 54,3%. Media italiana: 31,7%. Posizione Sicilia: ultima. Incrementi raccolta differenziata dal 2000 al 2010: Sicilia + 5,1%, Sardegna + 48,8. Media italiana: 22,8%. Posizione Sicilia: ultima&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7381117446995694767?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7381117446995694767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7381117446995694767&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7381117446995694767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7381117446995694767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/noi-siciliani-ci-differenziamo-sempre.html' title='Noi siciliani ci differenziamo. Sempre.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4082067258166899435</id><published>2011-08-05T08:53:00.000+02:00</published><updated>2011-08-05T08:53:18.954+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regione Siciliana'/><title type='text'>L'aereo la cura della politica siciliana.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – VENERDÌ 05 AGOSTO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;L´ETERNA ATTESA DEI SOLDI DA ROMA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci voleva poco. A momenti, alla regione, pure per annodarsi la cravatta la mattina, avrebbero richiesto i fondi FAS, ora finalmente sbloccati: quelli previsti dal governo nazionale per le aree sottoutilizzate. Si tratterebbe di risorse aggiuntive a quelle ordinarie. Da noi, al contrario, e lo stesso discorso si può fare per i miliardi che giungono dall´Europa, sono sostitutive del normale flusso finanziario che dovrebbe consentire alla macchina amministrativa di andare avanti da sola. Non si può muovere foglia, dalla sanità alla formazione, dalla riduzione dei ticket al rinnovo dei contratti ai dipendenti regionali, dalle infrastrutture agli sportelli multifunzionali, senza prima premettere che senza questi magici fondi non si può fare niente. Come premessa di un autonomismo, che addirittura ha minacciato un distacco della Sicilia dall'Italia, non c´è male. Non prendiamoci in giro. Nel giro di poche ore, ma solo in caso di eroica resistenza, potremmo portare i libri in tribunale. In realtà, questo continuo trattare con la capitale sulla propria sopravvivenza è il contrassegno, non nuovo ma che adesso raggiunge toni parossistici e surreali, della politica locale. Se è vero che la cura primaria per i siciliani è rappresentata dall´aeroplano, che li porta verso situazioni sanitarie più efficienti ed efficaci, come affermato dalla magistratura contabile, la stessa cosa si può dire di tutta la classe politica siciliana. Sulla tratta Palermo-Roma ha viaggiato il passato di questa terra e continua a transitare il presente e il futuro. Con un continuo vittimismo piagnone che francamente stanca sempre di più. L´ultima figurina dell´album dei ricordi sono i 45 milioni, FAS appunto, per salvare, sino alle elezioni a Palermo, il carrozzone Gesip. Come dire che il nostro precariato, superfluo, viste le piante organiche rigonfie di personale, è un affare nazionale. Come un tragico terremoto o uno spaventoso tsunami. Sui fondi europei, poi, riusciamo a superarci. Ci danno denaro a palate in quanto sottosviluppati e non riusciamo a spenderlo per come dovremmo, cioè per trasformarci da zona che soffre a regione che guarisce dai suoi mali. Siamo tra gli ultimi in classifica e dobbiamo stare attenti a non muoverci neanche un minimo verso l´alto, al massimo ci possiamo vistosamente annacare, ma restando sempre sul posto. Perché se si staccasse il tubo dell'ossigeno, che viene pompato da fuori, moriremmo asfissiati istantaneamente. E´ il massimo di tutto questo sapete cos´è? Che ci raccontano pure la storiella che siamo diventati, o staremmo per divenire, da qualsiasi parte ci giriamo, i più bravi di tutti. Sino al punto, ma è solo un esempio, che il nostro sistema sanitario è stato fatto oggetto di così tanti complimenti, che ora viene pure preso a modello di riferimento dalle altre regioni. Sarebbe opportuna, a questo punto, una bella campagna pubblicitaria per farlo sapere al resto d´Italia. Da finanziare, ovviamente, con i fondi FAS. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4082067258166899435?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4082067258166899435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4082067258166899435&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4082067258166899435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4082067258166899435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/laereo-la-cura-della-politica-siciliana.html' title='L&apos;aereo la cura della politica siciliana.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8860446256908900998</id><published>2011-08-01T08:20:00.000+02:00</published><updated>2011-08-01T08:20:25.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia e Politica'/><title type='text'>Borsellino, le scomode parole dimenticate dalla classe dirigente che lo commemora il 19 luglio.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - DOMENICA 31 LUGLIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina X&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;IL METODO BORSELLINO &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«L´equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice che quel politico era vicino al mafioso, però la magistratura non l´ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va». Sono le parole di un giustizialista, di un esponente di estrema sinistra, di un forcaiolo, di un antimafioso da salotto? No, sono parole di Paolo Borsellino. Era il 26 gennaio 1989, doveva ancora cadere il muro di Berlino, e il magistrato si rivolgeva così agli studenti di Bassano del Grappa: «La magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, però siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri poteri dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati dati perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza». Sono trascorsi più di ventidue anni da quella conferenza, diciannove da via D´Amelio, eppure siamo sempre allo stesso punto. Queste riflessioni di Paolo Borsellino, non un giustizialista, non un forcaiolo, non un esponente di estrema sinistra, ma un uomo delle istituzioni, sono ancora più che mai valide. Dovrebbero ormai costituire solo memoria. Come mai, da allora, nei fatti, oltre la retorica, non si è fatto alcun passo in avanti, anzi si è, per certi versi, come tornati indietro? I partiti sono ancora lì, trepidanti e afasici, che discettano, ogni volta che se ne presenta l´occasione, sui tre gradi dell´ordinamento giudiziario, sui rinvii a giudizio. Mai che riescano ad intervenire prima. Salvo poi mischiare, confusamente, politica e giustizia. Spaccando in quattro, a secondo di come conviene, il capello della cronaca e dei fatti, per trovare un cantuccio, sempre più piccolo e buio, dove ripararsi e aspettare che passi la piena. In attesa che il giudice entri in aula per leggere la sentenza, che una Procura compia un atto, in un verso o in un altro, che si vada o meno a processo. Ecco qual è il vero uso politico della giustizia. Non sono le toghe che invadono il campo, ma è la politica che vuole utilizzarne, per propria interna incapacità ad autodeterminarsi, l´operato. Troppi, al cospetto delle parole limpide e senza sconti di Borsellino, sembrano tanti azzeccagarbugli del fatuo. Che affogano, nel bicchiere del potere, le parole semplici che dovrebbero pronunciare e che non sanno o non possono dire, se non quando è ormai troppo tardi per evitare gli schizzi di fango. E cioè che non importano i giudizi dei tribunali sui singoli, ma i loro comportamenti sulla scena pubblica e privata. Che talvolta emergono da circostanze acclarate e dalle stesse dichiarazioni dei protagonisti. Ma, insomma, si può ancora sostenere in buona fede, nel 2011, che si possono stringere tutte le mani e che non ci s´impiccia più di tanto della caratura criminale delle persone con le quali si viene a contatto? Chi non è in grado di distinguere tra una crocerossina e un criminale, seppure incravattato e profumato, non può ambire ad occupare ruoli istituzionali. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8860446256908900998?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8860446256908900998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8860446256908900998&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8860446256908900998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8860446256908900998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/08/borsellino-le-scomode-parole.html' title='Borsellino, le scomode parole dimenticate dalla classe dirigente che lo commemora il 19 luglio.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2696937953970793093</id><published>2011-07-22T10:37:00.000+02:00</published><updated>2011-07-22T10:37:29.430+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia e Politica'/><title type='text'>Paolo Borsellino: mafia e politica. Le idee dimenticate di un moderato.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;22 7 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. 46&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La lezione di Paolo Borsellino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice che quel politico era vicino al mafioso, però la magistratura non l'ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va”. Sono le parole di un giustizialista, di un esponente di estrema sinistra, di un forcaiolo, di un antimafioso da salotto? Era il 26 gennaio 1989, doveva ancora cadere il muro di Berlino. Un'altra era. Paolo Borsellino, è sua la frase, si rivolgeva così agli studenti di Bassano del Grappa. Il giudice proseguiva. “La magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, però siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri poteri dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano reato, ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati dati perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza”. Sono trascorsi più di ventidue anni da quella conferenza, diciannove da Via D'Amelio, eppure siamo sempre allo stesso punto. Queste riflessioni di Paolo Borsellino, non un giustizialista, non un forcaiolo, non un esponente di estrema sinistra, ma un uomo delle istituzioni, alle quali ha consegnato consapevolmente la propria vita, sono ancora più che mai valide. Dovrebbero ormai costituire solo memoria. Come mai, da allora, nei fatti, oltre la retorica, non si è fatto alcun passo in avanti, anzi si è, per certi versi, come tornati indietro? I partiti sono ancora lì, trepidanti e afasici, che discettano, ogni volta che se ne presenta l'occasione, sui tre gradi dell'ordinamento giudiziario, sui rinvii a giudizio. Mai che riescano ad intervenire prima. Salvo poi mischiare, confusamente, politica e giustizia. Spaccando in quattro, a secondo di come conviene, il capello della cronaca e dei fatti, per trovare un cantuccio, sempre più piccolo e buio, dove ripararsi e aspettare che passi la piena. In attesa che il giudice entri in aula per leggere la sentenza, che una procura compia un atto, in un verso o in un altro, che si vada o meno a processo. Ecco qual è il vero uso politico della giustizia. Non sono le toghe che invadono il campo, ma è la politica che vuole utilizzarne, per propria interna incapacità ad autodeterminarsi, l'operato. Troppi, al cospetto della parole limpide e senza sconti di Borsellino, che ogni anno viene osannato il 19 luglio, tanto ormai è morto e non può più ridire quelle frasi, ma chissà quanti attacchi riceverebbe ancora se fosse vivo, sembrano tanti azzeccagarbugli del fatuo. Che affogano, nel bicchiere del potere, le parole semplici che dovrebbero pronunciare e che non sanno o non possono dire, se non quando è ormai troppo tardi per evitare gli schizzi di fango. E cioè che non importano i giudizi dei tribunali sui singoli, ma i loro comportamenti sulla scena pubblica e privata. Che talvolta emergono da circostanze acclarate e dalle stesse dichiarazioni dei protagonisti. Ma, insomma, si può ancora sostenere in buona fede, nel 2011, che si possono stringere tutte le mani e che non ci s'impiccia più di tanto della caratura criminale delle persone con le quali si viene a contatto? Chi non è in grado di distinguere tra una crocerossina e un criminale, seppure incravattato e profumato, non può ambire ad occupare ruoli istituzionali. Dobbiamo forse credere che, così come si paga una prostituta per non farla più andare sulla strada, si frequentino mafiosi per redimerli e portarli sulla buona via della legalità? Lasciamo che a rispondere sia Paolo Borsellino, con un altro passaggio del discorso rivolto sempre agli studenti di Bassano del Grappa. “Ma tu non ne conosci gente che è disonesta ma non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto, che dovrebbe indurre soprattutto i partiti non soltanto a essere onesti ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti?”. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2696937953970793093?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2696937953970793093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2696937953970793093&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2696937953970793093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2696937953970793093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/07/paolo-borsellino-mafia-e-politica-le.html' title='Paolo Borsellino: mafia e politica. Le idee dimenticate di un moderato.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3352055316131865339</id><published>2011-07-18T15:07:00.000+02:00</published><updated>2011-07-18T15:07:26.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Palermo'/><title type='text'>Centrosinistra a Palemo: i pezzi che non combaciano.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;15 7 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Elezioni, i nani a Palermo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il dibattito nel centrosinistra, per le prossime amministrative a Palermo, si riaccende. Il nodo del perimetro dell’alleanza ha ripreso il sopravvento. Quello che crea problemi è&amp;nbsp;lo schieramento che sostiene il governo regionale. I democratici intendono portare la coalizione che appoggia Lombardo negli enti locali, cominciando da Palermo. IDV, Sinistra e Libertà e movimenti, con qualche sensibile distinzione, vedono come il fumo negli occhi tale prospettiva. Tanto che avevano solennemente convocato le primarie per il 27 febbraio. La data è alle nostre spalle. Ormai siamo alla politica degli annunci. Un po' come il referendum su Lombardo, che una parte del PD estrae o rimette nel fodero a giorni alterni. Nel frattempo si è consumata una spaccatura nei movimenti civici. C'è chi vuole subito andare al confronto elettorale e c'è chi invece vuole seguire un metodo più partecipato e lento per la scrittura del fatidico programma. Non sappiamo se la nuova legge elettorale, che prevede il segno confermativo per il candidato sindaco e neutralizza il voto di trascinamento, cambierà qualcosa rispetto alla tradizionale anemia di voti che, dopo l'esperienza orlandiana, caratterizza il centrosinistra. Quel che è certo è che si voterà la prossima primavera, restano una manciata di mesi per definire convergenze possibili o spaccature definitive. A occhio e croce, l'alleanza PD-MPA non sembra una gioiosa macchina di consenso. Se vediamo i risultati delle amministrative del 2007, sommando i voti presi dagli autonomisti a quelli di DS e Margherita, allora ancora divisi, non si va oltre il 20 per cento. Ci sarebbero gli altri tre partner della maggioranza regionale, UDC, FLI e API. Ma anche il loro peso, considerato che dall'UDC sono andati via quelli che i voti ce l'hanno e che FLI e API non dovrebbero fare sfracelli, non appare in grado di apportare percentuali consistenti. Facendo alcuni calcoli con i risultati del 2007, se aggiungiamo un altro 10 per cento, è già tanto. Dall'altra parte, nel centrosinistra, abbiamo IDV e SEL. La prima, già alle elezioni del 2007, considerate le tre liste che presentò, si posizionò al 12 per cento. Sinistra e Libertà pare in grado, secondo un sondaggio di Demopolis, di sommare ai propri voti anche un sensibile pacchetto di suffraggi che preleverebbe direttamente dal PD. Nel 2007, le liste di sinistra andarono oltre il 5 per cento. Sinistra e Libertà dovrebbe aggiungere un paio di punti in più. Poi c'è da considerare che la miriade di movimenti che pullula a Palermo, identificabile in massima parte come di area centrosinistra, può essere nelle condizioni di spostare almeno un 5 per cento. Allora, diciamo che il PD, dal lato dell'attuale maggioranza all'ARS, se dovesse limitarsi a questa, non dovrebbe andare oltre il 30 per cento. Dalla parte, invece, scaricando MPA e compagni, potrebbe attestarsi intorno al 35 per cento se privilegiasse IDV, SEL e Movimenti. Che, però, da soli, non supererebbero il 25 per cento. In tutti i casi, tenendo presenti i tre scenari separati, si è ben lontani dalla maggioranza assoluta dell'elettorato, ed è difficile che il voto confermativo per il candidato sindaco possa trasformare i nani in giganti. Anzi, è pure probabile che se il centrosinistra si presentasse spaccato, rischierebbe di non arrivare neanche al ballottaggio. Ora, il punto è capire se si possa tornare a ragionare. Lo deve fare il PD, portando il discorso su un piano non meramente elettoralistico, che è di corto respiro, oltre che debole. Lo devono fare IDV, SEL, movimenti e quant’altro, guardando la realtà palermitana per quella che è, mettendo da parte le tentazioni frontiste di stagioni passate e confrontandosi sulle cose concrete. Bisognerebbe muoversi in fretta. Ma è probabile che lo stallo, o meglio la guerra fredda, proseguirà ancora per un tempo indefinito. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3352055316131865339?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3352055316131865339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3352055316131865339&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3352055316131865339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3352055316131865339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/07/centrosinistra-palemo-i-pezzi-che-non.html' title='Centrosinistra a Palemo: i pezzi che non combaciano.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2405798840874133264</id><published>2011-07-15T10:38:00.000+02:00</published><updated>2011-07-15T10:38:11.137+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Palermo'/><title type='text'>Dopo dieci anni ci riprovano.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 15 LUGLIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina I &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le primarie a sinistra servono solo per litigare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutti nel centrosinistra vogliono le primarie per decidere la candidatura a sindaco di Palermo. Le desiderano talmente tanto che non riescono a identificare una data per celebrarle. Strano, no? Ma il centrosinistra palermitano ci ha abituati a questo e altro. All´inizio del decennio, correva l´anno 2001, si doveva individuare il successore di Leoluca Orlando. Un sindaco, al di là delle controverse opinioni sul suo operato, molto popolare, soprattutto nei quartieri periferici. Dunque un´esperienza facile da difendere in campagna elettorale. Sapete come andò. I tanti egocentrismi si misero subito all´opera e si confezionò il delitto politico perfetto. Si arrivò all´ultimo minuto e si consegnò allegramente per più di due lustri la città al non governo. Dopo dieci anni tornano sul luogo del misfatto. E ci riprovano. Questa volta il punto di partenza non è l´era orlandiana da monetizzare ai seggi. Il compito sarebbe ancora più semplice. Devono solo passare all´incasso, sfruttando il baratro di una doppia legislatura disastrosa. Tanto Orlando aveva raggiunto l´apice del gradimento nei rioni popolari, quelli dove si vincono e si perdono le elezioni, tanto è netta l´avversione di quella grande fetta di elettorato verso il sindaco in carica, le sue molteplici giunte e i partiti che ancora lo sostengono. Forse stando fermo il centrosinistra riuscirebbe a vincere senza faticare più di tanto. Invece no. Hanno iniziato da tempo ad agitarsi l´un contro l´altro armati. Se non è una replica del 2001, poco ci manca. Vedremo quanto ci metteranno per individuare un giorno in cui chiamare i votanti ai gazebo. I malpancisti verso le primarie affermano che esse sono soltanto uno strumento. Benissimo, lo utilizzino. Non garantiscono la vittoria? Ma chi ha mai detto che l´elezione primaria è un viatico sicuro per alzare la coppa al cielo? Del resto, neanche il non farle porta bene. Prendete le regionali del 2008, quando una parte del Pd, quella che oggi benedice Lombardo, impose la candidatura alla presidenza infischiandosene di gazebo con annessi e connessi. L´attuale governatore vinse facile, rifilando al centrosinistra un cappotto molto presto dimenticato e per il quale nessuno ha pagato alcun prezzo politico. La segreteria provinciale del Pd sarebbe d´accordo, a parole, sulle primarie. Vedremo se lo stimolo lanciato da tre deputati regionali democratici servirà al partito per cimentarsi nell´immane sforzo di indicare un giorno del calendario nel prossimo autunno. Rispetto al quale chi deve risolvere le contraddizioni, per primi gli stessi democratici, avrà un limite temporale certo e improcrastinabile per farlo. Questo dovrebbe capirlo anche Italia dei valori, che prima di indire le primarie vuole il programma. Di simili pezzi di carta son piene le fosse. L´impressione che si ha, e non è la prima volta, che l´elezione primaria, da possibilità di scelta in mano agli elettori, si voglia trasformare in un corpo contundente che il ceto politico si lancia contro nella lotta tra partiti e ra correnti interne. Piuttosto che perdersi ancora in chiacchiere inutili, il centrosinistra metta in campo tutte le candidature e dia una vera possibilità di scelta al popolo dei gazebo. Non ci si trinceri a oltranza dietro la situazione politica che si è venuta a creare alla Regione. Quest´ultima, infatti, può essere un doppio comodo alibi per restare immobili. Sia per chi l´appoggia, e intende aspettare chissà cosa per sbloccare la situazione, sia per coloro che non la digeriscono. I quali, paradossalmente, rischiano di alimentare lo stesso gioco dell´attendismo a oltranza già praticato, per altre ragioni, nel 2001. Non vorremmo che il centrosinistra, come dieci anni addietro, perso alla ricerca dell´ottimo e smarrito nel dedalo dei molteplici e vani ultimatum, lanciati da una parte all´altra, dimentichi il drammatico presente di questa città e la riconsegni, come un pacco regalo, alla stessa parte politica che l´ha malamente, o per nulla, amministrata. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2405798840874133264?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2405798840874133264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2405798840874133264&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2405798840874133264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2405798840874133264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/07/dopo-dieci-anni-ci-riprovano.html' title='Dopo dieci anni ci riprovano.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7029348688637685774</id><published>2011-07-11T11:15:00.000+02:00</published><updated>2011-07-11T11:15:36.138+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Elezioni a Palermo: il centrosinistra e Santa Rosalia.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LIVESICILIA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;lunedì 11 luglio 2011 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/07/11/il-centrosinistra-disperso-in-vista-delle-elezioni/"&gt;Il centrosinistra disperso in vista delle elezioni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il dibattito nel centrosinistra, per le prossime amministrative a Palermo, si riaccende e si spegne come l’albero di natale, a intermittenza. A fiammate improvvise, fanno seguito settimane di silenzio. Ogni volta che lo intravediamo, si parla incessantemente del perimetro dello schieramento da presentare alle urne, senza arrivare mai a un punto fermo. E’, diciamocelo, un problema per il quale i palermitani di questa area politica, e anche gli altri che potrebbero votarla, non ci dormono la notte. Stolti come sono, mica vorrebbero avere un sindaco vero, degli assessori competenti e non dei prestanome, un consiglio comunale efficiente e non un’accozzaglia politica indistinta. Non vogliono proprio sentire ragioni. Si sono fissati con questo fatto delle alleanze e non ci può niente per smuoverli. E’ inutile dirgli che si voterà tra nove mesi e che ci vuole più concretezza e velocità nel delineare l’ampiezza della compagnia, dei candidati a sindaco che non indichino la luna, ma pochi e qualificati punti programmatici, la possibilità di sceglierne uno attraverso le primarie e poi iniziare la navigazione, per vedere cosa è rimasto di Palermo dopo dieci anni di non governo e capire da dove cominciare per recuperare qualcosa. Niente ci può. Loro continuano a interrogarsi sui massimi sistemi dell’aritmetica politica. Quanto farà questo più quello? Sempre a perdete tempo con queste quisquilie. Anche a Borgo Nuovo e allo Zen. Nei bar di quei rioni non si parla d’altro. Meno male che almeno i partiti e i movimenti hanno le idee chiare. Il Pd, per dire, ha già fissato improrogabilmente, nel periodo compreso tra settembre 2011 e gennaio 2012, un’assemblea cittadina di partito per decidere senza mezzi termini il da farsi. Lo sforzo è serio. L’incontro, come da tradizione consolidata, sarà opportunamente spostato di mese in mese, sino alla vigilia delle elezioni, quando si svolgerà alla presenza del solito inviato da Roma. Per non perdere ulteriore tempo, mica stanno ad asciugare le balate della Vucciria, come direbbe Bersani, è già pronto l’ennesimo fondamentale comunicato. Che solo all’apparenza non dirà nulla, ma sarà capito senz’altro dagli abitanti di Brancaccio e del Capo. Così la smetteranno di riunirsi quotidianamente nelle ridenti e fiorite piazze dei loro quartieri prendendosi a male parole dalle tribune contrapposte di riformisti, rivoluzionari e inciucisti. Stanno lavorando alacremente pure Idv, Sel e Movimenti vari. Quest’ultimi così osmoticamente uniti che manco si parlano più. Ma lo fanno per disorientare meglio l’avversario. Tutti insieme, Idv, Sel e movimenti, vogliono le primarie ad ogni costo. Legittimamente, le pretendono però allo stato puro, senza pericolose contaminazioni. Ciò forse aiuterà gli abitanti del Cep e dello Sperone a smetterla di pensare ossessivamente, come fanno da mesi, al temuto ingresso delle truppe finiane, casiniane e lombardiane nel sacro recinto dei gazebo. Insomma, mentre i cittadini perdono tempo affogati nel politichese, disinteressandosi beatamente dei problemi della città, i partiti e i movimenti del centrosinistra lavorano sodo e mirano alla sostanza, alla celerità e alla chiarezza. Ciò contribuirà a far dirottare verso un atteggiamento più costruttivo anche Santa Rosalia, lassù sul Monte Pellegrino. Sembra che negli ultimi tempi la santuzza sia distratta e non si interessi più del destino di Palermo. Incredibilmente, ci dicono, la vedrebbe bella e fiorente. Tutto perché si è incaponita a meditare giorno e notte sul regolamento delle primarie perfette.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7029348688637685774?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7029348688637685774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7029348688637685774&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7029348688637685774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7029348688637685774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/07/elezioni-palermo-il-centrosinistra-e.html' title='Elezioni a Palermo: il centrosinistra e Santa Rosalia.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1588014439376283575</id><published>2011-07-11T08:16:00.000+02:00</published><updated>2011-07-11T08:16:23.028+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Numeri'/><title type='text'>Sicilia: mezzi pubblici cercasi.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;La Repubblica Palermo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;09 luglio 2011 — pagina 21 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;L' AUTOBUS CHE NON C' È&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Offerta di mezzi pubblici urbani ogni diecimila abitanti: Milano 20,9, Venezia 16,5, Torino 15,8. Sicilia: Catania 11,7, Palermo 8,5, Messina 3,4. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1588014439376283575?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1588014439376283575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1588014439376283575&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1588014439376283575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1588014439376283575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/07/sicilia-mezzi-pubblici-cercasi.html' title='Sicilia: mezzi pubblici cercasi.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2788398799482197292</id><published>2011-06-09T14:38:00.000+02:00</published><updated>2011-06-09T14:38:36.599+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>AMAT, tre al posto di uno.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Ma non c’è solo la Gesip…&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;giovedì 9 giugno 2011 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non solo Gesip. Non abbiamo, ad esempio, più notizie dell’Amat dopo che è stato bocciato dal consiglio comunale, era il 12 maggio, il piano industriale dell’azienda. Da Palazzo delle Aquile avevano chiesto che quel budget venisse ripresentato dopo quindici giorni con opportuni tagli. Forse ci siamo distratti, ma ci pare che niente è più accaduto. E magari domani, passato (ma passerà?) il ciclone Gesip, ci ritroveremo con il tornado Amat. Difficile capire di chi è la colpa di ciò che non funziona in una grande metropoli dopo dieci anni di triste disamministrazione. Da tempo la politica è fuggita da Palermo. Diventa dunque ardua ogni puntuale analisi dei torti e delle ragioni. Ci sono, tuttavia, nella gestione di un’azienda, aspetti che forse non dipendono dalla politica, almeno non direttamente, ma innanzitutto dall’ordinaria e corretta gestione delle risorse umane. Confindustria Sicilia ha recentemente affermato che bisognerebbe privatizzare i servizi che forniscono, si fa per dire, le società partecipate dal Comune. Non sappiamo se questa potrebbe essere la soluzione. E’ certo, però, che con una gestione davvero privata, alcune prassi consolidate non si vedrebbero neanche con il cannocchiale. Chi fa impresa, rischiando di proprio e non mettendo continuamente le mani nei fondi pubblici, deve fare degli utili. E i profitti si raggiungono, in primo luogo, ottimizzando, e non sprecando, le risorse umane di cui si dispone. Sia chiaro, in Sicilia questo sciupio è la norma, neanche ce n’accorgiamo più. L’altra settimana, in un ufficio comunale, cinque impiegati discutevano, nell’atrio, amabilmente e calorosamente, dell’ultima sfortunata impresa calcistica del Palermo. Poi, all’interno, l’impiegata è stata cordiale ed efficiente. Insomma, alle nostre latitudini ci siamo abituati a vedere, per ogni servizio reso dagli uffici pubblici, un numero di stipendiati largamente superiore alla bisogna. E’ come quando piove a Londra o c’è nebbia in Val Padana. Ma in certi giorni, forse perché sei più libero da altri pensieri, ci fai caso. Il fatto è il seguente. Nell’ora di punta, circa le 13, di un giorno feriale e assolato di quasi estate, dunque con tantissima gente in giro, improvvisamente, nel bus 102, una delle due linee, insieme al 101, più servite e utilizzate della città, si materializza un controllo dei titoli di viaggio. Normale amministrazione, o quasi, visto che i tantissimi che non pagano a Palermo hanno molte probabilità di farla franca. Chi ha il biglietto lo esibisce, c’è chi si affretta tumultuosamente a compilarlo a penna e chi serenamente prepara direttamente il documento per la multa in arrivo, senza scomporsi più di tanto. Tutto si svolge in un silenzio e in una compostezza quasi nordici. L’unica cosa che stona è il numero d’uniformi in giro. Tre. Tanti sono gli addetti che si prodigano a verificare paganti ed eventuali portoghesi. Perché un drappello così consistente di controllori, in un tratto al centro del capoluogo e in un’ora tra le meno solitarie? Non siamo mica in un quartiere dell’estrema periferia palermitana in orario serale e durante un temporale invernale. E anche in quel caso tre impiegati, ne converrete, sarebbero pure troppi. Due basterebbero. Ma ci troviamo nel salotto di Palermo, dove è facile far convergere, se ve ne fosse bisogno, quasi istantaneamente le forze dell’ordine. Ora, noi non siamo esperti di conti e di strategie aziendali. Sarà per questo che ci sembra semplice pensare che se nelle due linee di trasporto pubblico solitamente più affollate della quinta città d’Italia, si riuscisse, sempre, a fare pagare tutti, i conti dell’Amat non potrebbero che averne giovamento, prendendo un po’ di respiro. Allora, se invece di tre addetti nello stesso autobus, nelle due linee suddette, se ne facesse salire uno per ogni vettura che transita, si potrebbero controllare, praticamente a tappeto, e comunque più rapidamente e con più efficacia, quasi tutti i passeggeri. Elementare, Watson! Probabilmente, tuttavia, incompetenti come siamo di piani aziendali, tanto elementare non sarà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2788398799482197292?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2788398799482197292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2788398799482197292&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2788398799482197292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2788398799482197292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/06/amat-tre-al-posto-di-uno.html' title='AMAT, tre al posto di uno.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8726891968746084861</id><published>2011-06-03T09:19:00.000+02:00</published><updated>2011-06-03T09:19:55.180+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Numeri'/><title type='text'>Sicilia: assistenzialismo senza assistenza.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 03 GIUGNO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XI &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;NUMERI&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;L´ASSISTENZA SOCIALE &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesa pro-capite annuale per l´assistenza sociale: in Val d´Aosta 263 euro, in Sicilia 70,3. Media italiana: 111 euro. Posizione della Sicilia nella classifica nazionale: quindicesima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8726891968746084861?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8726891968746084861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8726891968746084861&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8726891968746084861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8726891968746084861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/06/sicilia-assistenzialismo-senza.html' title='Sicilia: assistenzialismo senza assistenza.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3026750531650096984</id><published>2011-05-27T13:34:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T13:34:17.504+02:00</updated><title type='text'>Sicilia: più autoscuole meno controlli.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – VENERDÌ 27 MAGGIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XVIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;AUTOSCUOLE E PATENTI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;FRANCESCO PALAZZO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autoscuole in Italia: 7.140. In Lombardia ce ne sono 976, una ogni 10.109 abitanti. In Sicilia 793, una ogni 6.362 abitanti. Idonei agli esami ogni 10.000 abitanti: in Lombardia 13, in Sicilia 19.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3026750531650096984?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3026750531650096984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3026750531650096984&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3026750531650096984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3026750531650096984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/05/sicilia-piu-autoscuole-meno-controlli.html' title='Sicilia: più autoscuole meno controlli.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8079070702808587498</id><published>2011-05-27T13:19:00.000+02:00</published><updated>2011-05-27T13:19:35.644+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Festa sotto la Mole, annacamenti sotto Monte Pellegrino.</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;27 5 2011&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;Pag. 47&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se Milano è un altro pianeta&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Il risultato elettorale che giunge da Milano, in attesa di conoscere l'esito del ballottaggio, sembra provenire da un altro pianeta rispetto al dibattito intorno al quale ci si arrovella a Palermo. Governo tecnico o politico alla regione? Primarie o no per le amministrative palermitane? Chi si credeva d'essere l'avanguardia dell'azione politica italiana, potrebbe scoprirsi oggi a gestire l'ultimo scampolo di passato. Il 15 e il 16 maggio la capitale morale ha cominciato a disegnare il futuro. Ci ritroviamo, ad esempio, ad alimentare una spinta autonomista che ha trovato più di una sponda in casa democratica. Addirittura si afferma che la Sicilia potrebbe farcela da sola. Una battuta, sconcertante, che fa il paio con la solita litania del “non faremo più un solo precario”, recitata mentre si fanno altri precari. E ciò mentre il leghismo comincia a mostrare i primi segni di seria incrinatura nella sua città simbolo e in altri comuni dove prima spopolava. Coltivando il particolarismo sicilianista, come si faceva nell'ottocento, fatto tra l'altro di pianti, sprechi e incapacità a spendere i fondi comunitari, più che moderni sembriamo fuori tempo massimo. Si deve evidenziare un altro aspetto. Mentre nella città di Palermo, il PD aspetta chissà cosa per procedere verso le primarie, magari per giungere all'ultimo momento presentando un candidato e delle liste deboli, a Milano, ma non solo, proprio i gazebo hanno salvato, individuando una figura convincente e convinta come Pisapia, tutto il centrosinistra. Si badi bene, senza l'apporto del terzo polo. E non è che nel capoluogo lombardo siamo in Emilia Romagna. L''ultimo sindaco non di centrodestra si è avuto vent'anni fa. Al momento il PD, in Sicilia, può dire più di una parola. Sia perché senza il suo apporto il governo regionale non campa più di cinque minuti, sia per il motivo che il voto di metà maggio da ai bersaniani nuova linfa. Una riflessione va fatta su questa storia che il tracollo berlusconiano al nord abbia avuto inizio in Sicilia e ne sia diretta conseguenza. Chi nel PD sostiene questa tesi, dimentica che a Milano, Berlusconi ha perso le elezioni, in Sicilia ancora no. A Palermo e Catania da un decennio il centrodestra esce vittorioso dalle urne. Alla Regione la coalizione berlusconiana ha stravinto nel 2001, nel 2006 e nel 2008, in quest'ultimo caso umiliando l'avversario. Il PD è al governo, forse ogni tanto se lo scorda, attraverso un'operazione di palazzo. A Milano è accaduto esattamente il contrario. Tutto si sta svolgendo fuori dal palazzo. La trama del film, dunque, è un po' diversa da come ci viene raccontata dai democratici siculi. E forse lo sanno bene pure loro, visto che vanno a festeggiare Fassino nel capoluogo piemontese, e non sanno, a dieci mesi dal confronto elettorale, che pesci prendere in quello siciliano. In coda al ragionamento, va inserita una chiosa sulla legge elettorale. Quella siciliana per gli enti locali è stata riformata. Il voto di lista non trascinerà più il candidato sindaco verso cui l'elettore non esprimerà un segno di approvazione. Una possibilità in più di scelta. Tutta salute. I democratici sostengono che si avranno migliori sindaci e il centrodestra non sarà più favorito dalle liste forti che in genere presenta. Allora si potrebbe pensare che è per questo che a Milano, Bologna, Torino, Cagliari e altrove, si sono registrati risultati soddisfacenti. Si sorprenderanno, quelli del PD, nel sapere che i milanesi, i bolognesi, i torinesi, i cagliaritani e tanti altri, hanno votato, nei comuni con più di quindicimila abitanti, con la regola elettorale che in Sicilia è stata appena abrogata. Significa che l'elettorato siciliano è analfabeta, non sa votare, appoggia inconsapevolmente sindaci che mai voterebbe, mentre in tutto il resto d'Italia sono tutti più intelligenti? No, vuol dire soltanto che se riesci a cambiare la proposta politica l'elettorato lo capisce. Dove non sei in grado di farlo, come a Napoli, vieni punito. Il PD e il centrosinistra, in Sicilia, sono più vicini a Milano o a Napoli?&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8079070702808587498?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8079070702808587498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8079070702808587498&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8079070702808587498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8079070702808587498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/05/festa-sotto-la-mole-annacamenti-sotto.html' title='Festa sotto la Mole, annacamenti sotto Monte Pellegrino.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-374125758107526379</id><published>2011-05-20T08:48:00.000+02:00</published><updated>2011-05-20T08:48:16.311+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Religione, le masse e il potere</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;CENTONOVE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;20 maggio 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Pag. 47&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Omofobia, la veglia negata&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;La querelle sulla veglia contro l'omofobia, negata dalla curia palermitana e svoltasi lo stesso il 12 maggio, di fronte ad un portone chiuso che faceva intravedere una chiesa illuminata, rimanda, a ben vedere, al di là delle controversie dialettiche sulla circostanza in questione, circa la quale è stato detto più o meno tutto, a una storia di ordinario rapporto con il potere. Sì, proprio così. Né più, né meno. Tutta la storia traccia, infatti, una dinamica, sin troppo conosciuta e assai antica, circa il nesso perverso tra chi il potere, compreso quello religioso, esercita, e chi il potere, sempre compreso quello religioso, subisce. Se la chiesa cattolica autorizza, per ben due anni di seguito, ossia nel 2008 (4 aprile) e nel 2009 (17 maggio), la veglia contro l'omofobia a Palermo, dentro una chiesa cattolica, quella di San Saverio all'Albergheria, due eventi abbastanza pubblicizzati, va benissimo che ciò accada. Tutti allineati e coperti i credenti in Dio, Patria e famiglia eterosessuale di stretta osservanza. L'ha detto il capo e non è il caso di scomodare né la linea ufficiale del cattolicesimo sugli omosessuali, meglio omoaffettivi, visto che il sesso non copre certo tutta la gamma dell'affettività umana, come tendono a credere i cattolici, né quel documento del 1986 dell'attuale papa Benedetto XVI, quando ancora c'era, pensate un po', tutto intero il muro di Berlino. Se nel 2011, due anni dopo, non dopo due secoli, sempre la stessa chiesa, e sempre lo stesso arcivescovo di Palermo, divenuto nel frattempo cardinale, dice che no, quel momento di preghiera non si può più celebrare, almeno non dentro un luogo cosiddetto sacro, ecco che quei fedeli, che nel 2008 e 2009 non avevano avuto niente da obiettare, si ricordano che in effetti a Roma c'è un certo orientamento sull'omosessualità che bisogna rispettare alla lettera. E che il cardinale non aveva alternative. Dimenticando, il potere è così, basta un suo pronunciamento per cancellare pure la memoria recente e far cambiare la curva da cui tifare, che due e tre anni prima l'alternativa c'era stata eccome. E poi rispolverano, sempre i fedeli, che forse lo sconoscevano del tutto un minuto prima, ma solo perché il potere lo tira questa volta giù da uno scaffale impolverato, quel preziosissimo e inestimabile documento del 1986 sull'atteggiamento da tenere verso chi ama persone dello stesso sesso. Che ogni cattolico, palermitano e siciliano, terrà senz'altro sopra il comodino per le riflessioni serali, dopo le preghiere di rito. Magari prendendo casualmente di esso quella parte che più conviene citare al potere per confermare se stesso e confermarsi agli occhi e alle orecchie dei credenti e praticanti più sensibili alle direttive che provengono dall'alto a corrente alternata. Cosa ricavare, infine, da questa vicenda? Non so voi, ma io una certa idea me la sono fatta. Talvolta, per non dire sempre, ci perdiamo in analisi e contro analisi, polemiche e contro polemiche. Guardiamo il dito e non scrutiamo più la luna. Smarriamo, così facendo, quelle che si presentano a noi come evidenze macroscopiche e di lunga, lunghissima, durata. E il rapporto delle masse con il potere, qualsiasi sia la forma in cui esso si incarna storicamente, sacro o profano che sia, qualsiasi sia la forma che le massa assume di volta in volta, è certamente una di queste. Le masse, senza neanche accorgersene, quasi in maniera istintiva, imitano e lusingano il potere, o il più forte che è lo stesso, nelle sue, ondivaghe e interessate, piroette. Nel caso specifico, se domattina dalle stanze papali uscisse fuori la buona novella che l'omoaffettività è benedetta da Dio, al pari di tutte le altre manifestazioni d'amore, state certi che un miliardo di cattolici si convincerebbe dopo un paio di minuti e si farebbe alfiere irremovibile del nuovo verbo. La prossima volta che ci accapiglieremo su qualcosa, ricordiamocelo questo umanissimo aspetto che copre millenni di storia umana. Ci servirà a non disperdere fiumi di parole che disorientano e ci aiuterà a focalizzare l'essenziale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-374125758107526379?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/374125758107526379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=374125758107526379&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/374125758107526379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/374125758107526379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/05/religione-le-masse-e-il-potere.html' title='Religione, le masse e il potere'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4277992026620673790</id><published>2011-05-07T14:15:00.000+02:00</published><updated>2011-05-07T14:15:42.806+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Sei omosessuale? E io, in nome di Cristo, ti chiudo la porta in faccia.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LiveSicilia&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;7 5 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/05/07/ma-il-cardinale-romeo-dovrebberivedere-la-sua-posizione/"&gt;Ma il cardinale Paolo Romeo dovrebbe rivedere la sua posizione&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, ha proibito la celebrazione di una veglia in una chiesa palermitana, quella di Santa Lucia, prevista e già autorizzata da un padre comboniano per il 12 maggio, organizzata per ricordare, in vista della giornata mondiale che si terrà il 17, le vittime dell’omofobia. Questa è la notizia. La veglia, che comunque i richiedenti sono intenzionati a fare pure in piazza, davanti la chiesa chiusa, precede il Gay Pride Palermo, che si svolgerà, con tante iniziative, dal 14 al 21 maggio. Proprio il 21 ci sarà, come nel 2010, il corteo e già alcuni manifesti che lo pubblicizzano sono stati imbrattati con scritte offensive. Si suppone da parte di eterosessuali maschi, perché le donne queste cose non le fanno, che hanno evidentemente più testosterone in circolo che neuroni nel cervello. Una non meglio precisata, da parte dell’ufficio stampa della curia, norma del diritto canonico e un documento del 1986 dell’attuale papa, impediscono che tale momento si svolga dentro una chiesa. Resta da capire perché altrove, in Italia e nel resto del mondo, si può e a Palermo no. Dagli ambienti curiali fanno sapere che i cattolici sono sempre vicini alle persone omosessuali, ma non possono che opporsi al male, al peccato, al vizio. La paura, inoltre, è quella che si utilizzi, ci è stato incredibilmente detto, un momento di preghiera per farsi pubblicità. Difficile capire che marchio o che prodotto pubblicizzino gli omosessuali, questo ce lo faremo spiegare meglio la prossima volta. Ci pare, invece, che una richiesta proveniente da credenti, perché di questo stiamo parlando, in qualsiasi modo essi esprimano la loro sessualità, non dovrebbe che trovare pronta accoglienza da parte di chi guida la chiesa palermitana e da parte di tutti i fedeli che ad essa fanno riferimento. Qui, si badi bene, non si chiede all’alto prelato, o alla chiesa locale, di rivedere la dottrina sull’omosessualità, ammesso che quest’ultima abbia un senso scientifico e sia radicata nella predicazione del Gesù dei vangeli. Semplicemente, alcuni credenti vorrebbero utilizzare un luogo di culto per esprimere, con il linguaggio tipico di chi ha il dono della fede, la condanna verso ogni forma di discriminazione omofobica. In qualsiasi modo essa si presenti. Anche se si concretizza sotto la sembianza, non se l’abbia a male la chiesa di Palermo e il suo capo, della negazione di uno spazio. Perché, a volte, o quasi sempre, negare un luogo fisico, che in questo caso è anche un luogo spirituale, può coincidere, certo senza che se ne abbia la volontà specifica, con il negare l’identità più intima di ogni singola persona che ne fa richiesta. La quale non può essere esclusa, perché questo di fatto accade nel caso in questione, solo perché non se ne condivide la condotta sessuale. La vicinanza dei cattolici alla vita degli esseri umani, non può essere soltanto teorica e poi infrangersi miseramente nel momento in cui essa deve palesarsi con una visibile azione pastorale di accoglienza. Non possiamo che augurarci, quindi, anche se è molto difficile, che il cardinale Romeo ci ripensi. Sappia che non ci perderebbe nessuno. Insieme a lui, infatti, ci guadagnerebbe tanto non soltanto la collettività dei cattolici, ma tutta la comunità cittadina. Purtroppo, l’unico precedente non è incoraggiante in tal senso. Pure lo scorso anno un parroco aveva accettato di ospitare la veglia, ma a pochi giorni dall’evento venne richiamato dalla gerarchia a fare un passo indietro, adducendo come motivazione di facciata che la porta della chiesa non voleva più saperne di aprirsi. Non è una barzelletta, è andata proprio così. In quell’occasione i partecipanti furono ospitati nel vicino tempio dei valdesi. Anche quest’anno, c’informa il pastore Giuseppe Ficara, il 22 maggio sarà ricordata solennemente la giornata mondiale contro l’omofobia durante il culto domenicale, quindi nel momento centrale per i valdesi palermitani. Che pregano lo stesso Cristo dei cattolici, ma indiscutibilmente, o almeno in questa vicenda, con diverso profitto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4277992026620673790?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4277992026620673790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4277992026620673790&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4277992026620673790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4277992026620673790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/05/sei-omosessuale-e-io-in-nome-di-cristo.html' title='Sei omosessuale? E io, in nome di Cristo, ti chiudo la porta in faccia.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8987527941428457861</id><published>2011-05-06T08:46:00.000+02:00</published><updated>2011-05-06T08:46:02.327+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Tabella H: cambiare nome ma non abitudini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;CENTONOVE &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;6 maggio 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. 46&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se la Tabella H cambia nome&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Quando non si possono, e non si vogliono, cambiare le cose, si cambiano le parole. Se non ci si vuole neanche sobbarcare la fatica di mutare i vocaboli, basta utilizzare qualche altra lettera dell'alfabeto. E il gioco è&amp;nbsp; fatto. In fondo è&amp;nbsp;abbastanza semplice. Uno strumento di spartizione, ad personam e ad associazionem, che prima si chiamava tabella H, è stato chiamato tabella B. Un balzo all'indietro di ben sei caselle nel gioco dell'oca alfabetico, per quella che comunque, e chissà per quanto tempo ancora, si continuerà a chiamare tabella ex H o direttamente H. Ma è solo un gioco di prestigio. Uno dei tanti a cui ci ha abituato il parlamento più vecchio d'Europa. La sostanza è sempre la stessa. Piccioli mansi, soldi facili, da spendere più o meno allegramente. Pare che dietro ad ogni finanziamento, a questa o quella realtà associativa, certo con qualche eccezione, si possa pure mettere la fotografia sorridente di questo o quel deputato. Ogni sodalizio ha un big sponsor, i più importanti ne hanno più d'uno. Chi non riesce a trovare un santo in paradiso, che in questo caso coincide con gli scranni dell'ARS, è tagliato fuori dalla suddivisione della succulenta torta. Perché, diciamolo chiaramente, tanti ci provano ad entrare nel circo del finanziamento facile. Tuttavia. per molti, pur sforzandosi al massimo, è più facile passare dalla cruna dell'ago che entrare nel regno dei salvati. Come si legge nel vangelo di Matteo, “molti sono i chiamati, ma pochi gli eletti”. E non ci riferiamo ai novanta onorevoli dell'ARS, che invece sono tanti e dei quali occorre placare i diversi appetiti, talvolta, come abbiamo visto ultimamente, graziosamente contemplati pure dal codice penale, ma proprio a coloro che accedono a questo tipo di finanziamenti. Che non si pongono il problema di modificare questo osceno mercato delle vacche. Grasse. E non se lo pongono perché chi è dentro il sistema ha raggiunto il suo scopo e chi non c'è tenta di entrarci con gli stessi criteri. Qualcuno si oppone. Conosco un solo caso, il Centro siciliano di documentazione Impastato, che scrive nella homepage del sito: “Il centro è autofinanziato perché contesta le pratiche clientelari di erogazione del denaro pubblico”. Ma è talmente isolato, anche se autorevole, che non da alcun fastidio al meccanismo ben oleato che ogni anno si mette in moto con scientifica precisione. Poi, magari, così va la vita, ci tocca di assistere a lezioni di moralità, e di richiamo alla buona politica, proprio dalle stesse realtà che ricevono i soldi, pubblici lo sottolineiamo ancora, seguendo una prassi che è giusto chiamare con il nome corretto: clientelare. Né più, né meno. Si tratta, poi, di contributi con molti zeri, a fondo perduto. Non si capisce come si fa, in tempi di crisi, con le casse regionali in quasi bancarotta, quando a molti si chiede di tirare la cinghia, a scucire cinquanta milioni di euro in questo modo. Anni addietro, proprio per garantire risorse a chi ne ha veramente bisogno, si era avanzata la proposta che, ove possibile, la regione fornisse esclusivamente beni e servizi, garantendo controlli serrati nelle rendicontazioni. Ovviamente, non se ne fece niente. Il perché è possibile comprenderlo da un frangente della seduta dell'ARS di giovedì 28 aprile. A un certo punto, un deputato, agitando la lista con la rimodulazione dei fondi, ha esclamato: “qui c'è la prossima campagna elettorale”. Ogni tanto un po' di verità è possibile rintracciarla pure negli atti parlamentari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8987527941428457861?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8987527941428457861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8987527941428457861&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8987527941428457861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8987527941428457861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/05/tabella-h-cambiare-nome-ma-non.html' title='Tabella H: cambiare nome ma non abitudini'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-109775320859180864</id><published>2011-05-05T08:11:00.000+02:00</published><updated>2011-05-05T08:11:26.001+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD Sicilia: sino alle elezioni non ci meniamo più</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;4 5 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/05/04/se-il-pd-non-prende-atto-di-un-fallimento/"&gt;Se il PD non prende atto di un fallimento&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;L’esito dell’ultima assise del PD siciliano conferma quanto già sapevamo e ci racconta una sola verità. Intanto, abbiamo l’assemblea regionale del partito spostabile a piacimento di mese in mese. La prossima data è il 19 giugno. Una seconda, risaputa, questione è costituita dalla partecipazione al governo cosiddetto tecnico. Ebbene, tale esecutivo è stato presentato dal PD come quello che stava cambiando le sorti della Sicilia. Tuttavia, per coerenza, se ne dichiarava il de profundis già qualche mese dopo averlo formato. Ora siamo giunti alla celebrazione del funerale. Si aggiunge, nel comunicato doroteo diramato dopo l’incontro svoltosi sotto la supervisione dell’inviato romano, che nell’azione di governo, il quarto, vi sono state luci e ombre. Se consideriamo che si è consentito ad esso, proprio dal suo più convinto sostenitore, il PD, soltanto otto mesi di vita stentata, criticandolo un giorno sì e uno pure, è a tutti chiaro che né di luci, né di ombre, dobbiamo parlare. Ma di buio pesto. I siciliani lo sanno da tempo, adesso anche i democratici lo confermano ufficialmente. Un terzo aspetto, che conoscevamo pure prima del conclave, viene fuori dalla riunione dei democratici. Si tratta del referendum elasticizzato, deformabile nel tempo e nello spazio, che adesso accontenterà un po’ tutti. Pro lombardiani e tifosi della parte avversa. Guelfi e ghibellini, palermitani e catanesi. Quelli che non lo volevano ma che ora si sono convinti, tanto non conta più un tubo, e quelli che hanno raccolto cinquemila firme per farlo celebrare, tanto lo hanno già venduto al miglior offerente sull’altare del possibile governo politico. Si svolgerà a settembre. Sul mese e sull’anno è consigliabile non scommettere un solo euro. Proprio sul futuro, le frasi del comunicato del Partito Democratico, centonovantuno parole per quattordici righe, raggiungono il top del già sentito e del paradossale. Perché ora si tratterebbe di verificare “se esistono le condizioni per una nuova fase politica delle forze progressiste, moderate e autonomiste all’insegna dell’innovazione”. Uno, a questo punto, potrebbe ricordare che proprio sullo strumento principale dell’eventuale coesione della coalizione, il bilancio della regione, è appena franato miseramente lo schieramento (MPA, PD, FLI, UDC e API) che sostiene il governatore e il suo quarto governo ormai passato a miglior vita. Invece di prendere atto di questo fallimento, ossia un esecutivo che campa niente e un bilancio che fa venire i brividi, cosa fanno i democratici? Tentano di allargare questa esperienza, già rotolata nel burrone, per bocca e per mano degli stessi piddini, anche alle altre forze del centrosinistra assenti nel parlamento siciliano, Sinistra e Libertà e Italia dei Valori. Come se fosse stata non una Caporetto, ma una limpida e trionfale affermazione sui fondamentali assi dei provvedimenti governativi e dei conti del bilancio. Che si sono potuti chiudere soltanto mettendo in conto risorse finanziarie che ancora il governo nazionale deve scucire, mentre i fondi europei 2007-2013 non riusciamo a spenderli. Veniamo all’unica parte del comunicato, per il resto fatto di aria fritta, credibile e al vero motivo del chiarimento tra i capoccia democratici. “Un banco di prova importante – leggiamo - saranno le prossime elezioni amministrative”. Ecco qual è il punto. Siccome a fine mese si vota, è stata semplicemente siglata una sospensione delle ostilità sino ai ballottaggi. Per dirlo, al segretario regionale del Partito Democratico, bastavano soltanto diciassette parole. Le seguenti: “speriamo di non prendere una bella botta alle amministrative, firmata tregua, incrociamo le dita, passo e chiudo”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-109775320859180864?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/109775320859180864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=109775320859180864&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/109775320859180864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/109775320859180864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/05/pd-sicilia-sino-alle-elezioni-non-ci.html' title='PD Sicilia: sino alle elezioni non ci meniamo più'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1704342914036229322</id><published>2011-04-27T09:31:00.001+02:00</published><updated>2011-04-27T09:33:12.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scuola'/><title type='text'>Molti cento e pochi stranieri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;MERCOLEDÌ 27 APRILE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. X&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;SICILIANI E NAPOLETANI&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Diplomati con il massimo dei voti (100): 28.809. In Campania 3.960, in Sicilia 3.248. Posizione della Sicilia nella classifica nazionale: seconda. Studenti non italiani nelle scuole superiori: 130.012. In Lombardia 28.292, in Sicilia 3.156. Posizione della Sicilia: tredicesima.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1704342914036229322?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1704342914036229322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1704342914036229322&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1704342914036229322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1704342914036229322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/molti-cento-e-pochi-stranieri.html' title='Molti cento e pochi stranieri'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8897785518450887951</id><published>2011-04-26T20:50:00.000+02:00</published><updated>2011-04-26T20:50:28.775+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica e Lavoro'/><title type='text'>Una morte senza nome tra resurrezione e liberazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;martedì 26 aprile 2011 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Morire di non lavoro&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Vangelo del giorno dopo la festa pasquale, ci racconta che le donne, recatesi al sepolcro, ricevono la notizia che Gesù è nuovamente vivo. Cristo senz’altro è resuscitato dappertutto. Nelle società opulente e in quelle dove si muore di fame. E’ risorto pure in Sicilia, nelle case di chi sta bene e in quelle di chi non sa più come andare avanti. Non è resuscitato per niente, invece, il giovane padre di famiglia, nativo di Milena, che si è buttato, alla vigilia di Pasqua, dal cavalcavia che collega Agrigento e Porto Empedocle. Aveva due figli e una moglie. Questo è quel che sappiamo. Si è lanciato nel vuoto della disperazione perché da tempo non riusciva a trovare lavoro. Non ne abbiamo conosciuto neanche il nome. In fondo è quasi un dettaglio. La notizia già c’è tutta e non abbiamo bisogno d’altro. Tanti nomi, infatti, potrebbero sostituirsi al suo, in questa terra, dove molti senza lavoro muoiono civilmente, giorno per giorno, ancor prima che anagraficamente. E anche quando uno straccio d’impiego si trova, è perché si riesce a entrare alla corte di qualche santo molto terreno, inserendosi nell’ennesimo carrozzone di precariato che non crea lavoro. Genera prima sudditanza e poi un qualche ingresso senza senso in qualche ufficio pubblico. Si muore di noia, ma almeno si porta a casa uno stipendio. Al quarantenne di Milena non è, evidentemente, riuscito neanche questo. Non ci sarà nuova vita per lui, né liberazione da niente, visto che abbiamo appena festeggiato la libertà dall’oppressore di ieri, anche se non abbiamo ben chiari gli oppressi e gli oppressori di oggi. Fine della corsa per il giovane siciliano. Non si può chiedere a tutti la grandezza divina, per chi ha fede o dice di averla, di rialzarsi dal proprio letto di morte. Il percorso dei comuni mortali è ben diverso. Quando si muore cala il sipario. Ma questa volta non è stata una tragedia venuta chissà da dove. Non c’è dietro la malattia inattesa che scioglie la carne o un casuale incidente che la disintegra. Oppure la cattiveria plateale dei carnefici che issano un corpo sulla croce. Le cause di un gesto come questo stanno tutte nel vivo della società siciliana. Ci interpellano tutti e in primo luogo chiamano per nome e cognome la politica, qualsiasi sia il significato che ciascuno attribuisce a questa parola e se è ancora possibile evocarla per nome e cognome. Perché, se non sono le istituzioni a creare le precondizioni per il lavoro vero, nel privato e nel pubblico, e non nero e non regalato, tanto pagano le casse pubbliche, chi deve farlo? Chi deve porre le basi affinché i tantissimi che sono dovuti andar via, la maggior parte con titoli di studio e intelligenze eccellenti, possano, ovviamente se vogliono, tornare nella loro terra? Le istituzioni rappresentative, i partiti che portano al loro interno le loro donne e i loro uomini, talvolta ras del voto con l’anima del galoppino, presentano sempre più persone che lavorano per la prossima campagna elettorale e mai per le prossime generazioni. La citazione proviene da una riflessione di un grande della politica italiana, Alcide de Gasperi. Difficile fare resuscitare anche lui. Il problema è che nel nostro paese di persone così ve ne sono sempre meno. Non parliamo della nostra regione. Qui siamo dibattuti tra chi dice, prendendoci per i cosiddetti, che non farà più alcun precario e tra chi poi, di tanto in tanto, impugna la ramazza moralizzatrice per fare pulizia. Che non si fa mai. Mai che si esca da questo circolo vizioso a forma di collo di bottiglia, creando sviluppo e occupazione veri. Un imbuto collettivo ed esistenziale nel quale è rimasto affogato stavolta, e non è la prima volta, e non sarà purtroppo l’ultima, il giovane di Milena. Difficile festeggiare la liberazione, o dirsi buona resurrezione, di fronte ad una morte così. Se non con una massiccia dose d’ipocrisia o una quantità smisurata di speranza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8897785518450887951?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8897785518450887951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8897785518450887951&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8897785518450887951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8897785518450887951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/una-morte-senza-nome-tra-resurrezione-e.html' title='Una morte senza nome tra resurrezione e liberazione'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5451594229987958315</id><published>2011-04-22T10:11:00.000+02:00</published><updated>2011-04-22T10:11:28.331+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Come ti smonto un casello autostradale.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;CENTONOVE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;22 aprile 2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Pag. 45&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Autostrade, chi ci marcia sul pedaggio&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Come si smonta un casello autostradale? E' una domanda che i siciliani dovranno cominciare a porsi da subito. Dal governo regionale, infatti, hanno comunicato che se nella nostra isola, come è stato stabilito dall'esecutivo nazionale, si dovessero davvero iniziare a pagare tratti autostradali sinora gratuiti, come ormai appare certo, un esercito di centomila siculi scenderà in strada e provvederà a smantellare caselli, telepass e fotocamere. Anzi, di più, c'è la certezza che la gente inferocita butti pure a gambe all'aria chi sarà mandato a montare le infrastrutture. E già alcune manifestazioni vi sono state. Tutti i politici siciliani, che ve lo dico a fare, come un sol uomo, trasversalmente, sono impegnati in questa battaglia campale contro il governo centrale. La motivazione è semplice. Come si fa a chiedere di pagare per transitare sopra pezzi d'asfalto ridotti malamente e su cui si continua a contare vittime? Il ragionamento non fa una piega. Uno a zero e palla a centro. Insomma, Roma ladrona e pure ingiusta. Il piatto non è nuovo, fa parte della cucina rivendicazionistica più classica. Ma è una pietanza che fa sempre un certo effetto in qualsiasi menù. Fa muovere ed emozionate le masse e riesce a far dimenticare sempre un piccolo dato essenziale. Cioè la responsabilità delle classi dirigenti locali. Perché, non so se mi spiego, è difficile capire come mai le autostrade da Roma in su sono delle cose decenti e da noi sono ridotte a mulattiere. Colpa della capitale, del nord che ci sfrutta, del destino cinico e baro? La nostra nomenclatura politica, per decenni, su quelle autostrade ci ha macinato chilometri per raccogliere voti e, spesso, per mantenere clientele foraggiate con i fondi pubblici. Chissà cosa guardavano e pensavano quando le vedevano sempre più scassate e ridotte a brandelli. Ora che il nodo viene al pettine, ecco lo squillo di tromba, l'incitazione alla mobilitazione popolare, il richiamo non più ai mille dell'Unità d'Italia, che secondo il vangelo degli autonomismi di ogni specie e colore tanto danno ci hanno arrecato, ma ai centomila smontatori di caselli e quant'altro. E' già pronto lo slogan, che non può mancare in qualsiasi crociata. Smontatori di tutta l'isola, unitevi! Sì, va bene, questa dello sciame di distruttori che si riversa sulle autostrade è una battuta. Ma la politica, ormai, è fatta al novanta per cento di storielle e al dieci per cento di provvedimenti concreti. E allora stiamo sul pezzo e proseguiamo col babbio seguendo lo stesso filo logico. Se in Sicilia non dovessimo scucire un euro per tutti i servizi che si presentano al livello scarso delle autostrade, e in questi casi, dalla sanità, ai mezzi pubblici, alla raccolta dell'immondizia, alla scuola e la lista sarebbe lunga, la colpa ricade tutta sulle spalle delle istituzioni siciliane, le casse della regione, e degli enti locali, starebbero in condizioni più disperate di quanto già non lo siano. Per dire. Mi presento in ospedale e quell'esame gratuito, ma programmato sfortunatamente dopo sei mesi, lo posso fare, nella stessa struttura pubblica, dopo due giorni pagandolo a fior di quattrini? Resto calmo, faccio un fischio e raduno presso il nosocomio un valoroso drappello dei centomila caselloclasti a darmi manforte. Obbligo i sanitari a farmi subito il controllo diagnostico e non scucio l'ombra di un euro. E, se insistono col torto, scassiamo pure l'apparecchiatura. Tanto, ad occhio e croce, dovrebbe costare meno di un casello autostradale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5451594229987958315?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5451594229987958315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5451594229987958315&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5451594229987958315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5451594229987958315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/come-ti-smonto-un-casello-autostradale.html' title='Come ti smonto un casello autostradale.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8219942949486949574</id><published>2011-04-19T11:54:00.000+02:00</published><updated>2011-04-19T11:54:38.970+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia e Politica'/><title type='text'>Politica e giustizia, due piani diversi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;martedì 19 aprile 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/04/19/se-il-pd-confonde-codice-e-politica/"&gt;Se il Pd confonde codice e politica&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dobbiamo prendere atto che, dopo la riconsiderazione circa l’appoggio al governo regionale, “consigliata” caldamente da Roma, da cui è venuta pure una mezza marcia indietro, il Pd siciliano continua a mescolare, confusamente, la questione penale e quella politica. Si tratta di due aspetti che devono seguire canali diversi. Il primo, quello penale, riguarda il singolo. Esso ha tutto il diritto di difendersi. Può dichiararsi innocente sino a prova contraria e addirittura, pure dopo una sentenza passata in giudicato, ritenersi intimamente esente da errori e considerare ingiusto il risultato finale dell’iter giudiziario. Ad ognuno deve essere concessa la possibilità di un’irriducibile difesa del proprio onore, anche se è rinchiuso in una cella. Diritti da indagato, da imputato, da condannato e da carcerato. E’ questo il garantismo che deve essere assicurato a tutti. Se, però, in qualsiasi grado delle indagini o del giudizio ci si trovi, si vuole costringere una vicissitudine giudiziaria nell’alveo della politica, cominciano le dissonanze tra due linguaggi che non sono fatti per stare insieme. L’attività politica è composta, in estrema sintesi, da consenso, rappresentanza e governo. Questi assi fondamentali della vita pubblica hanno come esclusivo partner il corpo elettorale e mai le aule di giustizia. Quando nel Pd si afferma che se finisce la loro avventura alla regione, a causa di vicende giudiziarie, brinderanno i berlusconiani e i nemici di questa esperienza, si attua una somma di due generi diversi. La procura etnea non si sta affatto occupando della qualità più o meno antimafiosa, dei provvedimenti del governo. Opporre questa, molto presunta, ma non è questo il tema, bontà delle azioni dell’esecutivo ai provvedimenti della magistratura, che riguardano necessariamente le persone, è quanto di più sbagliato si possa fare. E non fa bene né alla legge penale né a quella della politica. Se davvero i democratici ritengono di avere operato nel verso giusto, il loro unico pensiero deve essere rivolto non al giudice, ma all’elettorato. Se temono che la magistratura possa smontare la debole impalcatura politica che hanno messo in piedi, ciò è dovuto al fatto che hanno disatteso proprio le dimensioni del consenso e della rappresentanza, le uniche che danno diritto al governo della cosa pubblica. La loro casa è stata quindi, evangelicamente, costruita non sulla roccia, ma sulla sabbia della vittoria elettorale altrui. Nei prossimi, presumiamo caldi, e non solo per l’estate che si avvicina, simposi di partito, provino a lasciare le toghe nel cassetto, e indichino alla Sicilia una prospettiva di governo, che a questo punto non può che essere elettorale e a breve scadenza. Cercando questa volta di entrarci, nella stanza dei bottoni, dalla porta principale e non da quella di servizio. Perché quando si segue la via maestra si può anche fallire, ma se ne può sempre uscire a testa alta. Adesso, invece, il Pd in qualche modo sortirà fuori dal vicolo stretto, ma ha perso talmente tanto tempo che rischia di farlo a capo chino, trovando macerie a destra e a sinistra e sin dentro lo stesso partito. Per carità, in politica, come nella vita, ogni giorno si rinasce e niente è mai pregiudicato per sempre. Ci vorrà, certo, un po’ di rieducazione fisica e mentale. Governare con il consenso degli altri è piuttosto semplice, un gioco da ragazzi, ma può far smarrire la consapevolezza che i suffragi devi averceli tu. E non è semplice ottenerli. Soprattutto con un partito ormai lacerato e con un elettorato di riferimento che ha cominciato a guardare altrove, come rivelato da un recente sondaggio. E’ inutile allora che i democratici rinviino assemblee e referendum. Li trasformino, semmai, da sanguinose rese di conti, in momenti utili per proporsi come una grande forza, quale in fondo sono, di cambiamento. L’elettorato sempre lì attende, sull’uscio del seggio elettorale. Rimandare l’incontro per paura, nascondendosi sin dentro i tribunali, non serve a nulla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8219942949486949574?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8219942949486949574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8219942949486949574&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8219942949486949574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8219942949486949574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/politica-e-giustizia-due-piani-diversi.html' title='Politica e giustizia, due piani diversi'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2593847432965027315</id><published>2011-04-15T08:42:00.000+02:00</published><updated>2011-04-15T08:42:35.002+02:00</updated><title type='text'>Ausiliario, attento che ti becco.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;15 aprile 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 46&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Automobilisti indisciplinati&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un'automobilista siciliana, secondo quanto stabilito recentemente dalla cassazione, ha diritto non solo all'annullamento della multa e al ritorno indietro della somma impiegata per riprendersi la macchina rimossa, ma anche al risarcimento per lo stress subito dal doversi cercare il mezzo. La motivazione? L'operazione è stata posta in essere da un ausiliario del traffico. Il quale, non avendo i titoli per elevare la contravvenzione e quindi per far togliere forzatamente l'auto, è stato lui beccato in flagranza di infrazione. Le regole prima di tutto, non si discute. Dalla conclusione giudiziaria della vicenda possiamo, però, dedurne che se la multa, e il conseguente prelevamento del veicolo, fossero avvenuti per mano di un vigile originale, il disagio psicofisico non ci sarebbe stato e la sanzione non poteva essere impugnata. Perché comunque la macchina non era parcheggiata bene. Stava, almeno così abbiamo letto, sulle strisce pedonali. Sia chiaro, chi non ha mai peccato in tal senso, scagli la prima pietra. La casistica, lo sappiamo bene, è molto ampia. In pratica, si posteggia ovunque. Di più, si ritiene di avere non solo il diritto costituzionale, ma anche l'alibi morale di arrestarsi dappertutto. Siamo in Sicilia, lo Stato non c'è, i parcheggi latitano, sta pure piovendo, c'è afa. E che posso fare l'eroe? Schiacciati da secoli di storia, nessuno ci può negare i metri d'asfalto per adagiare le nostre casse metalliche. E, soprattutto, come dice la canzone, nessuno ci può giudicare. Chi si crede di essere un ausiliare del traffico per capire che sulle strisce pedonali non si può. Ci vuole un ingegnere, un astrofisico, uno con i titoli giusti. Altrimenti si fa come dico io. Devo prendere il pane? E' un'emergenza, dunque il mondo deve tirare il freno a mano. In particolare, quelle due macchine che devono attendere la fine dell'operazione bellica. In alcune strade, molto frequentate e centrali, la seconda fila è molto più che un credo religioso. Ho visto automobilisti togliersi per fare uscire auto che avevano bloccato e poi non occupare il posto libero, risistemandosi in seconda fila. Non parliamo della ressa che si crea davanti le scuole di ogni ordine e grado. Dove i genitori, se non arrivano a cinque centimetri dal portone con i loro bolidi, non sono contenti. Una mattina ho chiesto ai due, dico due, vigili che controllavano l'ingresso di una scuola elementare, come mai facevano mettere gli autoveicoli in modo tale da bloccare la vita di tutti. Mi è stato risposto che i signori e le signore non avevano parcheggiato a vita, tecnicamente sostavano temporaneamente. C'è una bella differenza, ci vuole poco a capirlo. Per temporaneamente, è inutile che ve lo spiego, si deve intendere il tempo che ci vuole per creare code di centinaia di metri. Senza contare gli scivoli previsti per le carrozzelle, abitualmente tappati da gente che forse cura così i propri nervi, ma se ne frega di quelli degli altri. Non parliamo, poi, dei Niki Lauda che sfrecciano, senza averne il diritto, sulle corsie preferenziali. Attenzione, ausiliari del traffico. Lì c'è quasi un diritto divino. Se li vedete, badate bene a non farvi travolgere dalla tentazione civica di intervenire, travalicando i compiti a cui siete stati assegnati, fischiettate e guardate dall'altra parte. Una parola si deve spendere sulla motivazione principale della suprema corte. Che si rifà alla comune esperienza della burocrazia farraginosa nel meridione. Cosa c'entra, con il posteggiare sulle strisce, non si capisce. Ma è il bollo definitivo sulla filosofia stradale dei siciliani. Come dire, benvenuti al sud. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2593847432965027315?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2593847432965027315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2593847432965027315&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2593847432965027315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2593847432965027315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/ausiliario-attento-che-ti-becco.html' title='Ausiliario, attento che ti becco.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5379288202918256942</id><published>2011-04-11T09:07:00.000+02:00</published><updated>2011-04-11T09:07:39.330+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia e Politica'/><title type='text'>Mafia e politica: aspettiamo la sentenza e poi vediamo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;LiveSicilia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;lunedì 11 aprile 2011 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/04/11/mafia-non-ce-solo-il-giudice/"&gt;Mafia, non c’è solo il giudice&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il pendolo dell’antimafia oscilla sensibilmente ad ogni sentenza o provvedimento della magistratura che riguardi un colletto bianco. Quando vincono i giudici, cioè se i tre gradi di giudizio condannano, o anche se c’è un rinvio a giudizio, si torna a parlare del rapporto mafia politica. Se la condanna è definitiva, ci si cosparge il capo di cenere e si plaude, eventualmente, alla correttezza del condannato nell’accettare il verdetto. Facendo diventare eccezionale una cosa del tutto normale. Quando i giudici perdono, cioè nel momento in cui ci scappa l’assoluzione o una qualche archiviazione, pare che il rapporto cosa nostra e mondo politico istituzionale sia rimesso in discussione. Non importa se si è in primo o secondo grado o se dai documenti, pure dopo un’archiviazione, risultano comportamenti altamente censurabili&amp;nbsp;per qualunque cittadino, a maggior ragione se è preposto a gestire la cosa pubblica. Si procede dritti verso la santificazione del soggetto interessato. Se poi il bollo è della Cassazione, non ne parliamo, è come quando allo stadio segna la squadra del cuore, il boato è incontenibile. Se il tribunale, di primo o secondo grado, formula una condanna, i garantisti a corrente alternata ricordano, invece, che bisogna aspettare il compimento del percorso giudiziario e che non si è colpevoli prima che la sentenza passi in giudicato. Normalmente, non si ha neanche la pazienza di leggere le motivazioni delle sentenze. Sulla questione, ci sono due punti che vanno dipanati. C’è, innanzitutto, quella che chiamiamo responsabilità politica. Non tutti i rapporti che gli eletti dal popolo hanno con esponenti del mondo criminale possono essere sanzionati dall’autorità giudiziaria. Ma non tutto ciò che è giuridicamente non appurato in via definitiva, o provvisoria, è politicamente accettabile. Questo elementare concetto, che ci portiamo a spasso da alcuni decenni, i partiti non vogliono intenderlo. Rimangono aggrappati ai pronunciamenti dei tribunali. Tutto è ridotto a quest’ambito, dando alla magistratura un ruolo che non ha e non può avere. I codici etici di autoregolamentazione non servono a molto, come dimostrato dai dati sulle ultime amministrative recentemente diffusi dalla commissione antimafia. Il secondo punto riguarda gli strumenti che i tribunali hanno per procedere. Si possono contestare singoli reati, ma è una strada molto tortuosa. A meno che non si proceda per via legislativa a qualche opportuna modifica. Che senso ha, ad esempio, la distinzione tra l’aver favorito un singolo mafioso o l’intera organizzazione? L’aggravante, prevista nel secondo caso, dovrebbe scattare già nel primo. Se proteggo un mafioso, mi pare abbastanza evidente che voglio difendere l’intero sodalizio. Tutto sarebbe più semplice se il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, ancora oggi, dopo 150 anni che si straparla di mafia, non normato in maniera esplicita, fosse disciplinato in modo specifico dal parlamento. È ormai chiesto da più parti. Ciò fornirebbe a tutta, magistratura, politica e opinione pubblica, uno strumento certo cui riferirsi. Basti pensare a cosa abbia significato, nel 1982, l’introduzione del 416/bis, che punisce la mafia in quanto tale, a prescindere dai reati individuali commessi. C’è materiale su cui dibattere. Al momento non è sufficiente che il concorrente esterno aumenti la possibilità di realizzazione del reato mafioso. Ci vuole almeno un fatto concreto. Mentre si dovrebbe riflettere sul fatto che una disponibilità palese, se accertata, dovrebbe già bastare a configurare l’appoggio esterno. Non può essere che per venire qualificati come mafiosi basta soltanto l’appartenenza alla ditta, e per essere bollati come amici dei mafiosi occorra molto di più che una consapevole vicinanza. Su questo, e altri aspetti, il parlamento dovrebbe confrontarsi. Sarebbe una chiara assunzione di responsabilità della politica, che farebbe luce su un nodo fondamentale nel contrasto alle mafie. Altrimenti, non ci resterà che commentare sentenze, o atti processuali, d’indirizzo diverso, assistere a improbabili santificazioni o a parossistiche, quanto inutili, flagellazioni pubbliche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5379288202918256942?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5379288202918256942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5379288202918256942&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5379288202918256942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5379288202918256942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/mafia-e-politica-aspettiamo-la-sentenza.html' title='Mafia e politica: aspettiamo la sentenza e poi vediamo'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8699371160566575530</id><published>2011-04-06T09:21:00.000+02:00</published><updated>2011-04-06T09:21:43.410+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica e Lavoro'/><title type='text'>Formazione e lavoro giovanile: pagare e sorridere</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - MERCOLEDÌ 06 APRILE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XI &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;FORMAZIONE E OCCUPAZIONE &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesa pubblica regionale per formazione e istruzione: in Sicilia il 7,33 per cento, in Lombardia il 2,67. Occupazione giovanile: in Sicilia il 14,2 per cento, in Lombardia il 28,8. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8699371160566575530?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8699371160566575530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8699371160566575530&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8699371160566575530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8699371160566575530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/formazione-e-lavoro-giovanile-pagare-e.html' title='Formazione e lavoro giovanile: pagare e sorridere'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2078089636291498658</id><published>2011-04-04T09:01:00.000+02:00</published><updated>2011-04-04T09:01:36.964+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD, referendum o ..niente.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;LiveSicilia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;lunedì 4 aprile 2011 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/04/04/referendum-merce-di-scambio/"&gt;Referendum, merce di scambio&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;C’è qualcosa di più grave, all’interno di un partito, che rendere problematico lo svolgimento di un referendum previsto dallo statuto e non avere approvato, dopo più di due anni dall’approvazione dello statuto stesso, il relativo regolamento. La cosa più grave è non accontentarsi di questo e fare un passo ulteriore. Consistente nel raccogliere le firme degli iscritti per indire l’iniziativa dentro i gazebo, avente per oggetto il sostegno, o meno, al governo Lombardo, racimolarne più di cinquemila e poi utilizzarle come merce di scambio nel mercato della trattativa interna tra fazioni contrapposte. E’ quanto sta avvenendo nel Partito Democratico in Sicilia, tanto che non si capiva più a cosa doveva servire l’assemblea regionale dei delegati. Che infatti è stata annullata. In un partito tale non soltanto di nome, visto i marosi che lo agitano proprio su tale questione, il regolamento del referendum, e la data in cui svolgerlo, doveva essere il primo e unico punto all’ordine del giorno. Inserendo pure, tra le varie ed eventuali, un bel confronto sulla questione morale, visto quanto è appena accaduto al deputato regionale più votato, e qualche cenno al sondaggio che relega il PD, nell’isola, al 18 per cento, più di sette punti in meno in tre anni. A tal proposito, dalla segreteria regionale affermano che il dato da tenere presente non si deve riferire alle politiche del 2008, ma al voto regionale dello stesso anno. Nel quale, considerato anche i consensi della lista che appoggiava la Finocchiaro, il PD arrivò quasi al 22 per cento, subendo comunque una batosta colossale. Come risultato elettorale di riferimento, dunque, non è proprio il massimo della vita. Insomma, la carne al fuoco c’era. Invece è andato in onda un altro film. La commissione per il congresso rimanda la patata bollente a maggio. E’ sin troppo chiaro che questo rinvio rappresenta una pietra tombale sul referendum e l’inizio di una fase ecumenica nella gestione del partito. Ognuno avrà il pezzo di pietanza che vuole. Con buona pace di tutti, o quasi. Agli aderenti al Partito Democratico si comunica che si trattava di uno scherzo, un diversivo. In poche parole, una solenne presa in giro. Per una parte consistente di coloro che hanno promosso l’iniziativa referendaria, si trattava di una minaccia agitata sotto il naso dei lombardiani duri e puri per ottenere il quinto governo regionale. Quello politico, con assessori di stretta provenienza partitica. Richiesta che adesso trova più di una disponibilità. Ottenuto lo spazio che chiedevano, quelli del referendum o morte hanno messo in soffitta le intenzioni belliche. Definirla politica da prima repubblica, significa fare uno sgarbo a un periodo in cui sulla scena politica si muovevano, insieme a tanti capaci di tutto, pure persone di un certo spessore. Ma si può condurre un partito in questo modo? Evidentemente sì. Viene ritenuto normale che una formazione politica sia di proprietà di alcuni, l’un contro l’altro armati, che dispongono come vogliono, e quando vogliono, di un agglomerato di donne e uomini, la famosa base. Che non si capisce più cosa sia e alla quale non resta che accettare in silenzio quanto scelgono i capoccia. Questo è tanto più vero se consideriamo la circostanza che non vediamo alcuna presa di posizione significativa da parte dei cinquemila e più che anelavano al referendum, mettendoci, oltre le firme, anche le facce. E perché succede anche questo? E’ abbastanza semplice da capire. Ormai i partiti, e quello Democratico non sfugge a questa deriva, sono composti soltanto da ultrà che seguono come ombre questo o quel consigliere comunale, provinciale, deputato regionale o nazionale che sia. Se il leader di riferimento prende una decisione, tutti all’attacco allineati e coperti, senza se e senza ma. Se il giorno successivo il capo cambia idea, perché è più conveniente seguire una diversa situazione, contrordine compagni e amici, la linea è un’altra. Ed ecco che le truppe si riallineano su un’altra trincea. A questo punto, probabilmente ha ragione chi sostiene che ci vuole un congresso straordinario e, aggiungiamo noi, una nuova segreteria regionale. Eletta, se non è chiedere troppo, con un mandato preciso e non ondivago.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2078089636291498658?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2078089636291498658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2078089636291498658&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2078089636291498658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2078089636291498658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/pd-referendum-o-niente.html' title='PD, referendum o ..niente.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2623592524570347304</id><published>2011-04-01T08:33:00.000+02:00</published><updated>2011-04-01T08:33:49.532+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Sportivi da bassa classifica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 01 APRILE 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XI&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;I SICILIANI E LO SPORT &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Popolazione che pratica almeno uno sport: in Sicilia 22,5 per cento, in Trentino Alto Adige 48,2 per cento. Media italiana 31,1per cento. Posizione Sicilia nella classifica nazionale: terz´ultima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2623592524570347304?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2623592524570347304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2623592524570347304&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2623592524570347304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2623592524570347304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/04/sportivi-da-bassa-classifica.html' title='Sportivi da bassa classifica'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5651918978508799828</id><published>2011-03-23T10:57:00.000+01:00</published><updated>2011-03-23T10:57:14.763+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><title type='text'>Questa non ce la beviamo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;23 MARZO 2011 – Pag XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;NUMERI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L'acqua che disperdiamo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Acqua potabile dispersa nelle condutture: in Sicilia 54 per cento, in Lombardia 27 per cento. Media nazionale: 47 per cento. Posizione della Sicilia nella classifica nazionale: quindicesima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5651918978508799828?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5651918978508799828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5651918978508799828&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5651918978508799828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5651918978508799828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/03/questa-non-ce-la-beviamo.html' title='Questa non ce la beviamo'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5837332810640189576</id><published>2011-03-23T10:51:00.001+01:00</published><updated>2011-03-25T09:12:54.421+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>L'antifascismo facile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;23 3 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/03/23/quei-giovani-antifascistilegati-solo-alle-ideologie/"&gt;Quei giovani antifascisti legati solo alle ideologie&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;“L’uomo deve essere liberato, il mercato uccide l’anima”. Parole abbastanza comuni nel vocabolario della sinistra antagonista. Così come, del resto, la critica radicale alla globalizzazione, la denuncia dello sfruttamento della forza lavoro, il pubblico salario sino all’età scolastica, la costruzione di asili nido pubblici, il diritto alla casa e al mutuo sociale. Per non parlare dell’occupazione degli spazi pubblici per l’autogestione di attività sociali o a scopo abitativo. Sono slogan e pratiche che ritroviamo anche a destra, in particolare nell’associazione CasaPound Italia, che svolge delle attività a Palermo e che oggi, presso la Mondadori, vorrebbe presentare un romanzo della Rizzoli, “Nessun dolore”, scritto da Domenico Di Tullio. Da alcuni giorni campeggiano dei manifesti, affissi abusivamente, che invitano ogni sincero democratico a schierarsi contro il fascismo che avanza. E come starebbe avanzando? Semplice. La presentazione di questo libro costituisce, secondo i ragazzi di azione antifascista, la spia del passo dell’oca che si staglia sulle nostre inconsapevoli teste. Non dobbiamo, dunque, preoccuparci più di tanto dei venti di guerra che soffiano sulla nostra regione.&amp;nbsp;Per Dio, c’è qualcosa di più importante da fare. Impedire, fisicamente, l’evento odierno, perché non si può dare spazio ad organizzazioni che, secondo il manifesto di Azione Antifascista, propagandano “razzismo, sessismo e xenofobia”. Che poi dal sito di Casapound Italia non ci sia un solo inneggiamento al fascismo, al razzismo, al sessismo e alla xenofobia, è un altro discorso. Gli ideologismi non prevedono il confronto con le vere idee degli altri, ma soltanto la loro demonizzazione e deformazione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Parlando con il responsabile palermitano di Casapound, Andrea La Barbera, studente di giurisprudenza e lavoratore, apprendiamo che compra ogni giorno anche Repubblica, insieme ad altri due giornali, per informarsi meglio. Conferma che del ventennio, per quanto riguarda alcuni provvedimenti sullo stato sociale, non è tutto da buttare. Nello stesso tempo ci indica il documento Estremocentroalto, il manifesto di Casapound. Che invita ad andare oltre la destra e la sinistra novecentesche per trovare risposte ai problemi di oggi. Ma di cosa parla, poi, il romanzo? Di adunate militari? Di persecuzioni razziste? No. Si tratta della storia di amicizia tra due ragazzi, Fulvio e Giorgio, provenienti da due ceti sociali diversi. Si conoscono e imparano a vivere insieme l’affetto e l’importanza della politica sullo sfondo dell’azione sociale e del movimento universitario della destra. Un libro bello, brutto? Ognuno giudicherà leggendolo, oppure disinteressandosene. Sia della presentazione che dell’opera. Come, del resto, facciamo con tanti appuntamenti che si svolgono giornalmente a Palermo. Per questi giovani di sinistra, ma chissà da quanto tempo non lo sono più, né giovani, né di sinistra, non solo dobbiamo mettere alla berlina chi ha scritto il testo e chi ha organizzato l’incontro, ma anche gli agenti della polizia, che da giorni stazionano davanti la libreria, chiamati “cani da guardia”. E qui non dobbiamo inventarci niente. Ci viene in aiuto il grande Pasolini, che stava dalla parte degli agenti, figli dei poveri, contro i picchiatori, di ogni specie e di ogni età, fascisti nel sangue, figli dei ricchi. Un’ultima notazione sul pericolo del fascismo cui vogliono metterci in guardia i nostri antifascisti. Sono così sicuri che se un qualsiasi totalitarismo tornasse sarebbero in grado di combatterlo, rischiando o perdendo la vita, come fecero i loro bisnonni? Ne dubitiamo fortemente. Già li vediamo scappare a gambe levate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5837332810640189576?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5837332810640189576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5837332810640189576&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5837332810640189576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5837332810640189576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/03/lantifascismo-facile.html' title='L&apos;antifascismo facile'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2053368329462087437</id><published>2011-03-20T10:52:00.002+01:00</published><updated>2011-03-21T09:09:17.206+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Per un cattolicesimo maturo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/03/20/e-il-parroco-accuso-la-sinistra/"&gt;E il parroco accusò la sinistra…&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;domenica 20 marzo 2011 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non saranno più i tempi di Peppone e Don Camillo, tuttavia le contrapposizioni tra altare e politica talvolta non sono meno forti di allora. Prendete, ad esempio, quanto accaduto recentemente a Casteldaccia, una piccola cittadina a un tiro di schioppo da Palermo. Un parroco, con una lettera e un’omelia, si rivolge ai fedeli mettendo sul banco degli accusati la sinistra. Rea di incolpare ipocritamente e odiare il presidente del consiglio per il suo stile di vita. Berlusconi, se è come sembra, dovrà rendere conto a Dio, dice e scrive. Ma anche loro, gli uomini della sinistra, sostiene il prelato, sfileranno dal santissimo tribunale e il loro fardello sarà molto pesante. Sono i farisei di cui parlano i vangeli. Il motivo? Da quando avevano i calzoni corti, rivendicano “certe conquiste sociali”: divorzio, aborto, sesso libero, convivenza, preservativo, pillola del giorno prima e del giorno dopo, orgoglio omosessuale e via elencando. Non solo. Gli uomini della sinistra hanno fatto di tutto per sfasciare le famiglie e ora pretendono pure di fare la morale. Per non parlare, poi, di quelle donne sconvolte dal caso Ruby, che scendono in piazza a difendere la loro dignità e poi mandano in giro le figlie mezze nude. Prima, rileva il presbitero, si rimproverava alla chiesa di parlare troppo dei peccati sessuali, ora di parlarne troppo poco. Non si è fatta attendere, a stretto giro di posta, la replica. Con una lettera indirizzata al religioso, firmata da donne e uomini di sinistra, alcuni vicini al PD, poi distribuita e fatta sottoscrivere nella piazza principale e in giro per il paese, si ricorda che l’omelia ha lo scopo di attualizzare la parola di Dio. Non quello di accusare qualcuno, prendendo la parte di uno schieramento politico e screditando l’altro. Notazione non secondaria. I replicanti utilizzano un linguaggio tale da far trasparire la loro evidente e chiara appartenenza cattolica. Ciò non impedisce agli stessi di ricordare che alcune scelte legislative del passato (aborto e divorzio) sono state espressione non di una sola parte politica, ma di un’ampia volontà popolare e vanno comprese e inserite all’interno della laicità dello stato. La missiva contiene un elenco, forse un po’ troppo di maniera, di ciò che significa essere di sinistra: guardare il mondo con gli occhi degli altri, l’importanza del lavoro, la salute che deve essere garantita a tutti, la condizione della donna come misura della civiltà di un paese, la pace nel mondo e il combattere l’aggressività che alberga dentro di noi, la scuola. Se si vuole parlare di certi temi, continuano, si può convocare un’assemblea parrocchiale e incrociare i diversi punti di vista. Cosa che l’omelia non consente di fare, essendo una comunicazione unidirezionale tra il singolo che parla e coloro che sono soltanto tenuti ad ascoltare. Finita la celebrazione, tutto torna come prima. In genere, i fedeli se le tengono tutte per poi lamentarsi in privato, famiglia, cerchia di amici o ufficio che sia. Questa volta è andata diversamente, non ci si è limitati al chiacchiericcio a bassa voce, si è voluto dare alla vicenda una dimensione pubblica, politica. Della storia si è occupata pure la prestigiosa rivista romana Adista, che è un’antenna molto attenta di quanto accade di significativo nel mondo cattolico. Pensiamo che i parroci, come tutti, abbiano diritto a dire liberamente quello che pensano. Ciò che non va bene è che, comunemente, si trovino di fronte persone, anche con elevati titoli di studio e ruoli sociali non di secondo piano, intimidite dall’autorità religiosa che rappresentano e perciò mute e sorde a qualsiasi parola provenga dai pulpiti. E’ invece un comportamento maturo, e un buon segno, quando, come in questo caso, chi dissente argomenti con puntiglio e rispetto le proprie ragioni. Chi ascolta e legge ha modo di farsi un’opinione e giudicare. Ci guadagniamo così un po’ tutti, chierici e laici. Peccato che situazioni simili, almeno nel panorama siciliano, siano così rare, per non dire uniche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2053368329462087437?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2053368329462087437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2053368329462087437&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2053368329462087437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2053368329462087437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/03/per-un-cattolicesimo-maturo.html' title='Per un cattolicesimo maturo'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-9132622537562163034</id><published>2011-03-09T11:26:00.001+01:00</published><updated>2011-03-09T11:28:29.492+01:00</updated><title type='text'>Numeri - Libri letti e posseduti in Sicilia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Repubblica Palermo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;9 3 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Numeri&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Quanto leggono i siciliani &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Famiglie che non hanno neanche un libro in casa: in Sicilia 20,2 per cento, in Trentino Alto Adige 2,8 per cento. Cittadini che hanno letto almeno un libro in un anno: in Sicilia 31,5 per cento, in Trentino Alto Adige 60 per cento. Posizione della Sicilia nella classifica nazionale: ultima. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-9132622537562163034?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/9132622537562163034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=9132622537562163034&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9132622537562163034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9132622537562163034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/03/numeri-libril-letti-e-posseduti-in.html' title='Numeri - Libri letti e posseduti in Sicilia'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7550492090285446733</id><published>2011-03-08T13:44:00.000+01:00</published><updated>2011-03-08T13:44:32.622+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>ARS, legge elettorale e democrazia a corpo libero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/03/08/legge-elettorale-chi-perdevuole-cambiare-le-regole/"&gt;LiveSicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;8 3 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/03/08/legge-elettorale-chi-perdevuole-cambiare-le-regole/"&gt;Legge elettorale, chi perde vuole cambiare le regole&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La riforma della legge elettorale riguardante gli enti locali siciliani sta diventando, per la maggioranza che sostiene Lombardo, in particolare per una parte del Partito Democratico, che ormai la declina come un atto di fede, e per la minoranza che si oppone sino all’ultimo sangue, in special modo il Popolo delle Libertà, la madre di tutte le battaglie. La scrittura della regole comuni, e una legge elettorale è la massima norma che accomuna tutti, dovrebbe essere, al mio paese, non so al vostro, un percorso condiviso, concordato. Verso cui incamminarsi con calma, senza le elezioni alle porte. Ciò vale sia per chi ha perso le elezioni, sia per chi le ha vinte. Mi pare che, a occhio e croce, eravamo fermi a questo punto. Soprattutto se chi è uscito sconfitto dalle urne a un certo punto ha pensato bene, non sapendo né leggere né scrivere, di impugnare la bandiera della vittoria senza il bollo sacro del corpo elettorale. Che è ormai evidentemente fuori moda, un rudere del passato massimalista. Così abbiamo imparato, alla nostra veneranda età, un nuovo comandamento da scolpire nelle tavole della legge che guidano la politica. L’undicesimo. Non solo si può fare di tutto vincendo le competizioni elettorali, ma si può fare ancora di più pure perdendole e di brutto. E questa è sorpresa, soleva dire candidamente la mamma di un mio fraterno amico. Insomma, senza tanti giri di parole e chiacchiere a vuoto, la domanda è la seguente. Se Berlusconi avesse perso le elezioni nel 2008, e invece le ha vinte alla grande, come è accaduto al Pd in Sicilia nello stesso anno, che è stato umiliato con un 7 a 0 di guidoliniana memoria, e fosse poi passato in maggioranza senza ricorrere al voto popolare, come ha fatto e continua a fare allegramente il Pd in Sicilia, e poi pretendesse, contro il maggior partito dell’ex maggioranza, cacciato all’opposizione, di modificare a tutti i costi la legge elettorale, ed è quanto intende fare il Pd in Sicilia contro il Pdl inferocito, che per il momento è riuscito a stopparla all’Ars, staremmo zitti o grideremmo alla mortificazione della democrazia, delle sue regole e della stessa carta costituzionale? Mizzica se lo faremmo, non ci dormiremmo la notte, pure in piazza andremmo. La domanda è lunga, mi rendo conto e chiedo scusa, ma il quesito in fondo è semplice e la risposta deve essere necessariamente breve. Anzi, lapidaria. Un si o un no. Non sono ammessi i forse o i ni. I non sapevo, non c’ero e se c’ero dormivo. Perché, capite, non è che si può gridare “al lupo, al lupo”, se è il presidente del consiglio ad assumere un comportamento biasimevole, che peraltro in questo caso è solo meramente ipotetico, e poi stare allineati e coperti quando lo stesso identico modo di fare, non solo in via teorica ma concretamente, viene assunto dalla maggiore forza del centrosinistra, che si dice pure riformista, peraltro maneggiando con le scarpe chiodate uno strumento delicatissimo quale è la legge elettorale. Io me la sono pensata e ne ho tratto giudizio. La prossima volta che i riformisti a ventiquattro carati del Pd, quelli siciliani intendo, grideranno al rispetto tradito delle regole e alla democrazia in pericolo di fronte al berlusconismo imperante e magari mi richiederanno una bella e solenne firma per mandarlo a casa, partirà una sonora pernacchia. La mia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7550492090285446733?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7550492090285446733/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7550492090285446733&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7550492090285446733'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7550492090285446733'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/03/ars-legge-elettorale-e-democrazia-corpo.html' title='ARS, legge elettorale e democrazia a corpo libero'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8368961929546947670</id><published>2011-03-04T09:51:00.001+01:00</published><updated>2011-03-04T09:53:58.177+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Leggi applicate e leggi interpretate</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;CENTONOVE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0.49cm; text-align: center;"&gt;4 marzo 2011 - Pag. 2&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0.49cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;I due volti dell'immigrazione&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 100%; margin-bottom: 0.49cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0.49cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="line-height: 100%; margin-bottom: 0.49cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;E' utile tornare a riflettere, al di là del puro dato di cronaca, sul giovane marocchino morto a Palermo dopo essersi dato fuoco. Quello che è accaduto dopo, ossia l’incendio di un auto dei vigili urbani, fa parte di un altro piano, che pure va approfondito perché gravissimo è il gesto. Sperando che non si dia a due fatti, forse legati, forse no, lo stesso peso. Un essere umano che brucia è una tragedia, un mezzo mobile che divampa è un’altra questione. In ogni caso, il nostro fotogramma va fermato nel momento in cui un ragazzo è diventato una torcia umana. Perché l’immigrazione in Sicilia può presentare volti differenti, che a volte possono decidere la vita e la morte. La liberazione e l’annientamento. Primo quadro. La cronaca è arcinota. Una giovane marocchina, abitante da tempo in Sicilia, finisce come per incanto alla corte dei miracoli del lusso più sfrenato ed eccessivo. Le capita, anche, di imbattersi in una strana e incredibile situazione. Almeno per i comuni mortali. Viene fermata per un furto e liberata alla velocità della luce da una questura. Si badi bene, del nord, non dell’inefficiente e disordinato sud. Secondo quadro. Un giovane marocchino, sempre residente nella nostra regione, non cerca il mondo dei lustrini e i soldi facili per farsi avanti nella vita. No, vuole lavorare per sfamare la sua famiglia. E non lo fa abusivamente, nell’illegalità, come tanti palermitani e siciliani. Si procura una licenza da venditore ambulante. Tuttavia, pur non avendo commesso alcun reato, da fuoco alla propria carne per un motivo, in fondo, banale. Non deambula come dovrebbe, sta molto tempo nello stesso posto. E, per questo, si merita, pensate un po’, due controlli in pochi giorni, nella città dove si perpetrano quotidianamente e impunemente ogni tipo di abusi. Il ragazzo va al rogo per un verbale. Può essere stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, può essere quello che volete, ma è andata così. Vi sembra pesante parlare di rogo? E come volete chiamarla la fine atroce del giovane in una delle arterie più frequentate del capoluogo, dunque di fronte a tanta gente che ha assistito alla scena? Torniamo al parallelismo. Sui destini, così diversi, di un ragazzo e di una ragazza, si può aggiungere una notazione riguardante il potere. Che ben conosciamo e che unisce, in questo caso e chissà in quanti altri, il nord e il sud del paese. Arbitrariamente, il potere da e il potere toglie. Sapete come si dice. Per gli amici, o le amiche, le leggi si interpretano sino all’inverosimile e anche contro le stesse leggi, prima o poi il buco della salvezza si trova. Per gli altri no, si applicano senza sconti. Messa così, capite bene, dal paradiso all’inferno la strada è breve. Dipende se hai il potente al tuo fianco, se sei riuscito a toccare il suo mantello, oppure se hai soltanto la tua disperazione a farti compagnia. Il massimo di elasticità e il massimo di inflessibilità. C’è, infine, un atteggiamento da notare rispetto ai contesti nei quali si sono sviluppate le due vicende. Per la ragazza, dalle persone a lei più vicine, è scattato un sistema di coperture tale da proiettarla verso il mondo dei rotocalchi. Per il giovane Noureddine, invece, sono scattate le segnalazioni dei commercianti, i quali vedevano nella staticità del marocchino un pericolo per i propri affari. Tanto da denunciare alle autorità competenti, a quanto pare ripetutamente, la sua presenza ingombrante sul marciapiede. Giusto richiedere protezione. Dovrebbe valere sempre. Domanda. Come si comportano gli esercenti della zona quando si presentano gli uomini delle cosche a chiedere la rata del pizzo? Chiamano le forze dell’ordine o pagano? Deboli con i forti e forti con i deboli?&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8368961929546947670?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8368961929546947670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8368961929546947670&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8368961929546947670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8368961929546947670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/03/leggi-applicate-e-leggi-interpretate.html' title='Leggi applicate e leggi interpretate'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-5092725584017340286</id><published>2011-02-27T08:19:00.000+01:00</published><updated>2011-02-27T08:19:59.816+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD, di lotta, ma anche di governo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia - Quotidiano Online&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;27 2 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il Pd vuole il quinto governo, ma stavolta è Lombardo che frena&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La politica regionale danza sui veti incrociati. Il governo di tutti, proposto dal presidente dell’Ars, trova un orecchio attento a Palazzo D’Orleans, ma riceve un veto deciso dai democratici. Possiamo comprenderli. Che senso avrebbe la loro presenza in maggioranza se gli alleati di un tempo tornassero sotto lo stesso tetto? Ma il Pd sgancia un no e ne riceve uno, pesante, a sua volta. Il quinto governo, che dovrebbe comprendere assessori più legati ai partiti, è, chiaramente, in casa democratica, il compimento di un percorso. Dal cappotto delle regionali del 2008, con un misero 28,6 per cento come voto di coalizione, alle stanze di comando degli assessorati. Ma qui è il governatore a dire che non si può fare. Non ora. Non subito. Motivo: il governo tecnico rappresenta tutti (anche i siciliani?) e chiunque può trovare in esso soddisfazione. E qui il Pd non la prende bene. Ratificando, sostanzialmente, il fallimento della giunta in carica. Che non riuscirebbe, stando alle dichiarazioni dei leader del Pd, a dare le risposte che la Sicilia si attende. E’ da mesi che gli esponenti democratici parlano di cambio di passo, di scossa, di azione riformatrice in panne. Nei giorni pari. Perché in quelli dispari, al contrario, sciorinano una serie di riforme che già starebbero cambiando la Sicilia. A nostra totale insaputa.Verrebbe da dire loro: mettetevi d’accordo. O questa è un’esperienza politica che ha messo alle nostre spalle anni di clientelismo e mala gestione dei fondi pubblici, oppure siamo ancora all’alba e c’è bisogno di molto altro, quasi di tutto. Così, per darci qualche riferimento certo, un punto di caduta intorno al quale ragionare. Altrimenti viene la confusione. Ma come, il governo in carica, che ha pochi mesi di vita, è stato presentato, soprattutto dal Pd, come un esecutivo di alta qualità, e dopo pochi giri d’orologio se ne chiede la sostituzione per manifesta incapacità? E sono proprio i democratici, nei giorni in cui vestono la divisa del governo, a ricordarci che è davvero un tempo troppo stretto per valutare una compagine assessoriale.Che sarebbe nel mirino di un attacco mediatico senza uguali. Solo che, il giorno successivo, indossati i panni dell’opposizione, pare che i democratici si scordino quello che avevano detto appena il giorno prima, ossia che questo è un governo ai primi vagiti, e vogliono ucciderlo in culla, richiedendo con veemenza l’ingresso in giunta dei titolari con le tessere di partito. Che si scaldano, e da tempo, ai bordi del campo. Comprendiamo l’impellenza. Un quinto governo, con dentro le luccicanti insegne democratiche, siamo uomini e donne di mondo, sarebbe un balsamo nel dibattito interno al partito. E’ probabile, infatti, ma potremmo anche esprimerci in termini di certezza, che gli scontri tra le varie correnti dentro il Pd, pro e contro Lombardo, si attenuerebbero di molto, sino a scomparire magicamente, se la carne al fuoco diventasse più consistente e appetibile. E non è difficile che ci si arrivi. I no, o i ni, in politica, come del resto i sì o i forse, durano meno dello yogurt in frigo. Ciò che oggi è solo motivo di speranza per i democratici e punto critico per il presidente della regione, domani potrebbe trasformarsi in quel matrimonio in pompa magna a cui tutti i fidanzati arrivano. Beninteso, se non si lasciano prima. Con restituzione di regali, liti tra parenti, contumelie varie e quant’altro. Vedremo se saranno fiori d’arancio, ed è l’ipotesi più gettonata, se proseguiremo, sino alla noia, col Pd di lotta e di governo, o se, improvvisamente, vedremo le foto strappate di un innamoramento che non diventò mai amore.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-5092725584017340286?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/5092725584017340286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=5092725584017340286&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5092725584017340286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/5092725584017340286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/pd-di-lotta-ma-anche-di-governo.html' title='PD, di lotta, ma anche di governo.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3344357904813233864</id><published>2011-02-25T09:41:00.000+01:00</published><updated>2011-02-25T09:41:27.339+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>"Dico cattolici per modo di dire...."</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 8 del 25 Febbraio 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 2&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma che c'entrano i catttolici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Dico cattolici per modo di dire, mai conosciuto in vita mia qui un cattolico vero, e sto per compiere novantadue anni. C'è gente che in vita sua ha mangiato magari una mezza salma di grano maiorchino fatto a ostie, ed è sempre pronta a mettere le mani nelle tasche degli altri, a tirare un calcio nella faccia di un moribondo, e un colpo a lupara alle reni di uno in buona salute”. Cosi, il professore Roscio, nel romanzo A ciascuno il suo di Sciascia, parlando dei siciliani. Mi veniva in mente questo passaggio mentre leggevo del dibattito che si sta sviluppando, oltre che sul simbolo pagano presente nella bandiera siciliana, la triscele, sulle unioni civili. Ma cosa c'entrano il cattolicesimo e il cristianesimo, che non sono affatto sinonimi, con il riconoscimento di alcuni diritti alle coppie di fatto, omo o eterosessuali? Nulla, ovviamente. Anzi, come dimostrato dall'appello di don Cosimo Scordato, prete nel quartiere Albergheria del capoluogo, il quale sostiene che "gli omosessuali sono persone normali, non errori di natura o dei malati, hanno tutto il diritto di amare e di essere amate e di formare delle famiglie", il professare un credo religioso dovrebbe essere soltanto un buon punto di partenza verso un'umanità più matura e includente. Non un intralcio. Vediamo, invece, che sul disegno di legge presentato all'ARS sulle coppie di fatto, omo o etero, molti obiettano, dentro e fuori il parlamento siciliano, che l'essere cattolici impedirà loro di votare o condividere questo provvedimento legislativo. Quindi, una fede non impedisce affatto di alimentare il clientelismo, la corruzione, i rapporti con le cosche mafiose, l'occupazione sistematica dei posti di potere, lo sperpero di risorse pubbliche, ma è un baluardo, una montagna, quando si tratta di riconoscere diritti fondamentali. Un altro parroco della chiesa palermitana, don Francesco Romano, dice a chiare lettere che, nel caso in questione, l'assemblea regionale siciliana non deve legiferare in nome della chiesa ma in nome del popolo sovrano. Ci vuole un prete per ricordare le basi dello stato liberale. Si badi bene, Scordato e Romano sono due mosche bianche nel presbiterio siciliano. L'appello di Scordato è stato accolto con malcelato fastidio da alcuni prelati, che almeno hanno detto pubblicamente come la pensano, per il resto un gelido silenzio. Sulla sortita di Padre Romano, è calata più pesante la cortina d'indifferenza all'interno del mondo cattolico. Sarebbe interessante, su entrambe le questioni, diritti per gli omosessuali e per le coppie di fatto, sapere cosa ne pensa il primate di Sicilia, il cardinale di Palermo Paolo Romeo e, con lui, tutta la conferenza episcopale siciliana. Perché, vedete, è semplice rimbrottare in continuazione le istituzioni pubbliche, comuni, province e regione, affinché facciano sino in fondo il loro dovere verso gli esclusi e nei confronti di tutta la collettività. E' come sfondare una porta aperta. Si tratta di politica estera a buon mercato. Quella che importa è la politica interna. Sin quando si parla degli altri e agli altri è facile esercitare il ruolo di guida morale. Ma il punto è che se poi non si è coerenti nella politica interna, nel governo del proprio campo d'azione, tutte le rampogne e le critiche verso l'esterno rischiano di trasformarsi, bene che vada, in puro distillato di inutile retorica. Lo sappiamo. Ci sono modi diversi di vivere la fede cattolica. Sia tra i politici praticanti, sia tra gli stessi chierici e il popolo dei fedeli. Così come vi sono differenti modalità nell'interpretare la laicità dentro le istituzioni, nei partiti, nella società e all'interno della stessa chiesa. Diciamolo, però, chiaramente. Pure se fossero pochi i cattolici che sostengono certe posizioni oltranziste, e non sono affatto una minoranza, utilizzare l'appartenenza confessionale al fine di negare diritti basilari, consistenti, nel caso specifico, nell'occuparsi del compagno/a nella malattia, oppure di poter disporre di un contratto di locazione o chiedere un alloggio popolare, prima che un controsenso evangelico, è quanto di più inumano possa esistere. Perché per il cattolico e la sua chiesa, come sottolinea Scordato, che difficilmente vedremo arcivescovo di Palermo, dovrebbe contare “la capacità di amare della persona che, in quanto tale, deve essere rispettata e riconosciuta nella propria dignità umana”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3344357904813233864?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3344357904813233864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3344357904813233864&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3344357904813233864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3344357904813233864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/dico-cattolici-per-modo-di-dire.html' title='&quot;Dico cattolici per modo di dire....&quot;'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3586353945498952352</id><published>2011-02-20T14:37:00.002+01:00</published><updated>2011-02-21T18:12:38.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cronaca'/><title type='text'>Due volti dell'immigrazione</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/02/20/due-marocchini/"&gt;Due marocchini&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;di Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;domenica 20 febbraio 2011 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;Una giovane marocchina, abitante in Sicilia, può finire miracolosamente alla corte del lusso più sfrenato. Può anche capitarle di venire liberata alla velocità della luce da una questura dopo essere stata fermata per un furto. Un&amp;nbsp; giovane marocchino, abitante in Sicilia, pur non avendo commesso alcun reato, essendo anzi in regola con la licenza di venditore ambulante, va al rogo. Boccette pregiate di profumo date in mano con troppa facilità alla prima, una volgare bottiglia di plastica piena di benzina per il secondo. Che nessuno ha potuto, o forse voluto, come dicono i parenti, togliergli dalle mani. Il potere dà e il potere toglie. Niente di più, niente di meno. Non ha importanza se hai rispettato le leggi o se sei un delinquente. Sapete come si dice. Per gli amici, o le amiche, le leggi si interpretano, per i nemici si applicano senza sconti. Poi i processi e le indagini ci diranno delle responsabilità dei singoli. Intanto, sui due giovani, sul loro destino diverso e parallelo, questo possiamo dire. E lo diciamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3586353945498952352?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3586353945498952352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3586353945498952352&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3586353945498952352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3586353945498952352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/i-due-volti-dellimmigrazione.html' title='Due volti dell&apos;immigrazione'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3356776791669415759</id><published>2011-02-12T14:24:00.001+01:00</published><updated>2011-02-12T18:02:04.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD, referendum a salve</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO 12 FEBBRAIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;QUEL REFERENDUM SENZA REGOLAMENTO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;FRANCESCO PALAZZO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo statuto del PD, approvato il 29 febbraio 2009, parla chiaro. Il referendum è il coinvolgimento della base su "argomenti e scelte politiche di essenziale importanza per l´azione del partito". E cosa c´è di più importante dell´entrata in maggioranza alla Regione dopo che gli elettori hanno sonoramente bocciato il Pd, nel 2008, e dopo che le primarie democratiche, nel 2009, hanno attribuito un largo 70 per cento ai due candidati che si opponevano a qualsiasi collaborazione con il governatore Lombardo? Dalla segreteria regionale del partito dicono che questo referendum non s´ha da fare perché non è stato emanato il regolamento che lo disciplina, previsto dallo stesso statuto. Ma è mai possibile che a due anni dall´approvazione della carta fondamentale del partito, questo regolamento non sia stato ancora votato dall´assemblea regionale dei delegati? Visto che accade, è possibile. Insomma, secondo i suoi dirigenti lo statuto del Pd prevede sì il referendum, ma per finta. Dalle stanze di comando del partito giunge questo messaggio: cari iscritti, vi diamo uno strumento per partecipare alle decisioni del partito e indirizzarne le politiche, ma poiché ci siamo dimenticati di scrivere e approvare il regolamento, non se ne fa niente. Vi sarebbero, poi, due ragioni politiche opposte al referendum. La prima. Si criticano coloro che stanno raccogliendo le firme perché starebbero strumentalizzando la base del partito. Una base di cui, evidentemente, non si ha una grande stima. Secondo argomento: i soggetti che stanno raccogliendo le firme non hanno un´idea comune sul dopo. C´è chi vuole gli assessori politici in giunta, in un eventuale quinto governo, e c´è chi vuole le elezioni anticipate. Può anche essere che sia così. Ma questo inficia il tentativo di proporre il referendum? Al comma 3, dell´articolo 36 dello Statuto, è scritto a chiare lettere quali sono i tre elementi da indicare nell´indizione del referendum. La specifica formulazione del quesito. Chiedere se i votanti intendono, si o no, continuare a sostenere la maggioranza che sorregge Lombardo, è un quesito abbastanza specifico e chiaro. Secondo elemento da indicare è la natura consultiva o deliberativa della consultazione. Sembra che si voglia andare verso un conta deliberativa, ossia vincolante per tutto il partito. Terzo elemento, occorre indicare se a votare debbano essere solo gli iscritti o anche gli esterni. Se abbiamo capito bene, si vorrebbero chiamare al voto solo gli iscritti. Ci pare, dunque, che esistano i presupposti, anche formali, a prescindere da qualsiasi regolamento, la cui assenza è da addebitare a chi in questo momento dirige il partito e non agli iscritti, per indire il referendum. Se i tesserati del PD, come sostengono dalla segreteria regionale, sono in stragrande maggioranza concordi con le scelte del partito dell´ultimo anno, e quindi hanno clamorosamente cambiato idea rispetto alle primarie del 2009, hanno la possibilità di dimostrarlo inserendo nelle urne referendarie le loro schede. O no? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3356776791669415759?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3356776791669415759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3356776791669415759&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3356776791669415759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3356776791669415759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/pd-referendum-salve.html' title='PD, referendum a salve'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4568893012615449026</id><published>2011-02-12T13:42:00.002+01:00</published><updated>2011-02-12T13:42:57.210+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Numeri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 11 FEBBRAIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XV&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rubrica Numeri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;NOI E LO STATO&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;FRANCESCO PALAZZO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;________________________________________&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In Sicilia la spesa pubblica per ogni cittadino è di 4767 euro. Nel Veneto è di 2414. La media nazionale è di 3736. Nella classifica della spesa pubblica pro-capite la Sicilia è al settimo posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4568893012615449026?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4568893012615449026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4568893012615449026&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4568893012615449026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4568893012615449026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/numeri_3468.html' title='Numeri'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8717051022339105486</id><published>2011-02-12T13:39:00.000+01:00</published><updated>2011-02-12T13:39:14.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regione Siciliana'/><title type='text'>Numeri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – MERCOLEDÌ 09 FEBBRAIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIX&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rubrica Numeri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;CONSULENTI&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;FRANCESCO PALAZZO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;_____________________________________&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Consulenze affidate nel 2010 dalla Regione Siciliana: 167. Spesa: 2 milioni 728 mila euro. Consulenze affidate dalla Regione Lombardia: 32. Spesa: 510 mila euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8717051022339105486?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8717051022339105486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8717051022339105486&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8717051022339105486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8717051022339105486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/numeri_12.html' title='Numeri'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7177799217648232390</id><published>2011-02-12T13:33:00.000+01:00</published><updated>2011-02-12T13:33:47.627+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Numeri</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA – VENERDÌ 28 GENNAIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XVIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rubrica Numeri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;IN SICILIA LA VITA È PIÙ BREVE&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: xx-small;"&gt;FRANCESCO PALAZZO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;________________________________________&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati Istat 2010, al Sud la vita è più breve che nel resto d´Italia. In Sicilia l´uomo vive in media 78,6 anni, la donna 83,5. La media italiana è 79,1 anni per gli uomini, 84,3 per le donne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7177799217648232390?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7177799217648232390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7177799217648232390&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7177799217648232390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7177799217648232390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/numeri.html' title='Numeri'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-984317150103200630</id><published>2011-02-04T08:53:00.000+01:00</published><updated>2011-02-04T08:53:16.563+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Sicilia: leggi elettorali e politica</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 5 del 4 Febbraio 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 2&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;PD, la legge elettorale non ti aiuterà&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sulla legge elettorale riguardante gli enti locali, che sta per essere calendarizzata all'ARS, vanno fatte alcune riflessioni. Una, intanto, di carattere generale. Il disegno di legge, che ha superato lo scoglio della commissione affari istituzionali del parlamento siciliano, è espressione solo dell'attuale maggioranza (PD, MPA, FLI, UDC, API), mentre l'opposizione, che prima era maggioranza, (in Sicilia non ci facciamo mancare niente) ha detto che in aula sarà battaglia, anzi ha parlato addirittura di golpe. Le leggi elettorali riguardando tutto il corpo elettorale, andrebbero approvate in maniera condivisa. Non a colpi di maggioranza. Soprattutto se chi vuole fortemente questa legge, il PD, all'inizio della legislatura era stato inchiodato dagli elettori, e in maniera severa, nei banchi dell'opposizione. Sin qui siamo alla forma, che in politica, come sappiamo, è sostanza. Veniamo, invece, ai contenuti della legge. Il faro che la ispira è costituito dal fatto che si vuole dare all'elettore la possibilità di scegliere meglio sindaci e presidenti di provincia. Sempre in un'unica scheda il corpo elettorale avrà l'obbligo, se vuole, di esprimere due preferenze, una per il candidato consigliere, comunale o provinciale, e una per il candidato sindaco o presidente di provincia. Terminerà, perciò, l'effetto trascinamento, per il quale, dal 1997, basta votare un consigliere e non esprimere alcuna preferenza per il sindaco o il presidente della provincia, che il voto va automaticamente all'aspirante alla poltrona più alta legato alla coalizione di apparteneva del candidato consigliere. Il PD sa che il centrosinistra ha una lunga storia di liste molto deboli, perciò non trainanti, mentre i candidati che presenta per le poltrone di primo cittadino o presidente di provincia hanno quasi sempre avuto un gradimento molto più consistente dei contendenti del centrodestra. Spera, in tal modo, di riequilibrare le proprie sorti negli enti locali. E già questo aspetto, dichiarato espressamente in casa PD, fa sorgere un punto di domanda. Questa nuova legge elettorale intende dare un'arma di scelta in più all'elettore, oppure sono presenti ragioni di parte? Pare che ci siano entrambi gli aspetti. Ma una norma elettorale non dovrebbe mai contenere un'attesa di cambiamento politico riguardante una delle parti in causa. Perché una cosa è la politica che un partito mette legittimamente in campo, un'altra è volere piegare la politica verso se stessi costruendo una norma che miri a colmare le lacune di uno schieramento. Ma è poi vero che la scheda unica con il voto che si trasferisce automaticamente ai candidati sindaci o presidenti di provincia ha sempre penalizzato il centrosinistra? Vediamo quanto è accaduto a Palermo e Catania in due elezioni differenti, nel novembre del 1993 e nel novembre del 1997, tendendo presente che la corrente legge elettorale è stata approvata nel settembre del 1997. Ebbene, sia Orlando, a Palermo, che Bianco, a Catania, vinsero, non solo loro ma con le liste che li sostenevano, nel 1993 e nel 1997, con due leggi elettorali differenti. Nel 1993 c'era la doppia scheda per sindaco e consigliere, nel 1997 la scheda unica con l'effetto trascinamento. Perché ciò è accaduto? La spiegazione è semplice. Nel 1997 fu premiato quanto era stato fatto nel mandato precedente, anche se era cambiata la legge elettorale. Gli elettori non sono affatto degli stupidi sprovveduti, sanno molto bene quello che fanno. E perché negli ultimi dieci anni Catania e Palermo sono state consegnate al centrodestra? Colpa della legge elettorale? Non prendiamoci in giro. E' successo che quella stagione virtuosa dei due sindaci, dal 1997 in poi si perse per strada, apparecchiando la tavola alla sbafata a quattro ganasce ai berlusconiani e compagni di cordata. Qualcuno potrebbe obiettare che quella, elettoralmente, è una stagione ormai alle nostre spalle. Che non sia così ce lo mostra l'oggi. Osserviamo, per fare un solo esempio, quanto accaduto a Gela nelle elezioni del 2010, svoltesi neanche nove mesi addietro. Al ballottaggio sono arrivati due candidati del Partito Democratico. Andate a vedere i voti delle liste che li appoggiavano. Vi renderete conto che la vittoria è stata, pur in presenza della scheda unica e dell'effetto trascinamento, che teoricamente favorirebbe il centrodestra, sia delle liste che dei due candidati. Ciò sta a significare che laddove il centrosinistra è credibile, vedi le sindacature di Crocetta nel comune gelese dal 2003 al 2009, il corpo elettorale lo premia a prescindere dalla procedura di voto. Sia chiaro, è giusto fornire all'elettore una più ampia e precisa possibilità di esprimersi alle urne. Ma il PD si ricordi che l'azione politica è una cosa, ed è questa che genera le vittorie o le sconfitte, le norme elettorali un'altra. Confondere i due momenti non è un buon segno. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-984317150103200630?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/984317150103200630/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=984317150103200630&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/984317150103200630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/984317150103200630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/02/sicilia-leggi-elettorali-e-politica.html' title='Sicilia: leggi elettorali e politica'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-737409843167027833</id><published>2011-01-26T10:36:00.000+01:00</published><updated>2011-01-26T10:36:13.066+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD in Sicilia, se può fare più buio di mezzanotte.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/01/26/pd-mezzanotte-e-dintorni/"&gt;LiveSicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;mercoledì 26 gennaio 2011 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pd, mezzanotte e dintorni&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma qualcuno ha capito a cosa è servita la riunione dei circoli del PD che si è svolta domenica a Catania? Era stato annunciato come un evento di importanza fondamentale nella vita del partito. Un momento di chiarimento sulla linea da seguire rispetto al governo Lombardo dopo i referendum di Enna, Caltagirone e Gela. Non c’è stato alcun chiarimento, le divisioni all’interno del partito si sono acuite. Il tutto si è risolto, ancor prima di iniziare l’incontro, con una dichiarazione della segreteria regionale. Le decisioni nel partito le prendono gli organismi preposti a ciò. Dunque, se ne riparlerà nell’assemblea regionale del partito convocata a febbraio. Ma per dire questo c’era bisogno di convocare seicento persone in un albergo? Non bastavano un sms o una mail? Nel partito si è ormai insinuato il sospetto reciproco che divide le due fazioni pro e contro il sostegno al governo regionale. Da una parte, i più fedeli credenti a questa operazione di entrare in maggioranza alla regione, delegittimano i referendum che hanno bocciato con numeri indiscutibili la linea intrapresa dal partito e dalla maggioranza del gruppo parlamentare, due pezzi che a questo punto è molto difficile distinguere. Dall’altra parte, coloro che si oppongono tenacemente alla svolta, che ha disatteso il risultato delle primarie del 2009, gridano allo scandalo e parlano di un’assemblea, quella di domenica appunto, pilotata e senza alcun reale confronto.Nel frattempo, accadono alcune cose. La prima, in realtà, è una specie di mantra ripetuto sino alla noia dai dirigenti del PD nell’ultimo anno. Il governo regionale è carente nella sua azione amministrativa, appannato nell’azione riformista, occorre un cambio di passo, una scossa. Siccome queste esortazioni sono ribadite in continuazione, non riusciamo più a capire a chi il PD le rivolga, visto che numericamente è l’azionista di maggioranza della coalizione che all’ARS sostiene Lombardo. Chi deve imprimere questo cambio di passo, se non il partito che consente al governatore di continuare a sopravvivere politicamente? Anche nei confronti degli stessi assessori tecnici non c’è una parola chiara, un punto fermo. Sono gente capace, dice Giuseppe Lupo, ma ancora devono dimostrare di saper lavorare. Ma come si fa a dire che un assessore è capace se ancora deve dimostrare di saper svolgere bene il proprio compito? Mistero. L’altra cosa che è accaduta si riferisce alle alleanze per le amministrative che si svolgeranno in primavera. Il terzo polo, ossia il partner con il quale il PD va a braccetto alla regione, ha detto chiaramente che presenterà ovunque propri candidati al primo turno e poi vedrà per i ballottaggi. Per la verità, il coordinatore regionale dei finiani ha detto di più, cioè che il terzo polo è equidistante dal PD e dal PDL. Rispondendo con un gelido silenzio al segretario regionale del PD, che ha perlomeno chiesto un’accoppiata sicura nei ballottaggi. Non si tratta di un aspetto secondario. L’accordo strutturato per le amministrative sta proprio alla base del sostegno al quarto governo Lombardo. Almeno questo pensavano in casa PD. Tanto che, per bocca del presidente del gruppo parlamentare all’ARS, hanno minacciato di porre fine all’esperienza lombardiana. Solo parole, per il momento. Ma può un partito che si ritiene il faro della politica siciliana, farsi strapazzare in tal modo limitandosi a minacciare ritorsioni senza prendere alcuna iniziativa concreta? Può permettere al leader dell’MPA di ridicolizzare i referendum democratici? La terza, e per il momento ultima questione, riguarda il rapporto con IDV, Sinistra e Libertà e Federazione della Sinistra. Gli esponenti regionali di questi partiti hanno risposto picche alla proposta, proveniente dal segretario regionale del PD, di formare in Sicilia una larga coalizione aniberlusconiana. Riepilogando. Il PD è un partito frantumato al proprio interno, non è per niente contento dell’azione amministrativa regionale che pur contribuisce a tenere in vita, non sa bene se gli assessori a lui più vicini riusciranno a fare bene il proprio lavoro, viene strapazzato dal terzo polo in vista delle amministrative, permette al segretario di un altro partito di entrare dentro i propri meccanismi decisionali ed è ai ferri corti con quei partiti (IDV, SEL e Federazione della Sinistra), che dovrebbero essere i suoi naturali compagni di viaggio e che vengono, anch’essi, presi di mira dal governatore, che li accusa di essere la ruota di scorta del berlusconismo. Un bel modo, quest’ultimo, di agevolare il dialogo tra il PD e chi sta alla sua sinistra. Può fare più buio di mezzanotte per i democratici?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-737409843167027833?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/737409843167027833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=737409843167027833&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/737409843167027833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/737409843167027833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/01/pd-in-sicilia-se-puo-fare-piu-buio-di.html' title='PD in Sicilia, se può fare più buio di mezzanotte.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4813820913933243018</id><published>2011-01-26T10:01:00.000+01:00</published><updated>2011-01-26T10:01:48.598+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Palermo: cuscini e politica.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - MERCOLEDÌ 26 GENNAIO 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;QUEI CUSCINI SPARITI DAL FORO ITALICO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La misura della decadenza di una città passa dalla conta delle piccole cose. Il fatto è che c´erano cinquantasei cuscini e ora ce ne sono soltanto ventitré. Dove, vi starete chiedendo. Se ve lo domandate vuol dire che non andate quasi mai sul prato del Foro Italico. Oppure ci andate spesso. Però ormai, da palermitani pur sensibili alle cose belle della città, vi siete abituati alle piccole cose che spariscono. Alla città che sta scomparendo lentamente con esse. Perché quei bei cuscini blu, luccicanti, di una tonalità davvero azzeccata, di ceramica e non di gommapiuma, erano all´inizio messi proprio sulle panchine, piastrellate e allegramente colorate, poste proprio a due passi dal mare. Quello che purtroppo dal centro città possiamo solo guardare, facendo con la manina ciao ciao ai turisti che con le grosse navi da crociera arrivano e partono. I cuscini non sono spariti tutti insieme in una notte. A uno a uno sono stati strappati a forza dalla loro sede. Al loro posto è rimasto il cemento con il quale erano stati fissati. E sino a quando erano i primi a scomparire, i palermitani, che sovente lì passeggiano, corrono, portano cuccioli animali e cuccioli umani, compulsano quotidiani e libri, potevano fare anche finta di non vedere. Ma da un certo momento in poi sarà stato impossibile non accorgersene. Il Comune di Palermo però non se n´è accorto lo stesso. La struttura che è addetta al controllo del prato avrebbe dovuto comunicarlo, non appena spariva il primo cuscino, all´ufficio addetto, che doveva subito preoccuparsi di rimpiazzare il pezzo mancante. Ma non è successo. Ora, neanche i ventitré cuscini blu rimasti, dei cinquantasei originari, stanno in salute. Sono quasi tutti con scritte varie, e lo smalto brillante che li ricopriva è un lontano ricordo. Sia chiaro, sulla contabilità non ci impicchiamo. Può essere che, mentre scriviamo, ne sia sparito ancora qualcuno. I trentatré cuscini potrebbero già essere trentaquattro o trentacinque. I restanti andrebbero dunque protetti, prima che la conta precipiti, come una specie in via d´estinzione. Tutte le cose belle rimaste a Palermo, dopo dieci anni di deserto politico e amministrativo, si dovrebbero catalogare e adottare. Prima che una alla volta, come i cuscini del Foro Italico, ci vengano sottratte alla vista senza che ce ne accorgiamo. E ai palermitani viene facile non rendersi conto delle sottrazioni di vivibilità che patiscono, e contribuiscono a creare con il silenzio o la partecipazione attiva, giorno dopo giorno. I cuscini del Foro Italico sottratti, in fondo, sono come la politica che piano piano ha abbandonato questa città. Centrodestra e centrosinistra, tra loro e al loro interno, si interrogano e litigano, restando però immobili e catatonici, su come iniziare una nuova stagione nel capoluogo. Ma questo è un altro discorso. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4813820913933243018?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4813820913933243018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4813820913933243018&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4813820913933243018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4813820913933243018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/01/palermo-cuscini-e-politica.html' title='Palermo: cuscini e politica.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-710463150749052316</id><published>2011-01-23T10:13:00.000+01:00</published><updated>2011-01-23T10:13:38.685+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia e Politica'/><title type='text'>Le parole che processano il potere.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2011/01/23/le-parole-dei-magistrati/"&gt;LiveSicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;domenica 23 gennaio 2011 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le parole dei magistrati&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il potere politico e della politica in Sicilia avvolge tutto. Tutto comanda e tutto decide. Se riesci a toccare il suo mantello, sei salvo. La condanna severa del potere, pertanto, colpisce e quasi tramortisce. Possiamo metterla, se volete, anche così. Oppure possiamo parlare di quell’altro potere, impersonato dalla magistratura, che è ormai l’unico soggetto in grado di condizionare la politica e la pubblica opinione. Se la magistratura non interviene, non succede niente. Si continua a coprire, ricoprire, attendere, far finta di non capire. Sino a quando si può. Sino a quando è possibile. E non parliamo solo di ieri, ma anche di oggi, lo sapete molto bene. Si è capaci di ripetere lo stesso copione infinite volte. In queste ore, del tutto umanamente, si manifesta solidarietà al condannato. Non si spende, tuttavia, neanche un aggettivo per i magistrati antimafia che hanno lavorato duramente a Palermo per arrivare alla verità, almeno quella giudiziaria. Mi pare corretto, invece, che il sostegno vada esclusivamente a questi stipendiati dello stato. I quali, pur vivendo in un sistema giustizia povero di risorse e giornalmente attaccato dal governo di questo paese, sono riusciti a tenere la barra dritta facendoci pervenire a un punto fermo. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. La Cassazione ha solo preso atto del buon lavoro fatto a Palermo. Lavoro fatto di parole scritte e parlate, di prove. Il potere e le parole. Il potere delle parole. Le parole che processano il potere. E vincono, qualche volta. Le abbiamo contate. Sono soltanto quarantasette quelle utilizzate dalla direzione distrettuale antimafia di Palermo per commentare la sentenza di condanna emessa ieri dalla cassazione. Sono del Procuratore capo Francesco Messineo. LiveSicilia ha postato la dichiarazione alle 15 e 15, alle 23 e 45 non c’era ancora alcun commento e nessuno aveva cliccato sul “mi piace”. Cosa significa questo, cari attenti e loquaci lettori di questo giornale? Le riduciamo ancora quelle quarantasette semplici parole. L’ufficio, dichiara Messineo, non commenta le sentenze, prende solo atto che è stato confermato l’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura. Punto. Messe così, sono solo diciassette le parole. Un vero servitore dello Stato sa che le parole sono importanti e non le spreca. E lo sappiamo pure noi giornalisti, anche se spesso ne facciamo un uso smodato. E, perciò, questa volta, non aggiungiamo molto altro. Possiamo solo esprimere l’auspicio, ingenuo, lo sappiamo, che la politica siciliana possa sempre più riempiersi, a tutti i livelli di rappresentanza, di servitori delle istituzioni che parlano poco e lavorano tanto. Davvero. Senza ricorrere alla facile e becera propaganda. Lavorino per il bene di tutti, utilizzando correttamente, per il vantaggio massimo della collettività e dei singoli, le risorse pubbliche. Perché questo deve fare la politica. Il resto sono solo chiacchiere e distintivo. Oppure potere piegato ad interessi di parte. O criminali. O tutte e due le cose.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-710463150749052316?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/710463150749052316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=710463150749052316&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/710463150749052316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/710463150749052316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/01/le-parole-che-processano-il-potere.html' title='Le parole che processano il potere.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1354711329837479047</id><published>2011-01-22T18:31:00.000+01:00</published><updated>2011-01-22T18:31:58.003+01:00</updated><title type='text'>La mafia fa (ceva) schifo.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Repubblica Palermo &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Dietro lo slogan rimane l' intreccio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;16 novembre 2005 — pagina 1 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«La mafia fa schifo». Lo slogan della presidenza della Regione intende rappresentare la voglia diffusa di liberarsi dal dominio mafioso, dando per scontato che tale aspirazione è ormai patrimonio dei siciliani. Inoltre vorrebbe comunicare che pezzi significativi della classe dirigente regionale si sono affrancati da legami, connivenze e collusioni. L' operazione potrebbe avere un fondamento se gli assunti fossero, per così dire, riscontrabili. E' quindi il caso di verificare se la doppia certezza abbia dei presupposti certi o se invece sia solo un grande abbaglio. Intanto occorre dire che l' iniziativa denuncia una visione folcloristica della mafia. La si considera come un oggetto esterno, piovra o cancro che sia, e su di essa ci si diletta a esprimere tutte le considerazioni di questo mondo. Può fare schifo e ribrezzo solo ciò che non ti appartiene, che non fa parte della tua cultura, un qualcosa che puoi guardare dall' alto in basso con commiserazione. Dal punto di vista culturale e storico sostenere che la mafia fa schifo è come affermare che gli scarafaggi fanno venire il voltastomaco o che quel particolare quadro è orribile. Ma la mafia è alla stessa stregua di un animale indesiderato e non voluto o di un opera artistica appesa a una parete, che si possono guardare e giudicare scrollandosi le spalle così come si fa con la forfora? La mafia, Cosa nostra, è sempre stata in Sicilia un fatto di classi dirigenti, che l' hanno pasciuta e fatta crescere, con rapporti bilaterali consenzienti e sistematici, che hanno visto coinvolti le istituzioni, i partiti, le professioni, l' economia. Allora più che dire la mafia fa schifo, occorrerebbe assumersi le responsabilità di eventuali errori o sottovalutazioni. Forte del benestare trovato in questi settori la mafia, ieri come oggi, ha cercato e trovato il consenso presso le fasce popolari. Basta ricordare le utenze pagate in silenzio a Cosa nostra da alcuni stabili dello Zen o è sufficiente farsi un giro nelle periferie palermitane, per verificare che non è proprio lo schifo il sentimento che il popolo prova nei confronti della criminalità organizzata. Il primo assunto, quindi, e cioè che il popolo siciliano provi schifo verso la mafia, è molto lontano dal verificarsi. Tale moto di ripugnanza appartiene solo a un esiguo spaccato di società isolana. Se tale minoranza si avviasse a diventare maggioranza, noteremmo tutti i segni quotidiani evidenti di tale inversione di tendenza. Che non ci sono. Il secondo assunto, ossia che la classe dirigente si è liberata da contiguità con il mondo criminale è ancora più indimostrato del primo. Proprio i fatti più recenti, come l' arresto ieri di un&amp;nbsp;deputato, sono un segno evidente. La sensazione è che la mafia continua a prosperare proprio in quanto non si riesce a sciogliere il nodo che la lega alla politica. Le cronache giudiziarie, giornalistiche, il senso comune e ciò che sappiamo, ci dicono che la politica è ancora fortemente condizionata e condizionabile da Cosa nostra. Si badi bene, non si tratta solo di vicende personali, ma di un sistema forte, strutturato, del quale vediamo solo gli aspetti che giungono agli onori della cronaca. I partiti non sono ancora riusciti a darsi un codice etico di autoregolamentazione. Un insieme di regole condivise, in grado di dare autonomia decisionale alla politica rispetto all' azione repressiva e giudiziaria. Se non avverrà ciò, da un lato avremo la mafia come corpo esterno che fa schifo, dall' altro ognuno se la vedrà con il tribunale della propria coscienza e il cerchio si chiuderà. Ma poi, cosa significa affermare che la mafia fa schifo come fenomeno generale? Bisognerebbe restringere il cerchio e vedere se, allo stesso modo, facciano schifo anche i mafiosi in carne e ossa, gli affari legati alle loro attività e il consenso elettorale che sono in grado di determinare. I rapporti, le contaminazioni, gli affari si svolgono non con la «mafia» entità astratta, ma con specifici segmenti del mondo criminale. Da questi ultimi ci si deve emendare pronunciando parole precise, nei tribunali e davanti all' opinione pubblica. Per tutti c'è l' esempio di Peppino Impastato: lui scriveva che la mafia è «una montagna di merda», ma, poiché aveva la coscienza pulita non si limitava a un' accusa generica: combatteva i mafiosi in carne e ossa, anche a costo di pagare un prezzo altissimo verso gli affetti familiari. Che la mafia faccia schifo i mafiosi lo sanno già. è proprio questo schifo che vendono e che moltissimi ancora acquistano, facendo pagare a questa terra un prezzo altissimo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1354711329837479047?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1354711329837479047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1354711329837479047&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1354711329837479047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1354711329837479047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/01/la-mafia-fa-ceva-schifo.html' title='La mafia fa (ceva) schifo.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7190762554024193590</id><published>2011-01-05T13:03:00.000+01:00</published><updated>2011-01-05T13:03:19.105+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Autista, bussola!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – 5 Gennaio 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. XIII&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Quelle regole sui nostri bus che nessuno fa rispettare&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alle società che funzionano bastano poche norme, rispettate da tutti e fatte rispettare, per far andare le cose nel giusto verso. Una volta che una disposizione viene emanata, semplicemente si applica. Sempre. Da noi, invece, i regolamenti funzionano come le grida manzoniane. Tanti, minuziosi, ripetuti e poi, sistematicamente, dimenticati. Basta andare sui giornali ed è come se la cosa fosse fatta. Ma da quel momento scatta come un tacito patto tra controllati e controllori, i primi fanno finta di non capire, i secondi fanno finta di non vedere. Prendete, a esempio, l´annuncio dell´Amat datato 20 aprile 2010. Lo trovate ancora nella homepage del sito aziendale, c´è pure un bel disegnino di un autobus. Nella bussola anteriore c´è scritto salita, nella altre discesa. Tutto chiaro. A partire da quella data, dunque, a bordo dei mezzi pubblici si poteva salire solo dalla porta anteriore. L´unica obliteratrice sarebbe stata posta proprio dalla parte della salita, gli abbonati avrebbero dovuto mostrare subito il tesserino. Lo scopo era quello di abbattere significativamente il plotone, assai cospicuo, dei passeggeri abusivi. Bene. Anzi, male. Perché, dopo qualche settimana, tutto è tornato come prima. Se è possibile, anche peggio. Basta che prendiate qualsiasi autobus, ma potete limitarvi al 101, il bus più frequentato della città, per rendervi conto che si sale e si scende da qualsiasi bussola. Con buona pace degli adesivi, discesa e salita, incollati sulle bussole e con l´evidente fallimento della politica di riduzione dei viaggiatori non paganti. Sempre l´annuncio di aprile prevedeva un rafforzamento dei controlli. Da trentadue verificatori si sarebbe passato a cinquantadue, numero quest´ultimo che per la verità appare del tutto inadeguato per una rete di trasporto pubblico molto estesa come è quella palermitana. Ma siccome i verificatori devono essere sempre in coppia, il numero delle unità di verifica - chiamiamole così - sarebbe stato comunque di ventisei. Ventisei coppie di verificatori che, secondo quanto affermato dall'AMAT, dovevano stazionare nella parte anteriore degli autobus per controllare le timbrature. Per la verità, se ogni tanto si vedono a bordo le coppie, di questi singoli e attenti scrutatori dei titoli di viaggio se ne sono visti ben pochi. Ancora meno abbiamo potuto ammirare le guardie giurate le quali, in via sperimentale, dal 20 aprile, avrebbero dovuto garantire sicurezza. Non sappiamo se, come preventivato, siano stati utilizzati per qualche ora pure gli ausiliari del traffico. Insomma, si prevedevano mezzi pubblici pieni di supervisori, ma il risultato è stato il solito buco nell´acqua. Tanto che, possiamo ipotizzare, l´Amat forse non è riuscita neanche a recuperare, in termini di biglietti in più obliterati, il costo dei depliant con i quali contava di presentare le nuove norme agli utenti. Sul sito dell´Amat si legge che un vecchio studio stima intorno al 35 per cento il totale dei non paganti. Forse lo studio andrebbe aggiornato. Ad occhio e croce quella percentuale ci sembra molto ottimista. E pensare che basterebbe poco per affrontare la questione. Niente di fantascientifico. Lo fanno normalmente a Londra, a New York e chissà in quanti altri posti. Chi guida il mezzo, senza altri supporti umani - pertanto facendo pagare alla collettività un solo stipendio - si accerta che tutti salgano dalla parte giusta. Se qualcuno trasgredisce, il guidatore ferma il bus e invita, con decisione, il trasgressore ad accedere dalla porta anteriore esibendo un valido documento di viaggio o pagando il biglietto direttamente a lui. Troppo complicato? Si potrebbe provare. Magari affiancando ai guidatori, all´inizio, giusto il tempo che i palermitani si abituino, oltre che il personale dell´azienda, anche una parte degli ex Pip, distribuiti attualmente senza criterio alcuno negli uffici pubblici. Di sicuro, stabilire norme di comportamento e poi non attuarle non serve a nulla, se non a peggiorare, ancora di più, la vivibilità di una città già abbastanza sofferente. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7190762554024193590?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7190762554024193590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7190762554024193590&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7190762554024193590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7190762554024193590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2011/01/autista-bussola.html' title='Autista, bussola!'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2227376623845927906</id><published>2010-12-07T15:52:00.000+01:00</published><updated>2010-12-07T15:52:26.945+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Consigliere, ti consigliamo di votare.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2010/12/07/attacco-al-palazzo-dinverno/"&gt;LiveSicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;7 12 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L'assalto al palazzo d'inverno&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi ha in mano il potere di spegnere la luce a questa legislatura al comune di Palermo? Possibile che trentatré, dei cinquanta inquilini di Palazzo delle Aquile, non sentano un sussulto di dignità, di pietà, non tanto verso la città, ma nei loro confronti, per presentare e votare una mozione di sfiducia al sindaco e fare andate i titoli di coda ad uno dei periodi più incredibili della politica palermitana? Difficile crederci, eppure succede nel quinto comune d’Italia. Ma cosa bisogna vedere ancora, oltre l’assalto al Palazzo d’inverno degli operai della Gesip? Consiglieri comunali costretti a votare un provvedimento e alcuni di loro che pure si vantano di avere salvato la barca di un’azienda gestita con metodi clientelari e che perde un milione di euro l’anno. Questa città, Palermo, è ormai in mano a chiunque voglia prendere qualcosa per sè o la sua tribù. A quando il prossimo assalto? E chi sarà il prossimo, tra quelli che aspirano a rivestire in futuro la carica di primo cittadino, a dire è merito del mio partito? Ma la domanda è forse un’altra. Chi comanda oggi a Palermo? Chi regge i fili del potere e gestisce quel poco che è rimasto nelle casse? Non è la politica, di certo. Quella ha spento l’interruttore da tempo. La maggioranza che ha vinto le elezioni è scomparsa come neve al sole, quello che ne è rimasto fa a sciabolate per capire chi deve essere il prossimo candidato a sindaco, le giunte incolori si cambiano come le cravatte la mattina, l’opposizione è diventata maggioranza. Già, l’opposizione. Come nelle migliori tradizioni ha cominciato a litigare su come arrivare alla designazione del candidato a sindaco. Il PD afferma, e viene quasi da sorridere se non venisse da piangere, che ancora non è tempo per primarie e candidature. L’Italia dei Valori pone veti al PD, rinverdendo un’azione frontista veteroretina che probabilmente serve a preparare il terreno a chissà cosa. Per il resto, movimenti che si credono il nuovo, e questa l’abbiamo già sentita, assemblee di anziani che vogliono sentirsi giovani e annacamenti vari. Ma come si fa, dopo dieci anni di buio, a non avere ancora chiaro il percorso a diciassette mesi dalle elezioni? Bene che vada, perché si potrebbe andare al voto anche prima. Ed ecco che, in questo quadro, irrompono gli operai della Gesip a prendere per il bavero gli eletti dal popolo e a metterli dietro la lavagna del ricatto. O votate quella delibera, oppure finisce male. Avranno detto più o meno così? Le parole saranno state più pesanti e risolute. Ma non ce n’era bisogno Bastava anche una classe di scuola materna a far sbriciolare quel muro di marzapane che è oggi la politica palermitana. Sì, quelli che hanno qualche anno in più di noi, ci diranno che forse abbiamo vissuto altri periodi bui somiglianti a questo decennio interminabile. Può essere. Il fatto è che non ne abbiamo più memoria. Né dei momenti belli, né di quelli brutti. Queste due legislature hanno cancellato pure i ricordi. Dobbiamo andarci a rileggere la nostra storia recente per trovare il punto da cui ripartire. Sarà difficile, per chiunque verrà dopo, ricostruire un minimo di cittadinanza condivisa sulle macerie di una politica assente o forse troppo presente nella sua irrisoluta inettitudine. Per far finire al più presto questo strazio, non resta che fare appello a quei trentatrè. Non trentini, ma consiglieri comunali palermitani che servono per abbassare la saracinesca e consentirci di scegliere con le elezioni. Così almeno, nel centrodestra, la finiranno con le sciabolate e individueranno un nome, uno qualunque, siamo a questo punto gente di poche pretese, da proporre al corpo elettorale per la carica di primo cittadino. Così almeno nel centrosinistra, facciano un po’ come vogliono, pure con la monetina, attraverso una sfida a dadi o con le freccette, vedranno quale galletto dovrà uscire fuori vivo dal pollaio e sfidare lo sciabolatore del centrodestra a singolar tenzone. Insomma, trentatrè consiglieri cari, ridateci un po’ di normalità. Fate a questa città, che almeno un po’ dovrete amare, un bel regalo di Natale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2227376623845927906?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2227376623845927906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2227376623845927906&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2227376623845927906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2227376623845927906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/12/consigliere-ti-consigliamo-di-votare.html' title='Consigliere, ti consigliamo di votare.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-320730263848560563</id><published>2010-12-06T08:39:00.001+01:00</published><updated>2010-12-06T16:17:58.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Palermo, la paura delle primarie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2010/12/06/se-le-alleanze-complicano-le-primarie/"&gt;LiveSicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;6 12 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se le alleanze complicano le primarie&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il dibattito nel centrosinistra, al fine di individuare un percorso per arrivare alle prossime amministrative palermitane, passando per le primarie, rischia di attorcigliarsi su se stesso. Il tema delle alleanze ha preso il sopravvento. Quello che crea problemi è lo schieramento che sostiene il governo regionale. Lombardo ha detto alcuni mesi addietro, davanti ad un estasiato popolo di marca democratica, che questa coalizione (MPA, PD, FLI, API e UDC) vuole portarla anche negli enti locali, cominciando da Palermo. IDV, Sinistra e Libertà, i movimenti, un pezzo dello stesso PD, vedono come il fumo negli occhi tale prospettiva. L’indisponibilità è venuta fuori nell’assemblea tenutasi il 17 novembre scorso, che ha visto la partecipazione di partiti e movimenti, tranne il PD, e qualche osservatore accreditato dell’MPA. Assemblea che è sembrata la solita preoccupata e assai tardiva chiamata alle armi preelettorale. In quella sede sarebbe stata decisa una data per la conta ai gazebo, il 27 febbraio 2011. Ma al momento, in realtà, non si capisce che primarie saranno e se si svolgeranno. Per carità, non è che questo strumento risolva tutti i problemi. Però ha questo di buono, mette il silenziatore a tutti i calcoli e le subordinate. E lo fa dando la parola direttamente a quelle persone che non partecipano ai vertici per stabilire chi sta con chi e per che cosa. Momenti dove si finisce per chiedersi chi siamo, dove andiamo e cosa vogliamo, in un girotondo di torsioni e capriole che tolgono il respiro anche ai più pazienti. Molto più semplice adocchiare una data di celebrazione delle primarie vera e condivisa da tutti e farla finita lì. Ma come fare? Nelle primarie milanesi la spinta decisiva è venuta da colui che poi ha vinto. Ha lanciato in un incontro pubblico la candidatura, l’ha supportata con adesioni e ha cominciato a delineare le cose da fare. Gli altri hanno seguito a ruota. Non cominciando a discettare di sigle e alchimie varie. Ma presentando altre tre candidature. A Palermo, anche coloro che già si sono in qualche modo sbilanciati, affermando di volere partecipare alla corsa, si sono, tranne uno, limitati a qualche intervista o a un’indefinita, nel tempo e nello spazio, dichiarazione di disponibilità. Con il risultato di imporre una navigazione a vista. Il solo Davide Faraone, sabato mattina, ha rotto gli indugi lanciando ufficialmente la propria candidatura, iniziando a raccogliere firme a supporto della stessa e mostrando che tipo di città vorrebbe. Ha annunciato gazebo nei vari quartieri per riprendere contatto con tutta la città. Vedremo se altri contendenti passeranno dalle parole ai fatti. Solo in tal modo le trombe del politichese, di coloro che hanno laceranti mal di pancia o stanno a guardare in attesa di dare la zampata finale, possono non avere l’ultima parola. Si è detto dell’importanza rivestita da Milano nello scacchiere politico nazionale. Stessa cosa si può dire, dall’altra parte dello stivale, per Palermo. Sul perimetro dell’alleanza, poiché è il punto che tiene bloccati, si abbia il coraggio di chiedere ai cittadini cosa ne pensano. Bisogna tenere lontana la tentazione di fare da balia al corpo elettorale. I candidati alle primarie devono rivolgersi a tutto l’elettorato in maniera trasversale.Una consultazione di questo tipo è diretta agli elettori, non può diventare il campo di battaglia tra i vari capetti delle fazioni partitiche. Coloro che si presenteranno ai gazebo prenderanno atto delle volontà politiche dei competitori e sceglieranno. Perché si vuole complicare una procedura semplice e in genere molto partecipata e apprezzata? Se a un elettore non piace il candidato che vuole portare la maggioranza regionale a Palazzo delle Aquile, non lo voterà. Ci sarà qualche altra candidatura che gli proporrà qualcosa di diverso. E poi una terza o una quarta che aumenteranno le possibilità di scelta. Se le primarie sono davvero una cosa seria, e non una messinscena a favore di telecamera, devono essere un rischio per tutti. Non ci si può riempire la bocca parlando di democrazia partecipata e poi non fornire al corpo elettorale una vera possibilità di scelta. E’ inutile teorizzare primarie aperte e poi concretamente rinchiuderle nello sgabuzzino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-320730263848560563?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/320730263848560563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=320730263848560563&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/320730263848560563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/320730263848560563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/12/palermo-la-paura-delle-primarie.html' title='Palermo, la paura delle primarie'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8477078664387165025</id><published>2010-12-03T09:20:00.000+01:00</published><updated>2010-12-03T09:20:27.730+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica e Lavoro'/><title type='text'>I protestanti con la valigia in mano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 3 DICEMBRE 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XXIII &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LA SANATORIA DEI PRECARI E IL FUTURO DEGLI STUDENTI &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse gli studenti siciliani che protestano e occupano, non sanno che qualche risposta definitiva ai loro dubbi, circa il futuro che li attende, l´ha già data la politica regionale. Probabilmente, tra un´assemblea e un´autogestione, non leggono i giornali e nessuno gli spiega come stanno le cose. Eppure i numeri sono abbastanza chiari. Il governo regionale vuole stabilizzare i 22.500 precari degli enti locali, a dicembre cominceranno a firmare i contratti a tempo indeterminato i 4.800 che prestano servizio negli uffici della Regione, sono già stati collocati quasi tutti i 3.300 ex-pip che il governo regionale ha disseminato un po´ dappertutto, infine si apre pure un portone per i lavoratori a tempo determinato in servizio in tutti gli enti collegati alla regione o sottoposti alla sua vigilanza. E in quest´ultimo caso Dio solo sa quale numero potrebbe uscirne fuori. Che migliaia di lavoratori, la massima parte non qualificati, non costeranno niente alla casse pubbliche, è ovviamente una bella battuta. È evidente che trentamila stipendi implicano un forte impegno per le già claudicanti casse della Regione e degli enti locali. Sarebbe perciò corretto che qualcuno svelasse agli studenti cosa comporterà tutto questo. Per gli enti locali significherà, per i prossimi decenni, stringere ancora di più la cinghia, cioè tagliare servizi essenziali, e bloccare le assunzioni. Stessa operazione dovrà farla la Regione, che in realtà già la attua da tempo. Il messaggio per gli studenti siciliani è il seguente. Studiate pure. Quando, e se, arriverete alla fine del vostro percorso scolastico, badate bene di aver già bella pronta la vostra valigia. Mettete dentro la vostra borsa l´iPhone, l´iPad, i master, il poderoso impegno economico sostenuto negli anni dalle vostre famiglie e andate via. Andate via perché noi abbiamo dovuto garantire tutto il precariato che abbiamo creato per farci le nostre campagne elettorali. Ognuno di noi ce ne ha messo un pezzo, dichiarando solennemente che "da oggi non faremo un solo precario in più". Che è come dire non si faranno più prigionieri. E invece i prigionieri li hanno fatti. E sono proprio i ragazzi e le ragazze che perdono ancora tempo sui libri. Sono prigionieri della loro terra. Presto dovranno abbandonarla portando altrove tutta l´immensa ricchezza, quantitativa e qualitativa, che è l´inestimabile somma di migliaia e migliaia di percorsi formativi. Ecco, qual è la vera notizia, cari giovani che protestate. Qui c´entra poco la Gelmini, l´autonomia della scuola e tutti i giusti problemi che in questi giorni state sollevando per le strade della Sicilia. Capirete tutto ciò tra qualche anno. Quando sarete sulla scaletta di qualche aereo che vi porterà via chissà dove. Non c´è dubbio che tra le tante riforme sbandierate, questa funzionerà a dovere. Chissà se coloro che oggi plaudono entusiasti a questa stabilizzazione di massa, che chiude le porte a tantissimi giovani e apre sempre più il rubinetto dell´emigrazione giovanile con la laurea in tasca, riflettono abbastanza su quello che dicono. Nel frattempo negli uffici pubblici entrano ultra quarantenni che non sanno neanche accendere un pc e non trovano spazio ventenni freschi di laurea e di competenze. Come se non bastasse, non spendiamo i fondi europei e non creiamo quindi le condizioni di sviluppo, tagliando pure questo ramo alle giovani generazioni. Tanto che i funzionari della Commissione europea devono farci la lezioncina sulla differenza tra il pesce e la canna per pescare. Ma dai megafoni dei nostri ragazzi questa autentica tragedia che si sta consumando ai loro danni non esce fuori. Talvolta, fare due più due è davvero complicato. Intanto, sui pennoni dei palazzi del potere siciliano sventola la bandiera autonomista. Sai quanto saranno contenti gli studenti di rivederlo, quel vessillo, quando da professionisti in giro per l´Italia e per il mondo lo rivedranno nel periodo di ferie estive. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8477078664387165025?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8477078664387165025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8477078664387165025&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8477078664387165025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8477078664387165025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/12/i-protestanti-con-la-valigia-in-mano.html' title='I protestanti con la valigia in mano'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8477434615520276388</id><published>2010-11-21T09:52:00.001+01:00</published><updated>2010-11-21T09:54:11.088+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>La compagnia del lei non sa chi sono io</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2010/11/21/il-club-degli-amici-delle-vittime/"&gt;LiveSicilia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Domenica 21 novembre 2010 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il club degli amici delle vittime&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pareva, negli anni novanta, dopo le stragi, che tutto quel sangue versato fosse almeno servito per raggiungere una consapevolezza condivisa, una soglia del dolore comune. Che l’asticella di quanto è possibile tollerare, non soltanto dentro le aule dei tribunali, ma in primo luogo nelle strade della nostra vita quotidiana, pubblica e privata, fosse stata posta molto in alto. Non è così, ci siamo sbagliati ancora una volta. Quella della politica la si può varcare a piacimento. Ci puoi passare sia sopra che sotto. Oppure di lato. A giorni alterni. Quando conviene. Basta poi pronunciare la frasetta magica che risolve tutto. Blaterata a pieni polmoni. Con voce roboante e arrogante quanto basta. Sulla questione morale non deve darci lezioni proprio nessuno. Quante migliaia di volte abbiamo sentito queste parole? Abbiamo i padiglioni auricolari sanguinanti. Noi, e sottolineo noi, così finisce la litania, siamo il partito di questo e quell’altro. Come se bastasse, per affrontare con coerenza e dignità il presente e il futuro, uscire dal taschino azzimato i santini sanguinanti di chi non può più alzare il dito e dire la sua. Utilizzandoli, i santini, come lasciapassare per se stessi e alla stregua di tanti cartellini rossi. Che espellono dal campo del dibattito chiunque voglia discutere, nel merito, oltre la propaganda, su fatti e persone. Sono sempre buoni i santini. Si possono utilizzare in ogni occasione. Non sempre per lo stesso verso. Una volta per il dritto, l’altra per il rovescio. Chi se ne importa. Chi ha l’alibi morale incorporato come l’airbag nelle auto, può fare questo e altro. Del resto, si tratta di un giochetto facile facile, basta mettere diligentemente una parola dietro l’altra. E che si pagano le parole? Servono ai vivi per chiamare i morti. Per convincere, e convincersi, di essere sulla giusta strada. Si dimentica che i morti ci parlano forte e chiaro già attraverso le loro storie, non hanno certo bisogno di essere piegati alle piccole, a volte ambigue e di basso conio, esigenze di bottega. Quello che si fa, quando si hanno responsabilità pubbliche, se davvero merita, dovrebbe brillare di luce propria. Se si prova a illuminarlo di luce riflessa, quella di chi ha pagato il prezzo della vita per non chinare la testa, vuol dire che si hanno in mano false monete. E poi, appropriarsi di talune biografie, è più che sospetto. Se provassimo a portare per un attimo indietro gli orologi della storia e della cronaca, potremmo accertare come in molti casi la macchina del fango, quando i morti erano vivi pure loro, non li risparmiò affatto. E, talvolta, sorpresa delle sorprese, gli amici di oggi sono i nemici giurati di ieri. In Sicilia, i morti per mano mafiosa hanno tanti affettuosi e teneri compagni di viaggio. E’ semplice essere amico di un morto. Basta, ogni tanto, portare un fiore, anche appassito o di plastica, sulla tomba sempre affollata della retorica. E non c’è nessun settore dello scibile umano più pieno di retorica della politica. Non se ne può più. Almeno in questo mettiamoci un punto. Siamo tutti maggiorenni e vaccinati. Dunque, in grado di capire, da soli, senza l’aiuto di improbabili maestri di vita, che spesso alla dura pratica preferiscono la spumeggiante teoria, cosa hanno fatto i morti. E, soprattutto, cosa fanno, oggi, i vivi. Ai quali non servirà a nulla nascondersi dietro la memoria dei giganti. Tanto, se uno è nano, si vede lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8477434615520276388?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8477434615520276388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8477434615520276388&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8477434615520276388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8477434615520276388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/11/la-compagnia-del-lei-non-sa-chi-sono-io.html' title='La compagnia del lei non sa chi sono io'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-479432647669433650</id><published>2010-11-19T08:57:00.001+01:00</published><updated>2010-11-19T11:00:58.059+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD, voti e rivoluzioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;N. 44 del 19/11/2010 - Pag. 46&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;PD tra consenso e riforme&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Francesco Palazzo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le scelte del PD siciliano, oltre il risvolto giudiziario, possono essere valutate anche dai due punti di vista politici accampati dai democratici. Il PD sostiene di avere spaccato il centrodestra, ponendo le basi per l'alternativa. Ciò dovrebbe concretizzarsi, per mantenere i democratici un ruolo non marginale in futuro, in un aumento di consenso. L'altra motivazione del PD sono le riforme, provvedimenti le cui conseguenze devono essere percepite e misurabili. Primo punto. Il PD, sostenendo di aver prodotto uno sconquasso nel panorama politico, non si rende conto che alcuni meccanismi di riposizionamento erano già in corso sullo scenario nazionale. Il centrodestra, sgretolandosi, ha prodotto tre nuovi partiti, FLI, PID e Forza del Sud, i quali, sommati ai preesistenti MPA, PDL e UDC, se si rivotasse oggi, o anche tra qualche anno, è molto probabile che si riprenderebbero, con qualche punto di interesse in più, quel 68,1 per cento totalizzato dal centrodestra nel 2008 alle elezioni regionali. La divisione di pezzi di ceto politico siciliano, non implica affatto che i voti volino come farfalle nella casa dei democratici. I quali, visto il voto d'opinione che guida i suoi elettori, rischiano, a destra, di cedere più che di prendere. Alla sinistra del PD, in Sicilia è facile pronosticare, nelle tornate elettorali future, come previsto nel resto del paese, delle buone performance di IDV, SEL e Grillini. Ciò si tradurrebbe in un'ulteriore emorragia dal forziere democratico. Insomma, né quanto sta accadendo ha per protagonista assoluto il PD, come sopravvalutandosi credono alcuni suoi esponenti, né questo partito può verosimilmente attendersi di guadagnarci in termini di voti. Allora, perché lo fanno? Dicono per il bene della Sicilia e indicano le riforme approvate. Siamo al secondo punto. Scuola, lavoro, sanità, acqua, rifiuti, apertura pomeridiana delle scuole, esenzione ticket. Questi i titoli. Domanda. C'è qualcosa che ci permette di capire, oggi, quanto c'è all'opera dietro questo afflato riformistico? Per l'acqua c'è una norma che impegna la regione, nel 2011, a fornire alle amministrazioni i parametri per eventualmente disdire, senza oneri, i contratti con i privati. Non c'è traccia, intanto, del comitato consultivo degli utenti previsto dalla legge. Gli esperti affermano che si tratta di aria fritta, infatti hanno presentato all'ARS una proposta di legge di iniziativa popolare, supportata da 35 mila firme, e si chiedono che fine abbia fatto. Sulla sanità, sinora al cittadino non è dato verificare un solo indicatore che sia migliorato. Nel frattempo può capitarvi di recarvi presso un laboratorio privato convenzionato e pagare per intero le analisi anche se siete totalmente esenti. Tale aspetto interessa l'esenzione dal ticket per le fasce meno abbienti, sempre a partire dal 2011. Sul lavoro, per il credito di imposta, che privilegia lavoratori svantaggiati e disabili, siamo ancora alla definizione delle procedure per la trasmissione delle istanze. Non si tiene, tuttavia, conto della massa di lavoro giovanile, specializzato, costretto a varcare lo stretto. E' recentissimo l'allarme della Banca d'Italia, che stima al 2,6 per cento il calo dell'occupazione in Sicilia nel primo semestre del 2010. Più del doppio dell'1,1 per cento, ossia la flessione registratasi in tutto il 2009. Quasi il triplo della media italiana (0,9 per cento). Più elevato della media del sud (1,8 per cento). Sulla scuola, dal 2011, pure in questo caso niente di misurabile oggi, è previsto, su fondi europei, che tra qualche anno saranno una lontana e sprecata possibilità, e solo per le scuole in zone a rischio, l'apertura pomeridiana. La scuola vive una situazione drammatica. Ben altro potrebbe fare una regione autonomistica. Il piano rifiuti non si è capito ancora cosa è, l'immondizia torna per le strade e si propone d'inviarla a Rotterdam. Tra le altre cose, viene elogiata la stabilizzazione dei precari alla regione. Requisito, saper fare una fotocopia. Ora dobbiamo aggiungere i più di tremila ex PIP, avviati sul sentiero del trionfo. Due messaggi chiari alle giovani generazioni che riempiono scuole superiori e università. Tiriamo le somme. Dal punto di vista elettorale questa operazione politica, per il PD siciliano, se non è lontano dal vero quanto argomentato, appare tutta in perdita. Per quanto riguarda le cosiddette riforme, sono tutte ancora da attuare e, se mai ne vedremo qualcuna realizzarsi, non sembrano affatto decisive.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-479432647669433650?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/479432647669433650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=479432647669433650&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/479432647669433650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/479432647669433650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/11/pd-voti-e-rvivoluzioni.html' title='PD, voti e rivoluzioni'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-7305165758782163171</id><published>2010-11-05T08:35:00.000+01:00</published><updated>2010-11-05T08:35:40.708+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>Chiesa e mafia: parole che ritornano, aspettando i fatti.</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 42 del 5/11/2010&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 40&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pastorale di frontiera cercasi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Che la chiesa cattolica in Sicilia lanci anatemi contro la mafia, è certamente un fatto positivo. L'hanno fatto i vescovi nella sessione autunnale della conferenza episcopale siciliana, conclusasi il 27 ottobre. Il punto di domanda è capire se si riesce, finalmente, a fare qualche passo in avanti rispetto a quella che rimane soltanto una, peraltro datata, petizione di principio. Per dirla tutta, affermare, oggi, che la mafia è antievangelica è come sfondare una porta aperta. Anzi, un portone. E non tanto e non solo per noi, ma per gli stessi vescovi. Dal sito &lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.chiesedisicilia.org/"&gt;http://www.chiesedisicilia.org/&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, nella sezione dedicata alla CESI, appunto la conferenza episcopale siciliana, rintracciamo un importante documento, firmato da tutti i vescovi di Sicilia e rivolto a laici, sacerdoti, diaconi e religiosi, datato pasqua 1994. Il titolo è “&lt;span style="font-family: Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Nuova evangelizzazione e pastorale – Orientamenti pastorali per le chiese di Sicilia”. Si tratta di sedici pagine molto interessanti, contenenti una parte titolata “Mafia, mentalità e comportamenti mafiosi”. Ebbene, in tale documento, sulla mafia viene “ribadita la denuncia, altre volte espressa, circa la sua assoluta incompatibilità con il vangelo”. Le stesse parole che ascoltiamo oggi. Anzi, si dice di più. “La mafia appartiene, senza possibilità di eccezione, al regno del peccato, e fa dei suoi operatori altrettanti operai del maligno”. Più chiaro di così non si può. Eravamo a pochi mesi dell'uccisione di Pino Puglisi e a quasi un anno dal grido di Giovanni Paolo II ad Agrigento. Il bisturi viene infilato ancora in profondità, denunciando la strumentalità della devozione di taluni soggetti, sottolineando che richiedere o cercare qualsiasi intermediazione tramite ambienti mafiosi, rientra nella fattispecie della collusione. Contro tutto ciò la chiesa, nel 1994, oppone la forza del vangelo che è sì “rivolta alla persuasione, alla promozione e alla conversione delle persone, ma è nello stesso tempo intransigente nel non autorizzare sconti o ingenue transazioni per ciò che concerne li male, chiunque sia a commetterlo o a trarne profitto”. Pure in questo caso parole tombali. Il paragrafo si conclude con il riferimento a Pino Puglisi e alla necessità di una pastorale di frontiera. Che però, ecco il punto, non c'è mai stata. Dopo sedici anni da allora ascoltiamo la stessa reprimenda contro il potere mafioso, l'uguale avvertimento ai mafiosi a non utilizzare simboli sacri, l'identico appello a combattere non soltanto l'esercito di cosa nostra, ma anche il clientelismo e la cultura mafiogena. Allora, a volere essere obiettivi, dobbiamo dire che la presa di posizione odierna della conferenza dei vescovi siciliani non è una notizia, anche se ha conquistato le prime pagine. Il neocardinale Paolo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Romeo ha annunciato che sono in cantiere diverse iniziative che dovrebbero muoversi sul solco dei messaggi contro la criminalità organizzata lasciati in terra di Sicilia dagli ultimi due papi. Vedremo di che portata saranno. Ma possibile che, dal 1994 ad oggi, per non dire da prima, non si sia messo in cantiere nulla di cui oggi si possa fare un bilancio? L'argomento, come è a tutti evidente, non è di stretta pertinenza clericale o confessionale. Se davvero la chiesa cattolica scegliesse di scendere in campo contro Cosa nostra, andando oltre le dichiarazioni d'intenti, darebbe un contributo notevolissimo e, forse, decisivo. Proprio per questo non si può sempre ripetere, senza mai passare alle azioni conseguenti, il monito antievangelico contro i mafiosi e farlo passare continuamente come una novità. Cosa che è avvenuta tante volte. Basta ripercorrere lo spazio temporale che va dalla storica omelia del 1982 di Pappalardo, su Sagunto/Palermo espugnata, alla pronuncia dei vescovi di questi giorni. Sulle parole, dunque, ci siamo. Bisogna, una volta per tutte, cominciare ad andare oltre. Restiamo, pertanto, in attesa di queste annunciate iniziative concrete. Sperando di non ritrovarci, tra qualche anno, a risentire il successivo anatema, sempre più roboante, di avversione alle cosche. Se davvero si vuole che santini e bibbie siano visti come avversari dai devoti che fanno parte dell'esercito di Cosa nostra, dalla cattolicissima classe dirigente che si nutre copiosamente a quella fonte, dal popolo credente delle borgate che tuttora riserva ai singoli mafiosi coperture materiali e ideologiche, si deve sfogliare il primo capitolo, e poi gli altri successivi, di un libro del quale, sino a ora, non possiamo che condividere solo il titolo e l'introduzione. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-7305165758782163171?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/7305165758782163171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=7305165758782163171&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7305165758782163171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/7305165758782163171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/11/chiesa-e-mafia-parole-che-ritornano.html' title='Chiesa e mafia: parole che ritornano, aspettando i fatti.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2793252338965877362</id><published>2010-11-01T10:51:00.001+01:00</published><updated>2010-11-01T10:53:50.075+01:00</updated><title type='text'>La cara sanità</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LiveSicilia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Quotidiano online&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;1 11 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2010/11/01/la-sanita-ma-a-caro-prezzo/"&gt;Sanità, ma a caro prezzo&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Generalmente i riflettori vengono puntati sul pianeta sanitario quanto accadono eventi tragici. Rimane, tuttavia, nell’oscurità tutto il resto. Fatto di normale, ordinario, disagio. E qualche sorpresa. Almeno per me. Recentemente mi sono sottoposto a delle analisi cliniche di routine in un laboratorio privato convenzionato. Nel luogo prescelto trovo un cartello, affisso sia fuori che dentro la struttura. Leggo che ogni giorno, dall’inizio del mese di luglio, si possono assicurare solo un certo numero di prestazioni, venti, in regime di servizio sanitario regionale, dal ventunesimo in poi si passa al regime libero professionale, cioè si paga tutto. Ciò serve a restare dentro il budget, ossia sotto il tetto di spesa rimborsabile, assegnato al laboratorio per l’anno in corso. Quindi, già a metà anno, scatta l’allarme rosso. Chiedo se questo particolare provvedimento riguarda soltanto loro. No, mi si risponde, anzi in altri posti fanno pagare tutti, senza neanche mettere in palio il bonus per i primi venti. Di fatto, ognuno si regola come crede. Siamo quindi passati alla sanità privata, commento con la gentilissima dottoressa che procede al prelievo del sangue. Praticamente sì, mi risponde. La richiesta del medico curante mi è rimasta tristemente in tasca e ho sborsato quarantacinque euro, sei in più di quanto mi avrebbero chiesto se mi avessero arruolato tra i primi venti. Forse la memoria mi tradisce. Ma alcuni mesi addietro, non era stato annunciato dal governo regionale che molte famiglie non avrebbero più pagato il ticket sulle prestazioni sanitarie, sperimentando così in concreto i vantaggi della nuova sanità finalmente risanata? Ora, può essere che io sono entrato nell’unico posto in cui non sanno che abbiamo importato di sana pianta la sanità norvegese, ma visto che quel che racconto l’ho vissuto di persona, posso confermare che i ticket sono stati eliminati, ma nel senso che oltre a quelli ora si paga anche il resto. Vedendo che il numero degli aspiranti analizzandi nel corso della mattina superava i cento, quindi venti fortunati e un’ottantina di mazziati, mi sono incuriosito e ho chiesto se la regola valeva pure per quelli che usufruiscono di esenzioni varie. Sì, mi è stato risposto, con estremo garbo e pazienza, vale anche per loro. Sempre che non si mettano in coda alle sei di mattina, o anche prima, e non rientrino nella magnifica doppia decina. Se non ce la fanno, sottolineano, o pagano e sorridono, oppure si ripresentano la prossima mattina e ci riprovano. Elementare, Watson! Ma voi ve l’immaginate un vecchietto sofferente, del tutto esente, che si mette in coda per diverse mattine pur di ottenere quel che gli spetterebbe? Va detto che siamo in un quartiere residenziale, dove la gente può scucire, senza fare una piega, decine di euro. In altre zone della città, o della Sicilia, la cosa può assumere aspetti molto pesanti. Quello che mi ha stupito quella mattina è che tutti pagavano, con moneta sonante o carte di credito, senza chiedersi e domandare nulla. Come se quella prassi la vivessero da una vita e fosse del tutto normale pagarsi di tasca propria, per intero, sia normalissimi esami, ma anche analisi molto costose. A me è sembrato come quella volta che, dopo venti anni, ho causato un piccolo incidente con l’auto e l’assicurazione, invece di farmi i complimenti per non avergli dato pensieri per due decenni, quasi mi raddoppia la quota di responsabilità civile. Ed anche qui, dopo alcuni anni che non ricorrevo alla sanità, una volta che ne ho bisogno devo pagare tutto. Uscendo da lì mi veniva in mente il citato annuncio della politica regionale circa i ticket che sarebbero stati eliminati. E’ stata propagandata come una di quelle mirabolanti riforme che dovrebbero farci capire che siamo sulla strada giusta. Ma, tenendo a mente i portafogli che si svuotavano per pagarsi ciò che prima era del tutto, o almeno parzialmente, coperto dal sistema sanitario pubblico, mi sono ricordato il titolo di un commento di Roberto Puglisi su LiveSicilia: mani in alto questa è una riforma!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2793252338965877362?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2793252338965877362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2793252338965877362&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2793252338965877362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2793252338965877362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/11/la-cara-sanita.html' title='La cara sanità'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-954610912169663985</id><published>2010-10-29T08:14:00.000+02:00</published><updated>2010-10-29T08:14:56.197+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Non si vive di solo cattolicesimo</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 41 del 29/10/2010&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Grazie, pastore Giampiccoli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La domenica successiva alla visita del papa, Palermo è tornata alla normalità, niente a che vedere con il giorno di festa precedente in cui la città si è fermata in silenzio per accogliere il grande ospite. Nessuno si è quindi accorto che nel capoluogo c'era un'altra presenza religiosa importante. Nel tempio valdese, a pochi passi dal luogo dove Benedetto XVI ha incontrato i giovani, era ospite Franco Giampiccoli. E' stato, per sette anni, confermato di anno in anno, tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta, la guida di tutti i valdesi italiani. Una specie di papa, più correttamente il moderatore della tavola delle chiese metodiste e valdesi. Il massimo organismo, eletto, che si occupa della gestione della vita ecclesiastica. E' composto da sette membri tra pastori e laici. E già questa conduzione mista sarebbe una rivoluzione per il cattolicesimo. Così come la durata a tempo degli incarichi, per poi tornare tra i tanti. Tanto che Giampiccoli, dopo tale esperienza, è stato, dal 1994 al 2001, semplice pastore della chiesa dove il 10 ottobre ha condotto la seconda parte del culto. Accompagnato dalla moglie Danielle, prima di salire sul pulpito, in giacca e cravatta, era stato seduto in una panca laterale della chiesa, senza onori, poltrone o attenzioni particolari. Per l'occasione i Valdesi di Palermo hanno messo al centro l'iniziativa ecumenica “Tempo per il creato”, celebrata in tutte le chiese europee dal 1 settembre al 4 ottobre. Il tema specifico di quest'anno è stato quello della biodiversità. Un tentativo per sensibilizzare a non mettere in atto comportamenti di morte verso ciò che i credenti ritengono un atto creativo. Sullo sfondo l'opzione della nonviolenza come presupposto di pace, che vedrà nel maggio del 2011, a Kingston, una convocazione internazionale ecumenica. Il pastore Giampiccoli, nel sermone, ha detto che le chiese devono essere umili in questo campo, perché giungono da ultime a interessarsi della salvaguardia dell'ambiente. Anzi, ha osservato che le chiese, quando non giungono in ritardo, frenano. Vi immaginate se il 3 ottobre il papa avesse fatto un'autocritica simile, magari in riferimento alla lotta alla mafia o al deficit di democrazia di cui la chiesa soffre? Ne avrebbero parlato tutti i giornali del mondo. Con la stessa semplicità è stata richiamata da Giampiccoli l'importanza delle offerte durante il culto. I Valdesi hanno deciso di avvalersi dell'otto per mille, destinandolo però non al sostentamento delle comunità e dei pastori, cosa che avviene appunto con le offerte, ma a progetti di natura assistenziale, sociale e culturale, impiegando almeno il 30 per cento per il sostegno ai paesi poveri. Per i valdesi è la norma, per i cattolici, soprattutto se ad annunziarlo, anche solo come auspicio, fosse il suo massimo rappresentante, sarebbe una notizia a nove colonne. C'era molta autoironia nelle frasi del pastore Giampiccoli, il 3 ottobre abbiamo invece visto all'opera un uomo molto più serioso e con molti meno dubbi. A un certo punto ricorda che la moglie spesso lo rimprovera. Siete in grado, gli dice, di fare tanti bei discorsi, ma appena dovere passare alla pratica ecco che giunge l'amen. Allora lui ricorda il Movimento del Gallo Verde. Il simbolo compare all'esterno di tutte le chiese valdesi del nord Europa e ricorda la possibilità del tradimento. Ebbene, il Movimento del Gallo verde richiama a un funzionamento ecologico delle stesse chiese. Prima di predicare agli altri quindi, questo il messaggio conclusivo dell'ex moderatore della tavola valdese, e sappiamo quanto sarebbe attuale per la chiesa cattolica, bisogna essere coerenti nelle proprie pratiche. Prima della benedizione, Giampiccoli invita a prendere un documento. Parla della decisione della chiesa valdese di benedire le unioni delle coppie omosessuali. Altro tema tabù per la chiesa di Roma. Fuori dalla chiesa si poteva firmare contro il nucleare e a favore delle energie alternative. Alla fine della funzione religiosa, Giampiccoli ha atteso fuori dal tempio i partecipanti, tra cui una cinquantina di ghanesi, per il saluto di congedo. Cronache, normali, di una chiesa che non ha i grandi numeri del cattolicesimo. Ma che può indicare, a laici e credenti, ammesso che tale distinzione abbia senso, più di una strada. Per aiutarci a coniugare le convinzioni della ragione e le ragioni delle fedi, che animano quotidianamente le nostre vite. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-954610912169663985?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/954610912169663985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=954610912169663985&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/954610912169663985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/954610912169663985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/non-si-vive-di-solo-cattolicesimo.html' title='Non si vive di solo cattolicesimo'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2201233526377897208</id><published>2010-10-25T08:21:00.001+02:00</published><updated>2010-10-25T08:22:18.790+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Regionale'/><title type='text'>Politica e burocrazia in Sicilia: un altro fidanzamento?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO – DOMENICA 24 OTTOBRE 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina I&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il patto dei gamberi tra politica e burocrazia &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando durante la legislatura una coalizione nuova, in un sistema bipolare e con l´aggiunta dell'elezione diretta del presidente della Regione con maggioranza incorporata, sostituisce quella che ha vinto le elezioni, nelle democrazie, anche quelle più scalcagnate e improbabili, si va al voto. In Sicilia no. Si va tutti in una villa a banchettare allegramente per festeggiare il fidanzamento in casa, così è stato definito dai protagonisti, tra Mpa e Pd. Che però è già molto più che un matrimonio. Se i democratici siciliani, infatti, pensano di potere ancora barcollare tentennanti sull'uscio del talamo nuziale, sappiano che ormai ci sono dentro tutti interi. Quanto questo peserà sul consenso che il Pd racimolerà alle urne delle prossime regionali, perché prima o dopo si voterà, lo vedremo. Un´esperienza, negativa, in tal senso c´è già stata. Sono trascorsi vent'anni da quando si volle seguire acriticamente la stagione orlandiana, accodandosi al cavallo vincente senza se e senza ma. Allora il nome del partito era diverso, ancora lontana l´avventura del Pd, ma il meccanismo fu lo stesso. Dopo le giunte della "Primavera", si predispose nel 1990 una lista, "Insieme per Palermo", che avrebbe dovuto, secondo gli strateghi di corso Calatafimi, ospitare Orlando come capolista. Orlando invece non si mosse da sotto le insegne della Democrazia cristiana, portandola al massimo di voti, quasi il 50 per cento, e preparando le due sindacature degli anni Novanta. Nel corso delle quali sbaragliò avversari e imprudenti, o incapaci, compagni di cordata. Quella lista, con gli omini senza volto che si tenevano tremanti per mano, conobbe una cocente sconfitta. Da allora il partito, cambiato il nome ma non i nomi, che dovrebbe rappresentare il punto di riferimento per tutto il centrosinistra, non si è più ripreso. Possiamo dunque capire il perché si è saliti sul primo treno utile, quello che è passato alla Regione, senza pensare minimamente di transitare dalla stazione elettorale. Insomma, non c´è niente di nuovo in quello che sta accadendo adesso. Solo il vecchio vizio di innamorarsi di questo o quel personaggio, guardando solo all´oggi, senza badare a quanto può accadere domani. Atteggiamento tipico di chi è debole nel consenso e nelle idee da proporre all'elettorato. Venti anni addietro subalterni a Orlando, con il quale almeno si vinsero due tornate elettorali, sino all'imbarazzo. Ora dipendenti dal presidente della Regione. Con il quale si preferisce andare, anziché dritti a farsi giudicare dagli elettori, all'interno di una villa a mangiare gamberi e panelle. Passando sopra a tante cose. Per esempio, si potrebbe dire qualcosa sulla presenza all´evento culinario dell'anno dei dirigenti regionali, con capi di gabinetto al seguito, insieme con gli assessori e i deputati della nuova coalizione. Capiamo, e sino a un certo punto, visto che nessun elettore ha deciso niente sinora, che si invitino a serrare le file i gruppi parlamentari che sostengono il quarto governo regionale. Ma cosa c´entra questo appello alla compattezza rivolto ai dirigenti generali e, tramite essi, a tutta l´amministrazione? Invitandola, addirittura, alla disponibilità incondizionata verso la cinquantina di deputati che sostengono in aula l´augusto percorso riformatore. Forse il Pd non riflette più abbastanza, o per niente, sulle parole e sui comportamenti che caratterizzano l´ultimo periodo della vita politica siciliana. Ma questo arruolare nell'esercito della salvezza l´amministrazione attiva non significa annullare del tutto, ammesso che ne fosse rimasta qualche parvenza, quell'autonomia che dovrebbe contraddistinguere gli uffici della Regione siciliana? Che non devono rispondere affatto agli onorevoli che fanno sopravvivere la legislatura, ma a tutti i cittadini. Oppure è vero, come ebbe a dire chiaramente un assessore, che la pubblica amministrazione è al servizio della politica? Ma se così è, perché a capo dei dipartimenti regionali non si insediano direttamente, senza veli e ipocrisie, una parte di quei cinquanta e più deputati che fanno parte dell'alleanza riformatrice? Ci sarebbero banchetti con meno invitati. E si risparmierebbe pure sul conto. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2201233526377897208?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2201233526377897208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2201233526377897208&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2201233526377897208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2201233526377897208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/politica-e-burocrazia-in-sicilia-un.html' title='Politica e burocrazia in Sicilia: un altro fidanzamento?'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1773172003359226206</id><published>2010-10-22T08:25:00.003+02:00</published><updated>2010-10-22T19:26:56.251+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Regionale'/><title type='text'>Governo regionale: programma con tanti padri e antiberlusconismo di facciata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;N. 40 del 22 ottobre 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pag. 2&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il PD e la politica dei colpi di tosse&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il programma di governo e l'antiberlusconsimo. Per la nascita del quarto governo regionale il primo doveva essere innovativo e pieno di riforme, il secondo una condizione pregiudiziale posta dal PD. I riformisti siciliani, quelli che sono sempre un passo più avanti di tutti, ci hanno predicato per anni che con l'antiberlusconismo non si va da nessuna parte. Ora hanno cambiato idea. Capita. Per quanto riguarda il programma, il PDL e gli ex UDC, ora PID, per giustificare l'uscita dalla maggioranza, hanno detto che non si è rispettato quello presentato agli elettori. Dalle parti di Palazzo D'Orleans, affermano, invece, che in quelle stanze è proprio il programma con il quale il centrodestra ha vinto le elezioni che si sta applicando. Senza saltare una virgola. Sono gli altri, PDL e PID, e ora anche FDS, Forza del Sud, che hanno abbandonando il tetto coniugale quando si è cominciato a dare vita al vasto e quinquennale piano riformatore che salverà la Sicilia. Dal PD non ne vogliono neanche sentirne parlare. Il programma è il loro, le riforme sono tutte impastate con la farina prodotta nei panifici democratici. Ecco perché con l'MPA si è passati da fidanzati di fuori a ziti in casa. Ovviamente, essendo uomini e donne di mondo, sappiamo che dei programmi, da tempo immemorabile, non importa un fico secco a nessuno. Vorremmo solo che i contendenti si accordassero sulle parole. Così, per capici qualcosa. In fondo ci accontentiamo di poco. Veniamo all'antiberlusconismo. Noi, con questa litania, ci siamo riempiti i mesi estivi. La locuzione, ormai proverbiale, “Lombardo sta rompendo con Berlusconi”, proveniente dai democratici, ci rassicurava accompagnandoci a letto. Quando il PD ha visto che Silvio tirerà a campare anche con i voti del drappello autonomista, si è adirato alquanto. Definendo quanto accaduto “un atto grave, che potrà avere delle ripercussioni sull'alleanza che sostiene il governo tecnico”. Le parole furono pesanti. Eravamo, dunque, del tutto legittimamente curiosi di sapere il peso di queste ripercussioni. Avevamo fatto delle ipotesi. Stravaganti. Forse la deputazione del PD al parlamento regionale si sarebbe seduta girando le spalle alla tribuna del governo? Si sarebbero presentati in aula in camicia e con le maniche arrotolate, stile Bersani? Nei giorni successivi, tuttavia, solo silenzio. Eravamo un po' preoccupati. Ma leggendo dell'ultima querelle Roma- Palermo, quella sul piano rifiuti, abbiamo tirato un sospiro di sollievo. “Lombardo prenda atto che il governo nazionale continua ad essere ostile alla Sicilia e ne tragga le conseguenze”. Ecco la frase del Partito Democratico che cercavamo. Quando ci vuole, ci vuole. Mica si può stare sempre a subire. Ci sono voluti una decina di giorni per tradurre quel “gravi ripercussioni” in una nuova dichiarazione. Che ai più inesperti è sembrato un passo indietro. In realtà serve soltanto per prendere la rincorsa e sferrare un nuovo e più sanguinoso attacco. Certo, dalle ripercussioni, gravi s'intende, si è passati alla consueta richiesta di amore eterno. Che somiglia a quella che l'innamorato, ormai rassegnato, fa alla propria partner, una volta con le minacce e dieci volte pregandola, di non frequentare più l'altro. Ma è solo apparenza. Da fonti sicure abbiamo saputo che tutto fa parte di un piano definito nei minimi dettagli. A un certo punto la comunicazione non verbale sostituirà lettere, vocali e punteggiatura. Insomma, tra qualche mese, per capire che proprio i democratici non ne possono più di questa storia, basterà carpire uno dei seguenti segnali nella facce degli esponenti del PD: fugace inarcamento del sopracciglio destro, velocissimo fischio sibillino, rapido e timido colpo di tosse. Speriamo che, nel frattempo, nessuno dica loro che pure la delegazione romana di un altro alleato del governo tecnico, Futuro e Libertà, ha votato la fiducia al presidente del consiglio. Si sfiorerebbe la tragedia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1773172003359226206?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1773172003359226206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1773172003359226206&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1773172003359226206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1773172003359226206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/governo-regionale-programma-con-tanti.html' title='Governo regionale: programma con tanti padri e antiberlusconismo di facciata'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2361243623965873151</id><published>2010-10-09T09:16:00.000+02:00</published><updated>2010-10-09T09:16:41.359+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Interviste'/><title type='text'>Mafia, politica e associazionismo, così la pensavo nel 2005</title><content type='html'>Rivista &lt;a href="http://www.unacitta.it/newsite/index.asp"&gt;Una città&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=1338"&gt;http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=1338&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2361243623965873151?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2361243623965873151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2361243623965873151&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2361243623965873151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2361243623965873151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/mafia-politica-e-associazionismo-cosi.html' title='Mafia, politica e associazionismo, così la pensavo nel 2005'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-8251076400656889426</id><published>2010-10-08T08:52:00.000+02:00</published><updated>2010-10-08T08:52:03.223+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Vista del Papa: tra latino e repressione, un pallido ricordo di Agrigento</title><content type='html'>&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;CENTONOVE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Settimanale di Politica, Cultura, Economia&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;N. 38 del 8 10 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Pag. 47&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Papa, Agrigento è lontana&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Diciamolo chiaramente. Agrigento è rimasta distante da Palermo. Più dei centoventisei chilometri che separano i due capoluoghi di provincia. Sì, alla fine la parola mafia l'ha pronunciata il pontefice, ha anche fatto riferimento a Pino Puglisi. Non chiamandolo servo di Dio però, come quando ha indicato il giudice Livatino. Non è un volere spaccare in quattro il capello. Ma un preciso segno che la causa di beatificazione del parroco di Brancaccio resta impantanata a Roma. Per il resto, questo papa ha letto diligentemente, sia nell'omelia che nel discorso ai giovani, i testi che gli avevano preparato, senza mai lasciarsi andare a qualche spunto spontaneo e personale. In fin dei conti, ciò che è rimasto del grido di Giovanni Paolo II ad Agrigento, è stata proprio la sua capacità di mettere da parte il catechismo e guardare negli occhi la Sicilia. Poi si deve dire che questo riferimento alla mafia, come un generico male cui opporsi, è datato. Wojtyla aveva inveito contro i protagonisti della stagione stragista. Domenica ci si attendeva un salto di qualità, un accenno deciso alla dimensione politica della questione. E non è che nelle primissime file, durante la messa mattutina, mancassero soggetti ai quali far giungere qualche colpo, s'intende cristiano e pacifico, di fioretto. Da punto di vista liturgico, poi, non si può non rilevare che la liturgia eucaristica, ossia la seconda parte della messa, pronunciata in latino, davanti a un pubblico così vasto, non fa che veicolare un tipo di chiesa abbastanza preciso. Da una parte i chierici, che anche nel linguaggio si differenziano, dall'altra tutto il popolo. Poi c'è da dire che l'apparato di sicurezza è sembrato in certi momenti esagerato. Pensate, quando il papa è arrivato la mattina a Palermo, i due piccoli che erano lì pronti con due doni, si sono avvicinati loro presso la papamobile, a Benedetto XVI non è stato permesso di fare neanche pochi metri per andare lui verso i due pargoli. Stessa separatezza per i prelati, i vescovi delle diocesi siciliane. Mi è sembrato davvero esagerato che non sia venuto loro spontaneo, dopo la messa, fare a piedi, in mezzo alla gente, con i fedeli, quelle poche centinaia di metri che separano il Foro Italico dal Duomo palermitano. Sono passati chiusi in un pullman, benedicenti e salutanti, come tanti burocrati del vangelo che non vogliono mischiarsi con la folla. Motivi di sicurezza anche in questo caso? E, in ogni caso, va detto che una cosa è mettere in moto l'apparato di controllo e prevenzione che il caso richiedeva, un'altra procedere, come è stato fatto, a indiscriminate e ingiustificate azioni di vera e propria repressione. Come quella che ha permesso, all'intelligence disseminata sul territorio palermitano, di sequestrare ad una libreria, Altroquando, un cartello, sistemato all'interno della vetrina del negozio, e le locandine della mostra “La papamobile del futuro”. Così come è stato fatto togliere, con telefonate durante la notte, ed infine con l'intervento dei vigili del fuoco, uno striscione sistemato al Foro Italico che citava, nientemeno, un passo, evidentemente ritenuto blasfemo, del vangelo di Matteo. “La mia casa è casa di preghiera, ma voi&lt;em&gt; &lt;/em&gt;ne avete fatto una spelonca di ladri&lt;em&gt;”, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;ecco la frase. La vogliamo citare perché almeno da qui nessuno la può togliere&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Sino ad oggi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Perché in Sicilia, e qui la visita del papa c'entra poco, si è inaugurata la prassi della censura preventiva ai giornali che ancora devono andare in stampa. Ma questa è un'altra storia. Fa parte della normalità alla quale ci dobbiamo riabituare dopo una giornata in cui Palermo, e con essa tutta la Sicilia, è sembrata una bella città. Pulita, lucida, ordinata e tranquilla. E forse il vero scandalo, più che in quanto si è speso per la visita papale, sta proprio nel constatare che quando si vuole, cioè per nove ore in dieci anni, anche un'amministrazione, incapace a tutto e capace di tutto, può, ma solo se costretta, fare il proprio dovere.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-8251076400656889426?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/8251076400656889426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=8251076400656889426&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8251076400656889426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/8251076400656889426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/vista-del-papa-tra-latino-e-repressione.html' title='Vista del Papa: tra latino e repressione, un pallido ricordo di Agrigento'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-728475829805896135</id><published>2010-10-05T10:53:00.000+02:00</published><updated>2010-10-05T10:53:20.055+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Il PD e i poteri speciali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LIVESICILIA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;5 10 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Dieci ipotesi per Superman&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2010/10/05/dieci-ipotesi-per-superman/"&gt;http://www.livesicilia.it/2010/10/05/dieci-ipotesi-per-superman/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-728475829805896135?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/728475829805896135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=728475829805896135&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/728475829805896135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/728475829805896135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/il-pd-e-i-poteri-speciali.html' title='Il PD e i poteri speciali'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-6518083898348550221</id><published>2010-10-04T17:01:00.000+02:00</published><updated>2010-10-04T17:01:06.960+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>La repressione più papista del Papa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LIVESICILIA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;4 10 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tanto casino per niente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma chi decide cosa è un pensiero libero e accettabile e cosa è solo fastidio e scandalo? In realtà, in tutta la giornata di domenica a Palermo, la sicurezza messa in campo doveva soltanto far sì che non accadesse niente, oltre che al pontefice, anche alle folle che si sono mosse (a proposito, ma non vi pare troppo il numero di 250 mila riferito al Foro Italico?) in tutta la giornata. E’ che qui siamo periferia dell’impero e allora l’intelligence diventa più papista del papa. Ma anche i cattolici partecipanti, più che il rutto dell’invettiva delle minoranze, spesso esibiscono il ruggito di chi non ne ha bisogno, visto i numeri di cui dispongono. Proprio mentre uscivo dall’incontro con i giovani al Politeama, ho visto tanti fedeli che inveivano pesantemente contro uno sparuto, e per tutto l’incontro con il Papa silenzioso, gruppo di giovani. La loro colpa quella di issare due striminziti, e quasi illeggibili, striscioni in cui si criticava quanto speso per l’organizzazione. In più, peccato mortale, gridavano, ma a fine evento, “Libera chiesa in libero stato”. Vedi tu che novità. Dovremmo un po’ guardare di più quanto accade in giro per il mondo anziché scrutarci sempre l’ombelico. Se potete, andate a rivedervi le immagini dell’ultima visita del papa, in Inghilterra, condita da vivacissime proteste. A Londra i poliziotti guardano e non si sognano minimamente di intervenire. Lì non confondono sicurezza ed espressione del libero pensiero. Sono due cose diverse, prima o poi l’impereremo anche noi. Quando saremo più grandetti. Intanto, prendiamo atto che per tre cartelli, due peraltro contenenti una frase del vangelo, sai che blasfemia, e un monito antipedofilia, sai che sorpresa, e la locandina di una mostra di disegni, si è fatto un casino. Della madonna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-6518083898348550221?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/6518083898348550221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=6518083898348550221&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6518083898348550221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6518083898348550221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/10/la-repressione-piu-papista-del-papa.html' title='La repressione più papista del Papa'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-9078144763902278928</id><published>2010-09-25T10:02:00.000+02:00</published><updated>2010-09-25T10:02:57.582+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Quater in Sicilia: un programma fantasma e altre storie</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Calibri','sans-serif'; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO 24 SETTEMBRE 2010&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Calibri','sans-serif'; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;PAG. I&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Calibri','sans-serif'; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;&lt;strong&gt;IL PROGRAMMA FANTASMA DEL NUOVO GOVERNO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Calibri','sans-serif'; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Calibri','sans-serif'; font-size: 11pt; line-height: 115%; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: Calibri; mso-fareast-language: EN-US;"&gt;Un buon programma non si nega a nessuno. Il Pd lo sa e, infatti, pur non conoscendone neanche una parola, come dichiarato da un suo autorevole esponente, nel frattempo ha contribuito in maniera determinante a formare la nuova giunta regionale. Composta, si dice, di tecnici di altro profilo. Non dubitiamo, ma la politica non si può ridurre nell´immissione di controfigure nel circuito istituzionale, scelte dai partiti e dalle correnti, in una spirale spartitoria che toglie il respiro. Non sono i bei nomi che fanno la buona politica. In tale contesto ci si dovrebbe soffermare sulle nomine assessoriali dei direttori regionali. Visto che il parterre dei mega dirigenti viene individuato come vivaio pronto all´uso per fare sbocciare l´ennesimo governo, potremmo dire tanto sulla (non) autonomia dell´amministrazione dalla politica. Le assegnazioni delle poltrone più ambite degli uffici regionali, è evidente, sono oggetto di una doppia divisione partitica. La prima per individuare chi deve guidare i dipartimenti, la seconda per stabilire chi di questi deve passare alla cabina politica di comando degli assessorati. Non è un bel vedere. È il nuovo che avanza o il vecchio che non muore? Che dire poi, di quelli che sono stati trombati a pochi metri dall´investitura e per i quali adesso si parla di una diversa valorizzazione? Con qualche pezzo di torta di secondo taglio da elargire a questa o a quella famiglia politica. Nuova politica anche questa? Dal Pd fanno sapere che ci troveremmo di fronte ad una fase irripetibile della storia siciliana. Hanno ragione. Difficilmente in futuro si potrà eguagliare ciò che è avvenuto in appena due anni. Sintetizzabile con una battuta carpita durante il dibattito, di alto rango, non si discute, svoltosi all´Ars. Chi vince perde e chi perde vince. Sono stati fatti fuori, quasi per intero, due partiti, Pdl e Udc, che nel 2008 presero più di un milione e duecentomila voti su un totale di un milione e ottocentomila abbondanti raggiunti dalla coalizione di centrodestra. Mentre coloro che avevano perso pesantemente, cioè i Democratici (che insieme ad altre tre liste erano arrivati ben lontani dall´eguagliare i voti del primo partito della coalizione avversa), stanno dando le carte. A tal proposito, vorremmo capire come mai i protagonisti, Mpa e Pd, di questa fase politica critichino tanto la legge elettorale che fa dei parlamentari nazionali dei nominati, definendola una mortificazione dell´elettorato, e non facciano neanche una piega a capovolgere il risultato delle ultime regionali. Conseguito con un sistema elettorale, questo è il punto, che dona ai votanti, eleggendo presidente e maggioranza, votando le preferenze e potendo utilizzare a piene mani il voto disgiunto, la massima libertà di scelta. Non vi pare il massimo dell´incoerenza? I democratici gongolano perché sono riusciti a disarticolare il centrodestra. E non passa loro neanche per l´anticamera del cervello che un´opposizione deve sì lavorare per creare problemi alla maggioranza e allargare l´area delle alleanze, ma ciò non dà il diritto, una volta riusciti nell´intento, di mettersi addosso la maglia del vincitore, in testa lo scettro dell´incoronazione e passare dritti al governo saltando le urne. Non si capisce, peraltro, come mai le stesse persone che ritengono scorretto a livello nazionale racimolare deputati per mantenere i numeri in parlamento, poi applichino la stessa prassi nel parlamento siciliano. Forse il fatto di sentirsi in pieno laboratorio, che anticipa quanto avviene nel resto del paese, rilascia la licenza di fare questo e altro. Ed anche qui una domanda. Come mai, in tutto questo geniale anticipare, rimaniamo sempre indietro nei molteplici indicatori sociali ed economici? Chissà se i riformatori che agiscono per il bene della Sicilia, compresi quelli che hanno perso con un cappotto memorabile nel 2008 e che ora, cambiato l´abito, ci spiegano come va il mondo, troveranno il tempo per spiegarci anche questa strana vicenda. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-9078144763902278928?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/9078144763902278928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=9078144763902278928&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9078144763902278928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/9078144763902278928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/09/quater-in-sicilia-un-programma-fantasma.html' title='Quater in Sicilia: un programma fantasma e altre storie'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4589484923337300837</id><published>2010-09-22T09:33:00.001+02:00</published><updated>2010-09-22T09:34:11.796+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione e società'/><title type='text'>Puglisi: la chiesa siciliana dalla Valle dei Templi al Foro Italico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2010&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pagina XIII &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;SE IL PAPA INCORAGGIASSE LA CHIESA DI PADRE PUGLISI&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Pino Puglisi rimase molto impressionato dall´anatema che Giovanni Paolo II lanciò contro la mafia nel 1993. Ne trasse incoraggiamento ad andare avanti nella contrapposizione ai mafiosi di Brancaccio, la cui cosca era protagonista della stagione stragista. Il parroco stava tentando un approccio con le famiglie che avevano visto cadere i loro congiunti, per favorire una fuoriuscita dagli ambienti criminali. Può essere uno dei moventi che velocizzarono il piano di morte. Chissà se qualche altro parroco troverà la stessa fortificazione dalle parole che Benedetto XVI farà cadere il 3 ottobre sul suolo palermitano. Basterebbe che egli riuscisse a sintonizzarsi sulla vicenda di don Pino. Che è difficilmente capita da chi sta valutando il processo di beatificazione. Se infatti è normale elevare al culto degli altari un componente della Chiesa ucciso in odium fidei, può presentarsi qualche problema se a ideare il delitto e uccidere siano dei cattolici. Magari battezzati, cresimati e sposati nella stessa chiesa, San Gaetano, dove Puglisi svolse, dal 1990 al 1993, i suoi ultimi anni di missione. Bisognerebbe che il Pontefice si interrogasse su cosa vuol dire avere fede e se per caso la Chiesa ne ha ancora una concezione non più proponibile. Cosa significa credere in Sicilia? I mafiosi non temono chi celebra messa e dispensa sacramenti. Sono baciapile formidabili. Lo sono altrettanto i loro manutengoli, quelli che fanno affari con chiunque, tanto i soldi non hanno odore, e sono pronti, per un voto in più, a chiedere il consenso ai mammasantissima. Se Puglisi si fosse limitato a fare il prete tutto casa e canonica, sarebbe morto nel suo letto. I mafiosi avrebbero riconosciuto in lui il pastore che fa il suo senza invadere il campo dove la criminalità semina e raccoglie. Ciò che il potere (mafioso e politico) ha temuto sono stati i frutti di una fede incarnata nel territorio. Quando le cosche colpiscono, sanno cosa fanno. Basta vedere come è andata a finire con l´eredità pastorale e sociale che il prete ha lasciato. Puglisi si era legato con coloro che volevano cambiare le condizioni di vita nel quartiere, entrava nelle famiglie marginali, aveva creato un centro sociale pieno di profezia e povero di denaro, lottava per acquisire locali preda della manovalanza mafiosa, chiamava i ragazzi dai quartieri borghesi affinché si unisse una città divisa, allora come ora, si scontrava con ossequiati esponenti politici, non chiedeva finanziamenti pubblici da spendere inutilmente. È difficile comprendere questa fede. Non solo per chi a Roma deve valutarne la portata, ma pure nella dimensione della periferia dove il sacerdote agì. Con gli altri parroci che rimasero silenti al suo richiamo e che oggi nemmeno si sognano di ripeterne le gesta. Ecco ciò che ostacola il processo di beatificazione. Non che ci serva un santino in più o un altro nome nel calendario. Ma sarebbe di enorme importanza per la Chiesa siciliana se Benedetto XVI, da Palermo, indicasse una fede fatta di giustizia e testimonianza vissute, di povertà, di impegno sul territorio, di carità verso i deboli e schiena dritta nei confronti dei potenti. Insomma, la Chiesa di Puglisi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4589484923337300837?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4589484923337300837/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4589484923337300837&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4589484923337300837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4589484923337300837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/09/puglisi-la-chiesa-siciliana-dalla-valle.html' title='Puglisi: la chiesa siciliana dalla Valle dei Templi al Foro Italico'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1360228794224817243</id><published>2010-09-14T13:05:00.002+02:00</published><updated>2010-09-20T22:09:46.453+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Le primarie e il tempo che scorre</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;12 settembre 2010&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Le primarie che verranno e i maestri del distinguo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/12/le-primarie-che-verranno-maestri-del-distinguo.html"&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/09/12/le-primarie-che-verranno-maestri-del-distinguo.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1360228794224817243?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1360228794224817243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1360228794224817243&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1360228794224817243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1360228794224817243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/09/le-primarie-e-il-tempo-che-scorre.html' title='Le primarie e il tempo che scorre'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-2622377607680395044</id><published>2010-09-10T09:35:00.002+02:00</published><updated>2010-09-10T09:39:58.657+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mafia Antimafia'/><title type='text'>Diffamare la Sicilia con un gioco?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_jPz5ZDzF3mI/TIngs29recI/AAAAAAAAAHg/vSf426R5FBA/s1600/PA_100910_E_10.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515186279964965314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 145px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_jPz5ZDzF3mI/TIngs29recI/AAAAAAAAAHg/vSf426R5FBA/s200/PA_100910_E_10.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - VENERDÌ 10 SETTEMBRE 2010&lt;br /&gt;Pagina X&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“MAFIA 2", DAVVERO SERVE LA CENSURA?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Può un gioco dare forza alla mafia e diffamare la Sicilia? E´ la stessa domanda che ci si pone anche dopo le fiction che narrano le gesta delle cosche. La risposta, grosso modo, è sempre la stessa. Sì, le finzioni che descrivono le azioni dei mafiosi aiutano a rafforzarne potere e immagine, e lo stesso accade per i giochi. L´ultimo, "Mafia 2", del quale ho visto il trailer e qualche altro video che gira sulla rete, narra la storia di un giovane siciliano che scala tutte le tappe del crimine negli Usa tra gli anni 40 e 50. Per dare un´opinione sul prodotto artistico bisognerebbe acquistarlo e sperimentarlo, cosa che, a quanto capisco, non hanno fatto i critici della prima ora. Che si sono imbizzarriti per una bandiera siciliana che compare in una scena e per il fatto che il gioco promuoverebbe la cultura mafiosa della violenza. Si è arrivati sino al punto di chiedere il ritiro di Mafia 2, cosa non nuova, visto che la procedura di censura scatta ogni qual volta si parla di mafia e, guarda caso, la si accosta alla Sicilia. In generale, non si dovrebbero mai auspicare atteggiamenti di oscuramento di qualsiasi espressione dell´ingegno umano. Magari ergendosi a custodi della presunta malleabilità delle coscienze dei giovani, che così si troverebbero servita una mafia vincente che fa della brutalità il proprio modo di operare. E questo lo si sostiene nel momento in cui nel meridione viene ucciso un sindaco, in Sicilia viene minacciato un sindacalista, bruciano esercizi commerciali e interi quartieri sono in mano alle cosche, financo per avere le normali utenze come acqua e luce. Non è un gioco, è tutto vero. Così come autentico è il consenso che le mafia ottiene in vasti quartieri popolari della nostra città. Dove i ragazzi non hanno bisogno dei videogiochi e della televisione per incrociare il potere mafioso. Tutti i giorni lo vivono sul proprio territorio e sulla loro pelle. Senza parlare, poi, dei coinvolgimenti, delle connivenze, della politica attuale, siciliana e nazionale, con il potere criminale organizzato. Basta, solo per fermarsi agli ultimi anni, scrutare le sentenze, le dimissioni da cariche importanti, le indagini. Tutto questo, e tanto altro di cui si potrebbe dire, ma non basta un articolo, ci vorrebbe un libro, fa meno o più male di qualsiasi Mafia 2, Piovra o Capo dei Capi che dir si voglia? La risposta non può che essere scontata per coloro che si fanno guidare dal ragionamento e non dalle suggestioni di un gioco che non sposta di niente lo stato in cui ci troviamo. Né la ferocia della mafia, che spara nei videogame e nella realtà ancora di più, né la situazione di una terra come la nostra. Dove la playstation della cattiva politica, manovrata dalla classe dirigente locale, ha intaccato minimamente la mafia. Che, infatti, i più duri colpi li subisce da magistrati e forze dell´ordine. Si lasci, allora, negli scaffali tutto ciò che ci racconta la mafia. Si critichino le produzioni televisive o cinematografiche, ma non si invochi più la cancellazione o la messa al bando di ciò che non piace. Saranno i fruitori, attingendo ai loro portafogli e utilizzando il telecomando, che decideranno ciò che è buono e ciò che, eventualmente, depista. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-2622377607680395044?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/2622377607680395044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=2622377607680395044&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2622377607680395044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/2622377607680395044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/09/diffamare-la-sicilia-con-un-gioco.html' title='Diffamare la Sicilia con un gioco?'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_jPz5ZDzF3mI/TIngs29recI/AAAAAAAAAHg/vSf426R5FBA/s72-c/PA_100910_E_10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3100527230701103470</id><published>2010-09-08T12:33:00.002+02:00</published><updated>2010-09-08T13:25:36.103+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Palermo'/><title type='text'>Palermo: primarie aperte o ingessate?</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Live Sicilia&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Quotidiano online&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;8 settembre 2010&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;a href="http://www.livesicilia.it/2010/09/08/le-primarie-difficili-del-centrosinistra/"&gt;Le primarie difficili del centrosinistra&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Francesco Palazzo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Nel centrosinistra palermitano nelle ultime settimane si registrano alcune novità. C’è un sicuro candidato alle primarie, il deputato regionale e consigliere comunale Davide Faraone. Che sinora è stato l’unico a metterci la faccia. Sul fronte dei partiti si è mossa concretamente soltanto Italia dei Valori. Il movimento civico palermitano, un cartello di dodici associazioni, il 17 settembre deciderà il da farsi. Nel frattempo sta prendendo vita la rete sociale di resistenza palermitana, una serie di sigle in genere vicine alla marginalità sociale ed economica. C’è da aggiungere un comunicato di Sinistra, Ecologia e Libertà. Mi pare sia tutto. Nel frattempo sono scesi in campo i maestri dei distinguo. Sì alle primarie, ma la cosa più importante è vincere le elezioni vere e proprie. Chissà se il problema è stato focalizzato alle regionali del 2008, quando si vollero evitare le primarie e si perse miseramente contro Lombardo, portando il centrosinistra siciliano, e ce ne vuole, ai minimi storici. Poi si dice che è troppo presto per porre candidature, perché non si sa quando si voterà. E’ strano, proprio questo è un conto semplice. Se la legislatura dura cinque anni e se si è votato nel maggio del 2007, ammesso che Cammarata resista sino alla fine, si voterà nel capoluogo esattamente nella primavera del 2012. Manca quindi poco più di un anno e mezzo dalle urne. Non pare affatto un tempo biblico, soprattutto se c’è da mettere in piedi un percorso come quello delle primarie. Il quale non si concluderà prima di una decina di mesi, per cui al prescelto, o alla prescelta, rimarranno dieci mesi scarsi per arrivare alle urne. Se a livello nazionale tutto dovesse precipitare, lo spazio temporale sarebbe ancora più ristretto, quindi a maggior ragione i tempi non sono affatto prematuri. A meno che non si voglia arrivare a cinque minuti dalle elezioni belli nudi e crudi, in modo che si possa dire che bisogna fare in fretta e furia. Alla lista degli attendisti si possono annoverare gli appassionati del programma. Quello del programma che contenga più o meno i massimi sistemi è un sport molto diffuso nel centrosinistra. Ci si perdono nottate intere e discussioni infinite. Per carità, non è che si debba procedere al buio. Ma i candidati alle primarie e le loro squadre possono benissimo, in pochi mesi, sviluppando un dialogo con i partiti, le forze sociali, i movimenti e quanti vogliono esprimere interessi, stilare basi programmatiche, fatte di pochi e concreti punti da sottoporre al popolo dei gazebo. Un’altra categoria di sorprendenti frenatori sono i sostenitori delle primarie apertissime. Non si capisce bene, in realtà, cosa intendano, visto che appena qualcuno sottrae al gossip politico le proprie intenzioni e ufficializza una candidatura, si grida al personalismo. Perché prima ci vuole il programma e bisogna parlare con tutti, in primo luogo i partiti. Ma, così concepite, le primarie sembrano più chiuse e ingessate che mai. Abbiamo anche un’obiezione tecnica, concernente il fatto che non si sa se si voterà con questa legge elettorale. Ora, a parte il fatto che non si capisce quando l’ARS debba trovare il tempo per modificarla, ci sfugge cosa c’entra questo argomento con l’individuazione di un candidato o di una candidata alla prima poltrona cittadina. Ci sarebbe pure una questione politica. Non si sa con chi organizzarle queste benedette primarie. Nel senso che se prima non si sistemano le cose a livello nazionale e regionale, non se ne parla. E’, questo, probabilmente è l’aspetto che bloccherà un po’ tutti. Infine ci sono le candidature del vorrei ma non so se farlo, quelli che attendono non si capisce cosa. Insomma, ci sono tutta una serie di problematiche, più o meno pretestuose, che potrebbero intralciare il percorso. Per sciogliere la matassa e velocizzare tutto, in realtà, si dovrebbero soltanto fissare due date. Quella di presentazione delle candidature alle primarie e la data di svolgimento delle stesse. Qualcuno è in grado di prendere in mano un calendario?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3100527230701103470?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3100527230701103470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3100527230701103470&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3100527230701103470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3100527230701103470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/09/palermo-primarie-aperte-o-ingessate.html' title='Palermo: primarie aperte o ingessate?'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-3547489889276791458</id><published>2010-08-28T22:04:00.000+02:00</published><updated>2010-08-28T22:06:21.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>La Sicilia che anticipa e rimane indietro.</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt; LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO 28 AGOSTO 2010&lt;br /&gt;Pag. I&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il laboratorio degli alchimisti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Da un po´ di tempo è tornata di moda, ammesso che sia mai tramontata, la storia della Sicilia laboratorio politico. Un luogo mitico, dove avverrebbero sperimentazioni che poi influenzano il quadro politico nazionale. In tempi di elezione diretta di governatori e sindaci, per la verità, ci sarebbe poco da elaborare. Il mandato che viene dal corpo elettorale è generalmente abbastanza netto e univoco. C´è chi vince le elezioni e c´è chi le perde. Chi dovrebbe provare a governare e chi è chiamato a cimentarsi all´opposizione. Non perché l´ha prescritto il medico, ma in quanto indicazione proveniente dall´unico protagonista in termini di scelte, l´elettorato. Tutto chiaro? Neanche a parlarne. Perché è proprio da quel momento che entrano in funzione, a ritmo costante, i vari laboratori sparsi un po´ ovunque in Sicilia. In altre parole, invece di prendere atto del mandato ricevuto alle urne, per la politica siciliana, un minuto dopo che si sono spenti i motori della propaganda elettorale, brindato alle vittorie e assorbite le sbornie delle sconfitte, comincia un lavorio che a un certo punto viene difficile seguire, nelle sue giornaliere piroette, dichiarazioni, arresti, fughe in avanti. Prendete, ad esempio, questa storia del governo regionale, arrivato alla quarta edizione dopo poco più di due anni di legislatura. Ogni protagonista che si affanna sullo scenario politico vive questo momento di alta sperimentazione istituzionale come meglio gli aggrada. In tale contesto i partiti, quelli che hanno chiesto il consenso, contano niente. Ogni testa è tribunale. Dall´Udc, dal Pd, dal Pdl, suddiviso tra lealisti e ribelli (che contano un´appendice finiana), dal movimento autonomista, arrivano voci a raffica. Il tal deputato un giorno smentisce il suo compagno di partito, un altro il segretario del partito accanto, il terzo giorno arriva a smentire pure se stesso. È la politica del "chi ci sta". Io posso starci oggi. Ma perché devo starci anche domani? È il risultato di un indefesso gruppo di abilissimi e provati alchimisti, questo del formare gli esecutivi con chi ci sta. Perché la politica del "chi ci sta" è davvero la quintessenza, il concentrato più puro della sperimentazione politica siciliana. I siciliani non aspettavano altro per risolvere i loro problemi. Pare che non aspettasse altro pure l´unica opposizione, o ex tale, presente all´Ars, quella del Partito democratico. Che ci sta, eccome. Sia chiaro, non sappiamo più quale esponente democratico ascoltare. All´interno del Pd siciliano, nell´ultimo anno, hanno messo in campo tutte le varianti e subordinate possibili e immaginabili. Qualsiasi cosa succederà alla Regione, loro l´avevano già previsto. E un po´ pure noi, a dire il vero. Ma non ci scandalizziamo più di tanto. È tipico dell´attività dei laboratori più accreditati la prassi del provare e riprovare, del dosare vari elementi per verificare quale sia la soluzione migliore. Se, su base autonomista, togliamo un po´ di Pdl Sicilia, lasciando la parte non andata a male, mettiamo un pizzico di Udc, quella buona e specchiata, spruzziamo una fragranza di Pd, che ormai rischia di rimanere solo quella, e inseriamo qualche tonnellata di antiberlusconismo, che succederà? A fine settembre sapremo il risultato del complicato progetto di ricerca in corso. Si dirà che gli scienziati non sono eletti e che il paragone con il mondo scientifico non regge. È vero. C´è tuttavia una soluzione. Basterà che alla prossima campagna elettorale regionale si formalizzi, con manifesti giganti e slogan appropriati, questo partito trasversale del "chi ci sta". In modo che i siciliani sappiano chiaramente che non a un presidente e alla sua coalizione stanno dando il voto. Ma a un gabinetto scientifico di ricerca politica da esportazione: il Laboratorio Sicilia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-3547489889276791458?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/3547489889276791458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=3547489889276791458&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3547489889276791458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/3547489889276791458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/08/la-sicilia-che-anticipa-e-rimane.html' title='La Sicilia che anticipa e rimane indietro.'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1993482490552920314</id><published>2010-08-21T15:06:00.001+02:00</published><updated>2010-08-21T15:08:48.462+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Un'alternativa per Palermo</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt; LA REPUBBLICA PALERMO – SABATO 21 AGOSTO 2010&lt;br /&gt;Pagina I&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I personalismi paralizzano forze politiche e società civile&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Se vogliamo guardare come si prepara il capoluogo al ricambio da proporre per la guida politica dell´amministrazione, si può certo scrutare, in prima istanza, dentro il centrosinistra. Al cui interno ci sono individualità che stanno coltivando, tramite la rete e altre vie, candidature alla prima poltrona di Palermo e che, tuttavia, non hanno, né ipotizzano, un qualsivoglia percorso aggregativo. L´impressione è che in tanti, più o meno giovani di belle speranze, aspirino, come in un gioco di società, alla fascia di primo cittadino e nessuno abbia in testa una reale alternativa a quello che c´è. Se i singoli, confusamente, si muovono, i partiti restano al palo. Per la verità, qualche anno addietro il Partito Democratico, con un manifesto, cui seguì un incontro molto partecipato, si disse pronto a governare la città. La promessa era quella di percorrere una strada comune con tutto il centrosinistra, scegliendo un candidato a sindaco, una squadra e una coalizione a sostegno. Una buona idea. Proprio per questo non ne abbiamo saputo più niente. Anzi, quel poco di unione, che per un certo periodo ha caratterizzato gli eletti al comune sotto le insegne del centrosinistra, è finita. Si è tornati ai personalismi e alle invidie. Insomma, alla solita storia. Non si può voler mandare a casa questa amministrazione e limitarsi soltanto a sventolare la pistola scarica di una mozione di sfiducia. Non si capisce bene chi debba fare la prima mossa. Si dirà che nello scenario nazionale, e ancor più in quello regionale, le acque sono agitate e quindi è meglio aspettare. Ma può ancora Palermo attendere il risolversi degli equilibri politici? Se il centrodestra governante, si fa per dire, può permettersi di stare alla finestra, tanto nel frattempo amministra potere e nomine, può farlo, e sino a quando, il centrosinistra? In giro, tra gli esponenti di partito, si registrano tante buone intenzioni. Parole, fatti concreti zero. Si dice, in genere, che a questo immobilismo fa da contraltare la freschezza della società civile. È, come sappiamo bene, una solenne banalità. Spesso, la cosiddetta società civile, quando s´inserisce nel vivo della lotta politica, non sa far di meglio che copiare il peggio dei partiti. È comunque da accogliere positivamente la nascita del movimento civico palermitano, con la firma di un patto costituzionale cittadino. In tempi di crisi, non solo economica, dalla galassia che si muove fuori dai partiti viene fuori puntualmente una proposta di rigenerazione della politica. Cosa non semplice e non alla portata di tutti. Anche perché la tentazione è quella di buttare via la forma partito, non rendendosi conto che è molto difficile sostituirla. Chi ci prova, puntualmente, fa un bel buco nell´acqua. In questo caso si tratta di tredici sigle associative che vogliono stimolare la partecipazione e favorire il buon governo a Palermo. L´intenzione è quella di cimentarsi alle prossime amministrative. Non si sa se con una o più liste o direttamente con un candidato sindaco. Oppure appoggiando una tra le coalizioni maggiori in campo. Siamo ancora alle dichiarazioni d´intenti. Vedremo. Forse le primarie aperte a tutti, da tenersi nel più breve tempo possibile, potrebbero essere un punto di partenza chiarificatore per partiti e movimenti. Non c´è più tempo per tergiversare e fiutare l´aria. Questo movimento civico, già al primo metro di percorso, conosce una polemica interna. Una delle realtà aderenti, il Comitato di lotta per la casa 12 luglio, ha ritirato l´assenso che uno dei suoi componenti aveva assicurato al cartello. Sul web stanno volando parole grosse. Anche in quest´ambito, pertanto, non è difficile incrociare, come accade nei partiti, delegittimazioni reciproche e accentuati personalismi. Una cosa è certa. Tutti si dicono, da anni, scontenti dell´amministrazione comunale. Ma, sinora, né gli eletti e i partiti che l´elettorato ha mandato all´opposizione, né coloro che si muovono fuori dalle dinamiche partitiche, hanno posto in essere una vera alternativa in cui i palermitani possano riconoscersi. Una cosa sono i buoni propositi, un´altra i voti che occorrono per conquistare Palazzo delle Aquile. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1993482490552920314?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1993482490552920314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1993482490552920314&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1993482490552920314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1993482490552920314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/08/unalternativa-per-palermo.html' title='Un&apos;alternativa per Palermo'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1814800674526102535</id><published>2010-08-07T19:31:00.002+02:00</published><updated>2010-08-07T19:33:31.740+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Il Prefetto e la politica siciliana</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - SABATO 07 AGOSTO 2010&lt;br /&gt;Pagina XIX&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;LA CONCRETEZZA DEL PREFETTO NELLA TERRA DEI BIZANTINISMI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Martedì, sulle colonne di questo giornale, abbiamo avuto modo di leggere, in parallelo, una pagina dietro l´altra, l´intervista al nuovo prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso e una ricostruzione,&lt;br /&gt;l'ennesima, della situazione politica alla regione. Il prefetto parla con chiarezza di problemi reali, con l´intenzione di mettersi subito all´opera. Ha affrontato il tema del lavoro, dell´economia che ristagna nell´isola, si è soffermato sui rifiuti, dicendosi favorevole alla costruzione del termovalorizzatore a Bellolampo, invitando la Regione a non tergiversare sull´argomento. Avvertendo, nello stesso tempo, che occorre sempre fare molta attenzione affinché s´individuino quei percorsi che portano la mafia inserirsi nell´economia legale. Poi ha parlato della necessità che l´amministrazione pubblica si sburocratizzi e non faccia attendere, ad esempio, un anno gli imprenditori per una certificazione. Su tutti questi temi, annuncia Caruso, vuole sentire subito il sindaco di Palermo e il Presidente della Regione. E che potranno dirgli? La prima cosa che possono comunicare è di essere senza maggioranza, quindi non potranno dargli alcuna garanzia. Al Comune, la vicenda politica dell´attuale amministrazione è al capolinea da tempo. Siamo di fronte alla formazione di un´altra giunta. Si fanno ipotesi su chi entrerà e chi uscirà. La città rimane sullo sfondo, sempre più abbandonata a se stessa. Chissà quando potrà tornare a scegliere. I protagonisti attuali delle vicende politiche alla Regione sono ancorati alle formulette, sempre più surreali. Solo chi le inventa, giorno per giorno, le capisce. Alla Regione ci vorrà un governo tecnico, con rimpasto incorporato, o un esecutivo tutto politico? Cosa vorrà dire tale differenza non si comprende. Ma abbiamo i nostri limiti. Ogni giorno leggiamo una miriade di previsioni, subordinate, congetture, retroscena. C´è da rimanere letteralmente senza respiro. Capite bene che le problematiche poste dal prefetto, con il piglio di uno che non ha tempo da perdere, e le situazioni politiche di Comune e Regione viaggiano su mondi paralleli. Il prefetto cerca interlocutori certi. Che al momento non ci sono. Per rimanere alla Regione: cosa può proporre, di concreto e immediatamente attuabile, il governo regionale sui rifiuti? E sul contrasto alla criminalità organizzata, non sono per caso recentemente stati messi in discussione i fondi destinati alla legislazione antimafia varata dall´ARS? E sul funzionamento dell´amministrazione, non ci troviamo con uffici immobilizzati per scelte che sono rimandate di settimana in settimana? Magari tutti i protagonisti nel proscenio politico siciliano si sentono dei novelli De Gasperi o dei redivivi Sturzo. Qualcuno dica loro che stanno soltanto riempiendo, sino a stancarci, pagine e pagine di quotidiani. Messi lì, da mattina a notte, a disegnare scenari. Questo non è un laboratorio politico, ma uno sgabuzzino chiuso a doppia mandata dall´interno. Quanti governi, tecnici, politici, misti, ci vorranno per metterci un punto? Qualcuno dovrà dire a questi riformisti che, va bene, ci hanno provato, apprezziamo la buona volontà, ma è chiaro e lampante che questa legislatura regionale è con l´ossigeno attaccato da tempo. Vogliono farci credere che le elezioni sarebbero una sciagura, di cui la Sicilia non potrebbe reggere il peso. Non prendiamoci in giro. La Sicilia, e Palermo, non possono sopportare ancora il fardello di una politica che gira a vuoto, senza una meta precisa. Mentre per sentire un discorso comprensibile a intelligenze medie, occorre ascoltare le parole di un prefetto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-1814800674526102535?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/1814800674526102535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=1814800674526102535&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1814800674526102535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/1814800674526102535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/08/la-repubblica-palermo-sabato-07-agosto.html' title='Il Prefetto e la politica siciliana'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4594735870395697344</id><published>2010-08-02T08:55:00.002+02:00</published><updated>2010-08-02T08:59:30.645+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Come risparmiare sui fondi pubblici</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt; LA REPUBBLICA PALERMO – MERCOLEDÌ 28 LUGLIO 2010&lt;br /&gt;Pagina I&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;I cento modi di sprecare i soldi dei contribuenti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Francesco Palazzo &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Quando si parla di costi della politica, la prima pietanza che viene data in pasto all´opinione pubblica, ed è notizia recente per i deputati dell´Ars, è il taglio delle indennità degli eletti. Nei discorsi da bar, gli stipendi percepiti da coloro che rivestono cariche elettive, sono continuamente nel mirino, anche se bisognerebbe dire che non si possono mettere tutti sullo stesso piano. L´altra settimana, il sindaco di un paese delle Madonie rivelava che per effetto della Finanziaria la sua indennità mensile scenderà da 1.800 a 1.300 euro, e a lui non resterà altra scelta che tornarsene a lavorare a tempo pieno, diminuendo al minimo il suo impegno per i tanti problemi che ha un paese di diecimila abitanti. Gli faceva eco il primo cittadino di un comune più piccolo dell´area madonita, che guadagna, pressappoco, quanto un precario. Lo stipendio di un sindaco è un costo che la collettività dovrebbe sobbarcarsi con maggiore convinzione. Peraltro, i guadagni delle cariche elettive sono sotto i riflettori. Ciò non accade per i tantissimi incarichi di sottogoverno, donati a galoppini, grandi elettori, portaborse e via elencando. Se a ciò aggiungiamo le consulenze, che in Sicilia non si negano a nessuno, ci troviamo davanti una montagna di spesa pubblica. Alla quale ogni tanto viene data una piccola limata, lasciando le cose sostanzialmente immutate. Non è difficile trovarsi davanti un ras di voti, che ha appoggiato il tal onorevole, poi diventato assessore, che lo ha omaggiato, per ringraziarlo di qualche centinaia di consensi, con una consulenza. Sai che quella persona ha un diploma tirato per i denti e ti chiedi in cosa caspita deve essere consultato. Quant´è ampio, in Sicilia, questo universo di compensi inutili, gravanti sulle nostre tasche? Difficile dirlo, protetto come è da occhi indiscreti e da interessi che vanno da destra a sinistra. Se davvero, e non per vendere fumo, si avesse l´intenzione di iniziare una moralizzazione della vita pubblica, questo vasto settore sarebbe quello da dove partire immediatamente. Comuni, province e regione sono gonfi sino all´inverosimile di personale, tra presenti in organico e precari in via di stabilizzazione. All´interno di questo enorme bacino di risorse umane, è banale dirlo, per la legge dei grandi numeri, è senz´altro possibile rintracciare tutto ciò che serve, in termini di qualità e quantità. La lista prosegue. Una categoria a parte è quella dei comandati. Che spesso usufruiscono, per arrivare all´ambita scrivania e guadagnare qualche gruzzolo in più, di legami con questo o quel potente. Quanti ve ne sono, provenienti da altri luoghi pubblici, magari corsie ospedaliere che soffrono di organici ridotti al lumicino e turni massacranti, nell´amministrazione regionale? Possibile che da una parte si dice che si è troppi e dall´altra si chiamino rinforzi? I quali non apportano niente che già gli uffici non abbiano. Ed anche quando risultano depositari del lume della genialità, ed è, capirete, come fare un terno al lotto, sono destinati a passare come meteore. Non lasciando niente dietro di sé e del tutto sguarniti gli uffici che si riducono a meri esecutori di ordini. Per non parlare, poi, degli uffici di gabinetto. Ci si scandalizza tanto per i direttori esterni rimossi perché non avevano i titoli, e non si fa lo stesso per i soggetti imbarcati nelle amministrazioni pubbliche siciliane, Regione in testa, senza che ve ne sia il minimo bisogno. Ecco, se proprio si vuole dare una svolta, non ci si prenda in giro con i 550 euro in meno ai deputati regionali e non si mortifichino i sindaci delle piccole comunità. Si proceda a una pulizia totale di tutti gli emolumenti ingiustificati e degli incarichi senza senso. E si avvii una valorizzazione, considerando meriti e titoli, delle sovrabbondanti piante organiche. Si raggiungeranno due obiettivi. Un effettivo, e non populistico, risparmio e uffici pubblici che saranno messi nelle condizioni di servire, non la politica, ma i siciliani. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4594735870395697344?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4594735870395697344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4594735870395697344&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4594735870395697344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4594735870395697344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/08/come-risparmiare-sui-fondi-pubblici.html' title='Come risparmiare sui fondi pubblici'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-6791720692844838047</id><published>2010-07-11T10:58:00.000+02:00</published><updated>2010-07-11T11:00:45.319+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>I conti della Corte e quelli della politica</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;LA REPUBBLICA PALERMO - DOMENICA 11 LUGLIO 2010&lt;br /&gt;Pagina I&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Le inascoltate grida della Corte dei conti&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno il giudizio della Corte dei conti sull´operato della Regione potrebbe delineare i temi di una campagna elettorale. Occorrerebbe fare esattamente il contrario di quanto i magistrati contabili stigmatizzano. Non è difficile, basta leggersi le relazioni sugli ultimi otto esercizi finanziari. Nel 2002, per esempio, la Corte rimarcava il vizio di andare all´esercizio provvisorio di bilancio. Abitudine abbandonata per qualche anno e ora ripresa. Si ricordava, e il monito è attuale, che è possibile ricorrere a prestiti per finanziare spese di investimento e non per far fronte alla spesa corrente. Si faceva una disamina della legge 10 del 2000, che aveva proceduto alla riorganizzazione del personale. Dopo tre anni, si evidenziava allora, nessun obiettivo era stato raggiunto. Possiamo dirlo anche dopo 10 anni? Per quanto riguarda il personale, la Corte snocciola annualmente le cifre dell´affollamento degli organici della Regione. Nel 2002 c´è un incremento delle retribuzioni pari al 20,7 per cento e ancora non avevamo visto niente. Rintracciamo pure la ramanzina, quanto mai odierna, circa il ricorso agli uffici speciali e sull´eccessivo uso di incarichi esterni, perché «le strutture interne, se meglio utilizzate, potrebbero assicurare altrettanto positivamente, e meglio, i risultati voluti, con economie di spesa». Nella relazione sull´esercizio 2003, si torna sull´elevato numero dei dirigenti, con un rapporto di 1 a 6,7, tra gli stessi e il comparto. Oggi la media è ancora più imbarazzante. Nella relazione per l´esercizio 2004, si rammenta che si può ricorrere a incarichi esterni soltanto in casi particolari. Nel 2010 i casi particolari sono diventati la norma. Nella relazione relativa all´anno 2005, la Corte si sofferma sul ritardo con cui si è arrivati al contratto dei dipendenti, «che dovrebbe valere per il futuro e che, invece, finisce per avere un effetto sanante di situazioni già scadute». Non si è abbandonata questa prassi, tanto che il contratto corrente è ampiamente scaduto. Nel giudizio di parificazione per l´anno 2006, è elogiata la norma di legge che dispone la diminuzione del numero dei componenti gli uffici di gabinetto. Se consideriamo che recentemente si è posto vanamente lo stesso problema, non pare proprio che quella norma di legge sia stata rispettata. C´è sempre la puntatina sul precariato, che «crea comprensibili aspettative, la cui soddisfazione vanifica la ragione che aveva generato l´assunzione a tempo determinato, cioè il blocco di quelle a tempo indeterminato per ridurre la spesa pubblica». Basta vedere la guerra santa per i precari degli enti locali, ingaggiata nelle ultime settimane da governo, partiti, sindacati e sindaci, per infilarci direttamente nella cronaca. Nella relazione per l´anno 2007, si pone l´accento sull´aumento incontrollato della spesa pubblica, sul quale vorremmo capire se davvero è stato posto un freno o se siamo di fronte a operazioni di facciata. Il rimedio, per la Corte, è quello di tornare al controllo preventivo sulle spese. Nella relazione relativa al 2008, letta il 30 giugno 2009, ci si sofferma sulla legge regionale, del dicembre 2009, che ha ridotto i dipartimenti regionali da 37 a 32 (oggi sono 28). Non proprio una rivoluzione, dal momento che già la legge 10 del 2000 fissava il numero dei dipartimenti proprio in 32. Sulla sanità si registra ancora un forte aumento di spesa. Dagli 8 miliardi e mezzo del 2007, si è passati a 11 miliardi e mezzo. Un solo accenno, proprio sulla sanità, legato al giudizio di parificazione, per l´anno 2009, pronunciato il 30 giugno 2010. Il governo regionale è soddisfatto perché è stato rilevato un risparmio di 118 milioni di euro. Tuttavia, a parte il fatto che il procuratore ha tralasciato la qualità dei servizi sanitari, «la cui valutazione non rientra nelle mie competenze», che è invece il punto centrale, va detto che la spesa tanto giubilata sulla sanità, pari a 8 miliardi e 775 milioni di euro, è comunque superiore a quella del 2007, anno in cui si verifica un vertiginoso aumento di ben un miliardo di euro. In definitiva, tranne alcuni dettagli, si può dire che le impietose disamine degli ultimi otto anni della magistratura contabile, ancora attendono qualcuno che le prenda sul serio. Senza retorica o propaganda. Basterebbe solo adoperarsi, come scrive quest´anno la Corte dei conti a proposito dei precari, «non per la prossima campagna elettorale ma per le prossime generazioni». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-6791720692844838047?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/6791720692844838047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=6791720692844838047&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6791720692844838047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/6791720692844838047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/07/i-conti-della-corte-e-quelli-della.html' title='I conti della Corte e quelli della politica'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-4782899735903837920</id><published>2010-07-04T14:33:00.002+02:00</published><updated>2010-07-04T14:39:18.177+02:00</updated><title type='text'>Bellolampo e dintorni</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;La Repubblica Palermo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Pag. I&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;3 Luglio 2010&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Il Miracolo di Bellolampo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Francesco Palazzo&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/03/il-miracolo-di-bellolampo.html"&gt;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/07/03/il-miracolo-di-bellolampo.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7692570377692479620-4782899735903837920?l=leggendoerileggendo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/feeds/4782899735903837920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7692570377692479620&amp;postID=4782899735903837920&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4782899735903837920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7692570377692479620/posts/default/4782899735903837920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leggendoerileggendo.blogspot.com/2010/07/bellolampo-e-dintorni.html' title='Bellolampo e dintorni'/><author><name>Francesco Palazzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17674405585043100968</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7692570377692479620.post-1001246268578727893</id><published>2010-06-29T11:57:00.003+02:00</published><updated>2010-06-30T10:12:59.373+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>PD, l'ora d
